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Proteste in Iran

Iran, Teheran su Trump: “Ci ha informati che non attaccherà”. Il Pentagono sposta portaerei verso il Medio Oriente

Le notizie sulle proteste in Iran di giovedì 16 gennaio scongiurato attacco USA e riaperto lo spazio aereo di Teheran, ma la tensione resta altissima. Trump: “Osserveremo e vedremo come procede”. Riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

15 Gennaio 2026 07:19
Ultimo agg. 15 Gennaio 2026 - 23:02
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Le notizie di giovedì 15 gennaio 2026. Scongiurato un attacco imminente degli Usa e riaperto lo spazio aereo di Teheran dopo 5 ore di stop.

Trump: “Uccisioni in Iran si sono fermate. Osserveremo e vedremo come procede"  Le autorità iraniane assicurano: "Abbiamo il pieno controllo, ora c'è calma, il numero dei morti è solo di qualche centinaio. Ci difenderemo da qualunque minaccia straniera".

Nel Paese la tensione resta altissima, molte ambasciate sono state chiuse e il personale non necessario richiamato, compresa quella italiana.

Secondo i media Usa, nessuna decisione è stata presa ma il Pentagono sta spostando un gruppo di portaerei d'attacco dal Mar Cinese Meridionale al Medio Oriente e ci vorrà circa una settimana per completare l'operazione. Intanto, sull’Iran si riunisce il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite proprio su richiesta statunitense.

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23:01

Iran, la Russia all'Onu: "Le teste calde americane evitino attacchi"

La Russia ha chiesto alle "teste calde" americane di evitare qualsiasi attacco all'Iran. Lo ha detto l'ambasciatore Vassilij Nebenzja nel suo intervento al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

"Invitiamo con forza – ha dichiarato – le teste calde di Washington e di altre capitali, che sembrano contemplare una nuova avventura militare, a tornare in sé ed evitare la ripetizione della tragedia del giugno 2025, quando l'aggressione statunitense e israeliana ha quasi provocato una grave catastrofe nucleare".

A cura di Eleonora Panseri
22:55

Generale dei Pasdaran: "Trump ha la mano sul grilletto? Gli taglieremo mano e dito"

"Trump ha detto che ha la mano sul grilletto. Gli taglieremo la mano e il dito". Lo ha detto Mohsen Rezaei, generale di alto rango dei Pasdaran e membro del Consiglio di Opportunità dell'Iran, lanciando una minaccia diretta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Lo riporta Iran International. "Non prestate attenzione alla moderazione e alla pazienza strategica che abbiamo dimostrato. Fermatevi subito. Fate un passo indietro, altrimenti nessuna delle vostre basi nella regione sarà al sicuro", ha minacciato.

A cura di Eleonora Panseri
22:50

La Cina all'Onu: "Gli Usa non interferiscano nella sovranità iraniana"

La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di non interferire nella sovranità iraniana. "L'Iran è uno stato sovrano indipendente e gli affari dell'Iran devono essere decisi in modo indipendente dal popolo iraniano", ha dichiarato l'ambasciatore Fu Cong nel suo intervento all'Onu.

"La Cina – ha aggiunto – sostiene la salvaguardia della sovranità iraniana e l'integrità territoriale e chiede alla comunità internazionale di sostenere il governo e il popolo iraniano a superare questo momento difficile, garantendo la sicurezza nazionale e la stabilità sociale".

A cura di Eleonora Panseri
22:40

Wsj: "A Trump è stato sconsigliato un attacco, non garantisce la caduta del regime"

Donald Trump è stato informato che un attacco su larga scala contro l'Iran difficilmente porterebbe alla caduta del governo e potrebbe innescare un conflitto più ampio. Lo hanno riferito funzionari americani al Wall Street Journal.

Pertanto il presidente e per ora si limiterà a monitorare come Teheran gestirà le proteste prima di decidere. Anche i partner mediorientali hanno comunicato alla Casa Bianca che un massiccio raid potrebbe invece innescare un conflitto più ampio.

Attacchi di minore entità, d'altro canto, potrebbero rafforzare il morale dei manifestanti, ma non cambierebbero la repressione del dissenso da parte del regime.

A cura di Eleonora Panseri
22:32

Colloquio tra il segretario Onu Guterres e ministro degli Esteri iraniano

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato telefonicamente con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Lo afferma il Ministero degli Esteri in dichiarazioni riportate dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.

Nella telefonata, Araghchi ha detto a Guterres che le recenti proteste nel Paese sono iniziate come raduni pacifici di persone che esprimevano malcontento per la situazione economica del Paese e sono degenerate in violenza a causa "dell'intervento di elementi terroristici", una linea spesso ripetuta dal governo iraniano.

