
Gli aggiornamenti in diretta dalle proteste in Iran con le ultime notizie di oggi, venerdì 16 gennaio 2026. La tensione resta alta, ma nelle ultime ore lo scenario sembra essersi leggermente allentato. Un attacco militare imminente da parte degli USA, almeno per ora, è stato escluso e lo spazio aereo di Teheran è stato riaperto dopo uno stop durato circa cinque ore. Sul piano militare, però, Washington mantiene alta la pressione: il Pentagono ha annunciato il trasferimento della portaerei USS Abraham Lincoln dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente.
Sul fronte politico e diplomatico, il presidente americano Donald Trump ha rivendicato un ruolo diretto nel presunto stop alle esecuzioni dei manifestanti antigovernativi. Dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha negato l’intenzione di procedere con condanne a morte, Trump ha parlato di “vite salvate”, sostenendo che le sue pressioni avrebbero contribuito a evitare nuove esecuzioni.
La Casa Bianca ha riferito che Teheran avrebbe fermato circa 800 esecuzioni, avvertendo però che “le conseguenze saranno gravi” se le uccisioni dovessero riprendere. L’Italia, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, invita invece a non interrompere i canali di dialogo, ritenuti essenziali anche nei momenti di massima tensione.
Nuova Zelanda chiude la propria ambasciata a Teheran
La Nuova Zelanda ha chiuso temporaneamente la sua ambasciata a Teheran, evacuando il personale diplomatico a causa del deterioramento della sicurezza in Iran. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri di Wellington, precisando che il personale è stato evacuato nella notte con voli commerciali e che le operazioni dell'ambasciata sono state trasferite ad Ankara.
Iran, la Cina avverte gli Usa: "No all’uso della forza, rischio caos nella regione"
La Cina chiede agli Stati Uniti di attenersi ai principi della Carta dell’Onu e di evitare qualsiasi ricorso alla forza contro l’Iran, avvertendo del rischio di una grave destabilizzazione dell’intera area. Lo ha dichiarato Sun Lei, responsabile degli Affari internazionali della missione permanente cinese alle Nazioni Unite, intervenendo al Consiglio di Sicurezza. Secondo il diplomatico, un’azione militare non farebbe che spingere la regione “verso il baratro”. Pechino invita quindi Washington ad abbandonare l’opzione dell’uso della forza e sollecita tutte le parti a mantenere autocontrollo, sottolineando la necessità di uno sforzo collettivo per salvaguardare la pace e la sicurezza internazionale.
Casa Bianca: "In Iran sospese 800 esecuzioni"
La portavoce della Casa Bianca, Caroline Leavitt, ha dichiarato in una conferenza stampa che "il Presidente Donald Trump ha saputo che ieri in Iran si sarebbero dovute svolgere 800 esecuzioni e che queste sono state sospese". Ha aggiunto che "il Presidente e il suo team stanno monitorando attentamente la situazione, tutte le opzioni sono sul tavolo". Leavitt ha anche confermato che Trump ha parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ma non ha rivelato dettagli della loro conversazione.
Proteste in Iran, le ultime notizie in diretta: Usa spostano portaerei Lincoln nel Medio Oriente
Un’azione militare diretta degli Stati Uniti contro l’Iran, almeno per il momento, sembra congelata. Washington però mantiene alta la pressione: il Pentagono ha annunciato lo spostamento della portaerei USS Abraham Lincoln dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente, un trasferimento che richiederà circa una settimana. La Casa Bianca sostiene che Teheran abbia fermato 800 esecuzioni e avverte che “le conseguenze saranno gravi” se le uccisioni dovessero riprendere. L’Iran, da parte sua, ribadisce che difenderà il proprio territorio da qualsiasi minaccia esterna. Nel frattempo gli Stati Uniti preparano nuove sanzioni, mentre l’Ue, con Ursula von der Leyen, annuncia misure ancora più dure. Dura anche la presa di posizione del presidente Mattarella, che ha denunciato l’“efferato sterminio dei manifestanti” e il blackout delle comunicazioni imposto dal regime.