
I risultati del Referendum sulla Giustizia 2026. Seggi chiusi: ha vinto il No con il 53,3%, con affluenza record al 55,88%, ben sopra le stime dei sondaggi realizzati prima dello stop elettorale. La premier Giorgia Meloni: "Rispettiamo la decisione degli italiani, andremo avanti.
Conte (M5S): "È un avviso di sfratto al governo"
L'esito del referendum "è un avviso di sfratto al governo, dopo 4 anni. Un segnale forte, politico" ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Roma. "Si apre una nuova stagione politica, una nuova primavera. Ce la metteremo tutta per rispondere a questa richiesta di voltare pagina da parte dei cittadini. Credo che dietro alla vittoria del No ci siano tantissimi giovani".
Opinio per Rai: "Più i No nel centrodestra che i Sì nel centrosinistra"
Secondo l'exit poll Opinio per Rai, sono stati più i NO nel centrodestra che i Sì nel centrosinistra, lo sottolinea su X (ex Twitter) Lorenzo Pregliasco, di Youtrend.
Meloni ammette la sconfitta: "Rispetto la decisione degli italiani, andiamo avanti"
"Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia", così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando la sconfitta del Sì.
Il No è avanti nelle grandi città, il Sud è trainante
Mentre lo scrutinio prosegue al Viminale dopo la chiusura delle urne per il referendum confermativo sulla legge costituzionale recante "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare", arrivano i primi dati dalle grandi città che delineano un quadro territoriale articolato. A Roma, con 2.420 sezioni su 3.793, il No prevale con il 58,23%, mentre a Milano il No è al 53,6% con 1.594 sezioni scrutinate su 2.898. Più marcato il dato di Napoli, dove il No raggiunge il 71,86% con 2.145 sezioni su 2.896. Nel resto del Sud si conferma una netta prevalenza del No, con Palermo al 66,65% con oltre la metà delle sezioni scrutinate e Bari al 60,3% con 1.002 sezioni su 1.224. In controtendenza alcune città del Nord, con gran parte dei centri del Veneto che vedono prevalere il Sì, così come diverse realtà lombarde che si muovono in direzione opposta rispetto a Milano. Forte prevalenza del No anche a Torino, dove si attesta al 60,37% con più della metà delle sezioni scrutinate.
Ricci (Pd): "Sconfitta storica per Meloni, è cambiata l'aria"
"Nessun processo agli alleati". Così Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, negli uffici del suo partito a Montecitorio. E ha aggiunto: "Noi abbiamo la consapevolezza di aver fatto tutto quello che andava fatto ma non ci metteremo a fare ‘Tu non hai fatto questo o quello'… Quando il popolo ha parlato quello conta, poi serenamente rifletteremo su quanto è successo ma nessun processo o critiche agli amici della maggioranza, tanto meno rimproveri che non hanno nessun senso".
Bonelli esulta cambiando il titolo di Sal Da Vinci: "Sarà per sempre No!"
"Sarà per sempre No!": così Angelo Bonelli, esponente di Avs, festeggia sui social l'esito del referendum sulla riforma della giustizia. Il riferimento è al titolo della canzone con cui Sal Da Vinci ha vinto il Festival di Sanremo, brano utilizzato come jingle durante alcuni eventi della campagna per il Sì, tra cui anche quello di Milano con la premier Giorgia Meloni.
La Sicilia maglia nera per l'affluenza al referendum
La Sicilia è all'ultimo posto per l'affluenza. Nell'Isola solo il 46,14 per cento degli elettori si è recato alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, la percentuale più bassa tra tutte le regioni. La provincia più ‘virtuosa' è Messina (49,18%), seguita sul podio da Ragusa (47,63) ed Enna (47,44). Fanalino di coda, invece, Caltanissetta con una percentuale di votanti pari al 42,65. Ad Agrigento, invece, si sono recati alle urne il 43,36%, a Catania il 46,07%, a Palermo il 46,38%, a Siracusa il 45,20%, e a Trapani il 45,37.

Serracchiani (Pd): "Abbiamo vinto! Ha vinto la Costituzione"
"Oggi è un bel giorno. Abbiamo vinto! Ha vinto la Costituzione, che ci ha protetto per quasi ottant'anni e ha dimostrato, ancora una volta, di essere cosa viva. E a difenderla siamo stati noi: le cittadine e i cittadini italiani. Centinaia di iniziative, migliaia di km da nord a sud. Una campagna faticosa, ma bellissima. Una battaglia in cui ho creduto, perché sentivo di essere dalla parte giusta della storia. Abbiamo respinto una campagna arrogante, condotta con toni mai visti prima, fatta di attacchi ai giudici, mistificazioni e richiami alla paura. Ma i cittadini hanno capito che la posta in gioco era molto più alta di ciò che volevano far credere: non le carriere, i casi Garlasco, le correnti… Ma i nostri diritti, l'idea stessa di Paese che vogliamo costruire per il nostro futuro. Viva la costituzione! Viva la democrazia!". Lo scrive su X (ex Twitter) Debora Serracchiani, deputata Pd.