Ha accusato direttamente Israele e gli Stati Uniti di sostenere i "terroristi". Secondo il Ministero degli Esteri, Guterres ha respinto l'intervento militare straniero in qualsiasi Paese e ha sottolineato l'importanza che i governi rispettino i diritti umani. Su richiesta degli Stati Uniti, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terra' presto una riunione sulla situazione in Iran.

A cura di Eleonora Panseri
22:11

Gli Usa all'Onu: "Trump è un uomo d'azione, tutte le opzioni sono sul tavolo"

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump "è un uomo d'azione, non di discorsi infiniti come vediamo alle Nazioni Unite". Lo ha detto l'ambasciatore Usa Michael Waltz nel suo intervento al Consiglio di sicurezza.

"L'Iran – ha aggiunto – dice di essere pronto al dialogo ma le sue azioni dicono il contrario. Questo è un regime che governa con la repressione, la violenza e l'intimidazione e destabilizza il Medio Oriente da decenni. Adesso basta".

"Tutte le opzioni – ha aggiunto – sono sul tavolo per fermare il massacro e nessuno lo sa meglio della leadership del regime iraniano".

A cura di Eleonora Panseri
21:53

Il Pentagono sposta la portaerei Lincoln verso il Medio Oriente

Il Pentagono ha annunciato lo spostamento di un gruppo d'attacco navale dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente, nel contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran.

Secondo quanto riporta The Hill, la portaerei USS Abraham Lincoln e il suo gruppo d'attacco sono stati avvistati mentre si dirigevano verso ovest, allontanandosi dalla regione indo-pacifica, secondo le immagini fornite da Copernicus, una società di dati satellitari che monitora il traffico marittimo.

Lo spostamento del gruppo d'attacco, che comprende aerei da combattimento, cacciatorpediniere lanciamissili e almeno un sottomarino d'attacco, dovrebbe richiedere circa una settimana.

A cura di Eleonora Panseri
21:43

Dissidente iraniana all'Onu: "Necessaria un'azione reale e concreta contro il regime"

"Sono qui per avvertirvi, a nome di milioni di iraniani, che ciò che serve ora per rendere giustizia a coloro che hanno ordinato il massacro in Iran è un'azione reale e concreta contro un regime che non comprende il linguaggio della diplomazia". Lo ha detto Masih Alinejad, giornalista e dissidente iraniana al Consiglio di Sicurezza Onu.

"Le Nazioni Unite – ha aggiunto – hanno fallito nel rispondere con l'urgenza che questo momento richiede. Il Consiglio di Sicurezza stesso, il segretario generale stesso, non si è espresso pubblicamente contro il massacro in corso in Iran, solo una dichiarazione scritta tramite il suo portavoce. Il silenzio, in questo momento, invia un segnale. Invia un messaggio agli assassini dei giovani manifestanti e ai loro familiari".

"Milioni di iraniani hanno invaso le strade, chiedendo che i loro soldi smettessero di essere rubati e inviati ad Hamas, a Hezbollah, agli Houthi. L'intera nazione anela alla libertà. Ciò che ne è seguito è stata la repressione del regime, che ha usato armi militari, Ak-47, contro persone innocenti", ha proseguito leggendo commossa alcuni dei nomi delle vittime delle proteste, e dicendo tra le lacrime di sentirsi in colpa per non aver nominato tutti i manifestanti uccisi.

Alinejad ora abita a New York e dice di vivere "con il senso di colpa del sopravvissuto, perché molti iraniani non hanno la stessa protezione". "La Repubblica islamica si è comportata come l'Isis e deve essere trattata come l'Isis", ha concluso.

A cura di Eleonora Panseri
21:24

Colloquio tra il ministro degli Esteri iraniano e Al Thani (Qatar): "Serve de-escalation"

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha ricevuto una chiamata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, per discutere degli ultimi sviluppi nella regione. Il Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar ha ribadito ad Araqchi il sostegno a tutti gli sforzi volti a ridurre l'escalation.

A cura di Eleonora Panseri
21:00

Il presidente Usa Trump sull'Iran: "Ieri abbiamo salvato molte vite"

"Ieri abbiamo salvato molte vite". Lo ha detto il presidente Trump parlando al telefono con Nbc News, in riferimento all'apparente stop alle uccisioni ed esecuzioni di manifestanti da parte del regime di Teheran. Il presidente non ha però chiarito se intende procedere con un'azione militare contro l'Iran, limitandosi a rispondere: "Non ve lo dirò". 

A cura di Eleonora Panseri
20:32

Onu: "Non possiamo verificare il numero di vittime e arresti in Iran"

"Secondo i media e le organizzazioni per i diritti umani, le forze di sicurezza iraniane avrebbero ucciso centinaia, o forse migliaia, di manifestanti tra l'8 e il 10 gennaio. Le Nazioni Unite non sono in grado di verificare queste cifre. E non possono verificare neppure le stime degli osservatori per i diritti umani sugli arresti di massa che superano i 18.000 detenuti a metà gennaio".

Lo ha detto Martha Ama Akyaa Pobee, sottosegretaria generale Onu per l'Africa, i dipartimenti per gli affari politici e per le operazioni di pace, durante la riunione del Consiglio di sicurezza.

"Chiediamo alle autorità di rispettare il diritto a un processo equo per tutti i detenuti – ha aggiunto – Tutti devono essere trattati umanamente e avere la possibilità di ricevere visite dai familiari. In particolare, chiediamo all'Iran di interrompere qualsiasi esecuzione legata a casi di protesta".

Inoltre, ha sottolineato che "tutti i decessi devono essere oggetto di indagini tempestive, indipendenti e trasparenti", e i "responsabili di eventuali violazioni devono essere chiamati a risponderne in conformità con le norme e gli standard internazionali".

A cura di Eleonora Panseri
19:42

Casa Bianca: "Fermate 800 esecuzioni in Iran, monitoriamo"

"Donald Trump ha ricevuto la notizia che circa 800 esecuzioni in Iran sono state fermate ieri e sta monitorando la situazione": lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, precisando che "tutte le opzioni restano sul tavolo". Il presidente e il suo team, ha aggiunto, hanno detto a Teheran che se le uccisioni continueranno "ci saranno gravi conseguenze".

A cura di Ida Artiaco
19:35

Magi: "Domani e sabato + Europa in piazza contro regime"

Stiamo con il popolo iraniano contro il regime degli Ayatollah, stiamo con i dissidenti che contestano il regime e che vengono trucidati per le strade di Teheran, stiamo con le donne iraniane oppresse da una teocrazia". Lo ribadisce in una nota il segretario di +Europa, Riccardo Magi annunciando che il partito sara' domani, alle 16, in Campidoglio con Amnesty e Donna Vita e Liberta'. Inoltre, aggiunge Magi, "abbiamo aderito alla marcia organizzata dal Partito Radicale e nel pomeriggio saro' a Pisa in piazza Vittorio Emanuele II, dalle ore 16, per l'iniziativa organizzata da +Europa e Azione". "Scendiamo in piazza per esprimere sostegno e vicinanza al popolo iraniano ma anche – spiega Magi – per chiedere alle istituzioni europee e italiane di fare tutto il possibile per aiutare la rivoluzione democratica e liberale".

A cura di Ida Artiaco
19:14

Nyt: "Netanyahu ha chiesto a Trump rinvio attacco a Iran"

Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha chiesto al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di rinviare l'attacco che avrebbe pianificato contro l'Iran. Lo ha dichiarato un alto funzionario americano al New York Times.

A cura di Ida Artiaco
19:00

CNN, NewsGuard: "Video fake sulle proteste diffusi online durante blackout"

Video generati con l'intelligenza artificiale e spacciati per immagini  delle proteste in Iran stanno circolando ampiamente online mentre continua da giorni il blackout quasi totale di internet nella Repubblica islamica, rendendo sempre più difficile verificare l'autenticità dei  filmati. Lo riporta la CNN, citando un'inchiesta di NewsGuard, organizzazione statunitense contro la disinformazione. Secondo l'emittente Usa, NewsGuard ha identificato sette video creati con l'Ia e condivisi sia da account filo-governativi che da profili anti-regime, tutti presentati come prove delle recenti manifestazioni.

Alcuni di  questi contenuti hanno raggiunto fino a 3,5 milioni di visualizzazioni. Uno dei filmati analizzati mostra alcune donne mentre danneggiano un  veicolo ritenuto dei Basij, il grande corpo paramilitare spesso impiegato per reprimere il dissenso. Il video ha totalizzato 719mila visualizzazioni e 5.700 like in un solo giorno. Tuttavia l'analisi condotta con lo strumento di rilevazione Hive ha indicato una probabilità del 100% che il contenuto sia stato generato artificialmente.

"Il video mostra chiari segnali di generazione tramite Ia, tra cui frammenti di vetro che appaiono inspiegabilmente e parole scritte in modo errato", si legge nel rapporto di NewsGuard. Un altro video, condiviso da account conservatori statunitensi e anti-regime, sosteneva di mostrare manifestanti iraniani intenti a cambiare i cartelli stradali per rinominare simbolicamente le vie in  onore del presidente Donald Trump.