Landini: "Nuova Primavera per il Paese, festeggiamo in piazza"
"Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. Visto questo bellissimo risultato, questa bellissima giornata, noi pensiamo che sia anche utile dire a tutti quelli che vogliono festeggiare con noi che verso le 18-18.30 possiamo ritrovarci a piazza Barberini. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Comitato società civile per il no al referendum riunito al Centro congressi Frentani a Roma, sottolineando "la grandissima partecipazione al voto" e "la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".
Parrini (Pd): "Il popolo italiano si conferma di sana e robusta Costituzione"
"Il popolo italiano si conferma di sana e robusta Costituzione. Alla propria Costituzione vuole un gran bene. E se qualcuno prova a manometterla – specie se lo fa con prepotenza, e specie se è al governo e sta governando male – viene duramente e massicciamente punito. Questo dicono l'alta affluenza e i netti risultati del referendum sulla magistratura. Come Fronte del No abbiamo fatto una campagna elettorale a tappeto, con grande determinazione, intensità e spirito di squadra. Un impegno pienamente compreso e ripagato dai cittadini. La larga vittoria del No e la bruciante sconfitta di Giorgia Meloni sono fatti cospicui. A maggior ragione se si considera che erano schierati per il Sì tutto il centrodestra più alcune componenti del centrosinistra. Pensando alle elezioni politiche del prossimo anno, proprio quest'ultimo dato costituisce un motivo di viva speranza: il centrosinistra unito ha tutte le carte che servono per battere il centrodestra e guidare il Paese". Sono le parole del senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali.
Referendum, stima Youtrend: "Il Sì vince solo in 3 regioni, il No vince in 13"
Secondo le stime di Youtrend, il Sì vince in 3 regioni, il No vince in 13 regioni mentre in 4 l'esito è incerto. "Le 3 regioni in cui trionfa sicuramente il Sì sono Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Vento. In Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle D'Aosta l'esito è invece incerto al momento".
Barelli (FI): "Va rispettato il volere dei cittadini"
"Va rispettato il volere dei cittadini", lo dice il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli. "Non siamo contenti del voto, niente a che fare con la tenuta del governo", aggiunge.
Referendum, Bonelli: "Per Meloni è una sconfitta politica"
"Per Meloni è una sconfitta politica, ci hanno provato, gli è andata male. Oggi è una straordinaria giornata di partecipazione, grazie a tutti gli italiani e a tutte le italiane che hanno difeso la Costituzione" a dirlo è Angelo Bonelli commentando i risultati del Referendum.
Sallusti ammette: "È stato anche un voto contro il governo"
"Abbiamo fatto una campagna a favore di una riforma, mentre il fronte del No ha scelto anche di attaccare i promotori". Alessandro Sallusti commenta così l'esito del referendum sulla giustizia, rivendicando la linea tenuta dal Comitato per il Sì nonostante la sconfitta che si profila. "Ci siamo chiesti se cambiare strategia, ma la risposta è stata no: dovevamo difendere e spiegare la riforma, non andare contro qualcuno". Secondo Sallusti, la campagna avversaria ha fatto leva su un clima di contrapposizione che "accende risentimenti e frustrazioni", risultando alla fine più efficace. "Evidentemente il contro paga più dell'essere a favore. Mi spiace per la riforma perché oggi si sarebbe potuta aprire una fase diversa per il Paese".
Il direttore invita però alla cautela nelle letture politiche del voto: "Sarei prudente nel trarre conclusioni affrettate. Non vedo un crollo nei numeri, il consenso raccolto dal Sì resta significativo". Infine, Sallusti riconosce la natura politica: "Sì, è un voto politico anche contro il governo. Bisogna analizzare i dati con calma. Perdere non è mai piacevole, anche quando si pensa di essere nel giusto".
Manifestazioni in tutta Italia per la vittoria del No: "Meloni dimissioni"
Al grido "Ha vinto il no. Meloni dimissioni!" si scenderà in piazza oggi pomeriggio in diverse città italiane. A lanciare le manifestazioni Potere al Popolo e il Comitato No Sociale. A Roma è stato dato appuntamento alle 18 a piazza Santi Apostoli, a Milano in piazzale Loreto, a Napoli alla stessa ora a Largo Berlinguer, a Torino in piazza Castello. Organizzati presidi anche a Bologna, Cuneo, Padova, Pisa, Verona.