A cura di Ida Artiaco
18:42

Netblocks: "Black-out Internet in Iran ormai da una settimana"

Il blocco di Internet a livello nazionale imposto dalle autorità iraniane dura ormai da una settimana. È quanto si legge in un post del monitor Netblocks sui social media. "Esattamente una settimana fa l'Iran è sprofondato nell'oscurità digitale quando le autorità hanno imposto un blackout nazionale di internet", ha scritto Netblocks.

A cura di Ida Artiaco
18:31

Appello degli studenti iraniani ad Ancona: "Non è protesta, ma rivoluzione"

"Non siamo in una protesta, siamo in una rivoluzione. Spero che le persone lo capiscano e ci supportino". Lo dice uno studente iraniano iscritto all'Università politecnica delle Marche (Univpm) di Ancona. Insieme a un gruppo di studenti iraniani – sono circa 100 quelli iscritti all'ateneo dorico – ha appena incontrato in Comune l'assessore comunale all'Università, Marco Battino, per raccontare le paure di queste giornate e per lanciare un appello all'Università e al Comune per "farsi portavoce presso il governo centrale e le istituzioni europee, affinché non restino indifferenti a questo massacro".

A cura di Ida Artiaco
18:13

Giani (Toscana): "Chiedo al governo italiano di ritirare ambasciatore"

"La situazione in Iran è insostenibile e ci chiama ad agire con urgenza: per questo chiedo al governo di ritirare il nostro ambasciatore da quel Paese". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. "Siamo sconcertati e profondamente colpiti dalle notizie dei massacri che avvengono lì e rispetto ai quali occorre mobilitarsi. Da oggi abbiamo esposto accanto all'ingresso principale di Palazzo Strozzi Sacrati, uno striscione con i volti dei giovani e delle giovani vittime dei processi sommari. È un piccolo gesto per trasmettere vicinanza e solidarietà a quel popolo che vive momenti di grande sofferenza".

A cura di Ida Artiaco
17:54

Consiglio di Sicurezza Onu sull'Iran alle 21 italiane

"Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunirà oggi pomeriggio alle 15 locali, le 21 italiane, sulla situazione in Iran". Lo ha comunicato un portavoce della presidenza somala dei Quindici. La riunione è stata chiesta dagli Stati Uniti.

A cura di Ida Artiaco
17:42

Mattarella: "In Iran efferato sterminio di manifestanti"

"Pensiamo a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran: insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall'inizio, ha tentato di bloccare l'accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica.

A cura di Ida Artiaco
17:18

Von der Leyen: "Intervento Usa o Israele? A loro decidere"

"Quello che sta accadendo in Iran e' abominevole e l'uccisione di giovani e' una tragedia umana. Non posso commentare le attivita' di altri Paesi. Spetta a loro decidere cosa fare". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa da Limassol in occasione della visita del collegio dei commissari alla presidenza cipriota del Consiglio dell'Ue, rispondendo a una domanda su un possibile intervento in Iran di Stati Uniti o Israele.

A cura di Ida Artiaco
17:16

Von der Leyen: "Inaspriremo sanzioni; indeboliscono regime"

In Iran "stiamo valutando l'inasprimento delle sanzioni". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Limassol, in occasione della visita del collegio dei commissari alla presidenza cipriota del Consiglio dell'Ue. "Le sanzioni stanno avendo effetto, stanno indebolendo il regime e contribuiscono a spingere affinche' giunga alla fine e si verifichi un cambiamento", ha aggiunto. "In ultima analisi, e' il popolo iraniano che sta lottando coraggiosamente per un cambiamento. Hanno il nostro pieno sostegno politico. Ci chiedono anche di elencare il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, ma anche altri responsabili delle atrocita', fra i sanzionati. Capisco perfettamente, visto quello che sta succedendo in Iran, che si tratti di qualcosa di importante, e si', lo faremo".

A cura di Ida Artiaco
16:57

Von der Leyen: "Gli iraniani chiedono cambiamento, li sosteniamo"

"Quello che accade in Iran è abominevole". Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a Cipro, precisando di non voler commentare il possibile intervento militare degli Usa o di Israele poiché "dipende da loro". Allo stesso tempo, von der Leyen ha sostenuto le sanzioni. "Mordono, indeboliscono il regime e lo spingono alla fine. Le persone che chiedono il cambiamento hanno il nostro pieno sostegno".

A cura di Ida Artiaco
16:38

Usa: "Nuove sanzioni contro l'Iran per la repressione delle proteste"

Il dipartimento del Tesoro americano ha annunciato nuove sanzioni contro l'Iran per la repressione delle proteste. "Oggi, mentre il popolo iraniano scende coraggiosamente in piazza per rivendicare le libertà fondamentali e la sicurezza economica, il dipartimento del Tesoro sta adottando misure contro gli artefici della brutale repressione di manifestanti pacifici", si legge in una nota del segretario Scott Bessent che annuncia sanzioni contro "i principali leader iraniani".

A cura di Ida Artiaco
16:27

Teheran: "Trump ci ha informati che non attaccherà"

L'inviato dell'Iran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha rivelato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha informato Teheran che non attaccherà il Paese e ha chiesto anche all'Iran di esercitare moderazione. Lo riporta il quotidiano pakistano Dawn. L'inviato iraniano ha aggiunto di aver ricevuto informazioni intorno all'una di notte, dalle quali emergeva che Trump non voleva la guerra e che aveva chiesto all'Iran di non attaccare gli interessi statunitensi nella regione. Moghadam ha poi affermato che la situazione è ora "pienamente sotto controllo", aggiungendo che al momento non ci sono proteste in Iran, nonostante le minacce provenienti da Israele e dagli Stati Uniti.

A cura di Ida Artiaco
16:14

Iran: "Rischio instabilità, reprimeremo terroristi"

Il ministro della Difesa iraniano Aziz Nasirzadeh ha dichiarato che il governo di Teheran potrebbe non essere in grado di impedire che l'instabilità' si diffonda oltre i suoi confini, una prospettiva che preoccupa i vicini dell'Iran. In una dichiarazione trasmessa dalla tv di Stato Irib, Nasirzadeh ha affermato che le autorita' useranno tutto il loro potere per reprimere "terroristi armati e brutali", ma potrebbero non essere in grado di controllare l'insicurezza che potrebbe diffondersi nei territori limitrofi.

A cura di Antonio Palma
15:35

Un dipendente della Mezzaluna Rossa ucciso in Iran e altri 5 feriti in servizio durante le proteste

Un dipendente della Mezzaluna Rossa è stato ucciso in Iran e altri cinque sono rimasti feriti mentre erano in servizio durante le proteste dei giorni scorsi. Lo fa sapere la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. I sei erano in servizio nella provincia iraniana di Gilan il 10 gennaio. In una dichiarazione, la Ficr ha affermato di essere "profondamente addolorata per l'uccisione di Amir Ali Latifi" e per "le ferite inflitte" agli altri cinque dipendenti della Mezzaluna Rossa iraniana, senza fornire dettagli sulle circostanze.

A cura di Antonio Palma
15:21

Fonti Ue: "Verso nuove sanzioni all'Iran già oggi"

L'Unione europea dovrebbe proporre oggi nuove sanzioni contro individui ed entità legate al regime iraniano. Lo apprende l'AGI da fonti diplomatiche europee. Nel pacchetto non dovrebbe essere incluso l'inserimento del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica tra le organizzazioni terroristiche.

A cura di Antonio Palma
14:59

Arabia Saudita, Oman e Qatar: "Abbiamo dissuaso Trump da raid su Iran"

L'Arabia Saudita, il Qatar e l'Oman avrebbero  guidato gli sforzi per dissuadere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dall'attaccare l'Iran, temendo "gravi contraccolpi nella regione". Lo ha detto all'AFP un alto funzionario saudita. "Condotto un lungo, frenetico e diplomatico sforzo dell'ultimo minuto per convincere il presidente Trump a dare all'Iran la possibilità di mostrare buone intenzioni", afferma il funzionario, a condizione di anonimato."La comunicazione è ancora in corso per consolidare la fiducia acquisita e il buon umore attuale", ha aggiunto.

A cura di Antonio Palma
14:44

Iran, Pechino "Contrari a uso forza nelle relazioni internazionali"

Pechino si oppone "all'uso o alla minaccia di ricorrere alla forza nelle relazioni internazionali". A dichiararlo al suo omologo iraniano Abbas Araghchi è stato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi nel corso di un colloquio telefonico che si è svolto dopo che il presidente americano Donald Trump ha parlato della possibilità di un intervento militare contro l'Iran.  "La Cina si oppone all'uso o la minaccia del ricorso alla forza nelle relazioni internazionali, si oppone al fatto che alcuni paesi impongano la loro volontà ad altri", ha affermato Wang manifestando la disponibilità della Cina "a svolgere un ruolo costruttivo" per trovare una via di uscita.

A cura di Antonio Palma
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