Referendum, Fratoianni (Avs): "Cambia il vento, ora le politiche"
"Da qui in avanti cambia il vento, cambia la musica. Si comincia a guardare al prossimo obiettivo, le elezioni politiche" ha detto Nicola Fratoianni, Avs, commentando il risultato del Referendum su La7. "Questo risultato dice che l'opposizione esiste. È un dato piuttosto clamoroso. C'è un evidente dato politico. Quando tocchi la costituzione c'è una reazione, che chiede di tenere fermo il sistema fondamentale delle garanzie che la destra voleva travolgere. Gli è andata male", ha poi aggiunto.
Il comico Montanini: "Ho augurato la morte a chi ha votato Sì? Presa alla lettera frase mio spettacolo"
"Io faccio il comico, i comici usano delle iperboli. Non può essere isolata una frase e soprattutto non può essere presa alla lettera quella frase. Io sinceramente non mi aspettavo questo clamore, ho postato questo reel sul mio profilo dopo lo spettacolo di sabato a Firenze e ho ricevuto migliaia di messaggi in cui auguravano la morte a me. La cosa grave è che alcuni politici abbiano isolato una frase di un comico e l'abbiano usata fuori dal contesto in cui era stata pronunciata". Sono le parole del comico Giorgio Montanini, che ha commentato all'Adnkronos le polemiche scatenate dal video, da lui postato, in cui sul palco del Teatro Puccini di Firenze parlava del referendum costituzionale: "È giusto che voi votiate quello che volete, io voterò No. Però vi voglio dire una cosa: votate anche Sì però io spero veramente, davvero, che chi vota sì possa morire domani. Dovete morire. La Costituzione l'hanno scritta i nostri padri fondatori, l'hanno scritta contro il nazifascismo perché si ricordavano chi erano i fascisti e l'hanno scritta impedendo che poi ce possano sta' altre persone come quelli che c'erano prima e potessero fa' le stesse cose. Io voto No a prescindere. Tu Montanini che pensi del referendum? Non lo so. Io voto No, capito? Perché con i fascisti voto No sempre. Quindi domani votate No tutti".
Il video, che sui social ha scatenato sia commenti di apprezzamento che di fortissima critica, è divetato virale dopo che alcuni politici hanno postato la frase in cui Montanini augurava la morte a chi avrebbe votato condannando duramente il comportamento del comico. "Ripeto: io faccio il comico, ero in un contesto preciso che era quello del mio spettacolo, con un microfono, sul palco di un teatro. Una frase dello spettacolo non può essere presa alla lettera. Se questo non viene compreso dai politici che ci governano, vuol dire che hanno gravi problemi di comprensione e non solo non dovrebbero guidare il Paese ma nemmeno un'automobile. Alla lettera dovrebbero essere presi invece i politici, ad esempio quando indossano una felpa con la scritta ‘ruspa' per alludere allo sgombero con le ruspe dei campi nomadi. Questo Paese ha un problema: prende sul serio quello che dicono i comici e non prende sul serio quello che dicono i politici".
Referendum, Renzi: "Ora alle primarie, centro sinistra può vincere le politiche"
"Ora il centrosinistra vada rapidamente alle primarie, il centrosinistra è in condizione di vincere le elezioni politiche", a dirlo è Matteo Renzi a Radio Leopolda.
Referendum, Bachelet: "Vittoria come quella della lotta partigiana"
"Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento di questa battaglia per la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, Sono contento e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del Referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no" lo ha detto Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1.
Referendum, Renzi: "Messaggio forte e chiaro, sconfitta sonora per Meloni"
"La partita mi pare ormai chiusa. Il No a sorpresa ha vinto il referendum. Oggi si consuma un fatto politico enorme: quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Questo è un passaggio molto importante per Giorgia Meloni. Da anni ci racconta di essere benedetta dal popolo ma oggi il messaggio è forte e chiaro: una sconfitta sonora del governo e del modo arrogante con cui il governo ha fatto questa riforma", lo ha detto Matteo Renzi a Radio Leopolda.
Maurizio Lupi (Noi Moderati): "Ha vinto paura cambiamento, no conseguenze politiche"
"Evidentemente il cambiamento fa paura. Non credo ci siano conseguenze politiche, questo risultato ci spinge a impegnarci ancora di più per cambiare l'Italia: abbiamo ricevuto un mandato politico, deve essere concluso". Lo ha detto il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, ospite dello speciale Quarta Repubblica su TgCom 24. "Si votava per il cambiamento, per riformare un pezzo della Costituzione sulla giustizia o conservare. Mi pare che questo dato, anche con un'alta partecipazione, dica che la maggioranza degli italiani sceglie la seconda strada, nonostante le cose non funzionino", ha aggiunto Lupi.
Referendum, Carbone (Csm): "Il Ciaone è per Giorgia, vinto battaglia che sembrava impossibile"
"E quest'anno il Ciaone è per Giorgia. Abbiamo vinto una battaglia che sembrava impossibile, ma abbiamo vinto", lo ha scritto su X (ex Twitter) il componente del Csm Ernesto Carbone.
Conte festeggia: "Ce l'abbiamo fatta, viva la Costituzione!"
"Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!". Così su X il presidente del M5s Giuseppe Conte, in merito al referendum sulla Giustizia, commentando quello che sembra un vantaggio ormai consolidato per il No.
A Roma c'è una sezione dove ha votato il 100% degli aventi diritto
Il No va verso la vittoria, secondo i primi dati reali. Dove si è votato di più a Roma? Si inizia intanto a definire la mappa delle sezioni dove l'affluenza è stata più alta e quelle dove è stata più bassa. Oltre all'incredibile caso della sezione 60 di via Lanciani dove ha votato il 100% dei romani un'ottima affluenza si è registrata all'Eur: alla sezione 1562 di viale della Civiltà del lavoro ha votato il 78,3% mentre in via dell'Elettronica il 75,6%. Nella vicina sezione 1551 via Della divisione Torino, nel quartiere Giuliano Dalmata, si è recato alle urne l'80,2%. Benissimo anche l'Esquilino, con la sezione di via Daniele Manin dove ha votato l'84%. Ed ancora, solo per citare qualche altro esempio: in piazza Ruggero di Sicilia ha votato l'80,1% e a viale Manzoni il 74,1%. Nel quartiere Trieste, alla sezione 40 di via Volsinio si è recato alle urne l'80,4% degli aventi diritto. In via del parco della Vittoria, alla sezione 1806 della scuola Leopardi, ha votato il 74,3%. Molto più bassa l'affluenza in alcune zone della periferia romana: nella sezione 744 di via dell'Archeologia, a Tor Bella Monaca, ha votato solo il 26,2% e nella vicina 742 il 31%.
Referendum, Youtrend: "Ha vinto il NO, vantaggio incolmabile"
"Vittoria del NO al Referendum costituzionale della giustizia". Lo scrive su X (ex twitter) Youtrend evidenziando che "con 20.932 sezioni su 61.533 il vantaggio è ormai incolmabile".
Bignami (FdI): "Sempre detto che non avrebbe inciso sul governo"
"Sempre detto che non avrebbe inciso sul governo", così il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, commentando i risultati, ancora parziali, del referendum sulla giustizia 2026.
Referendum, Conte nella sede del M5s con i vertici del partito
Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, è arrivato alla sede del M5s, in via Campo Marzio a Roma, per seguire lo spoglio per i referendum insieme a diversi parlamentari e allo stato maggiore del partito. Con lui anche i capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi e al Senato Luca Pirondini, i vicepresidenti Paola Taverna, Michele Gubitosa, Vittoria Baldino, Stefano Patuanelli, Mario Turco e Ettore Licheri.
Il comitato Sì Riforma ammette la sconfitta: "Ha vinto il No"
Il presidente del comitato nazionale "Sì Riforma", professore ed ex giudice della Corte Costituzionale, Nicolò Zanon, ammette la sconfitta: "Ha vinto il no". "Credo che, in termini di analisi, alle quattro del pomeriggio di una giornata così complicata, difficilmente possiamo andare oltre nel dire che ce l'abbiamo messa tutta". "Alcune battaglie sui diritti dei cittadini andranno riprese in altra forma, vedremo come. Però – ha aggiunto – nessun rimpianto e nessuna critica anche al modo molto generoso con cui abbiamo condotto noi la nostra battaglia".
Seconda proiezione di Opinio Italia: il No ancora primo al 53,9%. Il Sì staccato al 46,1%
Il No alla riforma della giustizia è in vantaggio, al 53,9%. Il Sì al 46,1. È quanto rilevato dal consorzio Opinio Rai, nella seconda proiezione con la copertura del campione al 37%.
Referendum Giustizia 2026, boom di votanti: affluenza definitiva al 59%
Il Viminale ha comunicato il dato definitivo sull'affluenza: per il referendum sulla riforma della Giustizia ha votato il 59% degli aventi diritto, quando mancano ormai pochissime sezioni (61.082 su 61.533).
