
Guerra tra Iran, Usa e Israele, le notizie di martedì 17 marzo. L'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso il capo delle forze Basij iraniane e il capo del Consiglio di sicurezza Larijani.
Massicci bombardamenti su Teheran e il Libano dove è rimasto ferito un soldato italiano della missione Unifil. Il Ministro degli Esteri italiano Tajani: "Non siamo in guerra e non ci entreremo".
Esplosioni a Doha e Dubai, un morto ad Abu Dhabi per scheggia di un missile. In Iraq colpita l'ambasciata Usa e hotel dove alloggiavano soldati italiani.
Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Canada, dicono no a intervento a Hormuz, ira di Trump: "Quelli che abbiamo aiutato ora non ci sono, non ci serve aiuto NATO, non temo un altro Vietnam". Il presidente Usa: "Finirà in due settimane". E ancora, commentando dimissioni del capo dell'antiterrorismo: "Era un debole".
Turchia: "Si rischia crisi migratoria di lunga durata”
La guerra in Medio Oriente potrebbe sfociare in una “crisi migratoria di lunga durata”. Lo ha avvertito il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, richiamando l’attenzione sulla situazione in Libano, dove oltre un milione di persone è stato costretto a lasciare le proprie case dall’inizio del conflitto.
“Se la guerra e l’occupazione dovessero estendersi, esiste il rischio che la situazione si trasformi in una crisi migratoria prolungata, con rifugiati costretti a cercare riparo oltre i confini del loro Paese”, ha dichiarato Fidan durante una conferenza stampa ad Ankara insieme alla sua omologa canadese.
Idf: "Raggiungeremo uno a uno tutti gli esponenti del regime iraniano"
"Chiunque abbiamo eliminato del regime iraniano aveva dedicato la sua vita all'obiettivo di distruggere Israele. Li abbiamo eliminati mentre si nascondevano e lo ribadisco: li raggiungeremo uno a uno, non importa dove o quando". Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in una dichiarazione.
Teheran: "Lo Stretto Hormuz non tornerà allo stato pre-guerra"
"La situazione dello Stretto di Hormuz non tornerà al suo status pre-bellico". Lo scrive su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Trump: "La guerra in Iran sarà finita nel giro di un paio di due settimane"
La guerra in Iran è "una piccola escursione" e sarà finita "nel giro di un paio di settimane". Lo ha detto Donald Trump ad un evento a Capitol Hill in occasione della festa di San Patrizio. "Non ci vorrà molto… Siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia", ha ribadito.
Zelensky: "Oltre 200 esperti ucraini a sostegno della guerra all'Iran"
Sono oltre 200 i militari ucraini, reduci dall'esperienza della guerra anti-droni con la Russia, inviati negli ultimi giorni in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in corso contro la reazione dell'Iran agli attacchi di Usa e Israele. Lo ha rivendicato da Londra il presidente Volodymyr Zelensky, a margine della firma dell'accordo bilaterale di difesa con il premier Keir Starmer – e alla presenza del segretario generale della Nato, Mark Rutte – incentrato sulla produzione di droni e di sistema di difesa dai cosiddetti droni low cost.
Trump: "In Iran stiamo facendo bene, non deve avere l'arma nucleare"
"Stiamo facendo molto bene" contro l'Iran, "non potevamo permettere che avesse avuto l'arma nucleare". Lo ha detto Donald Trump in occasione del pranzo per i Friends of Ireland a Capitol Hill in occasione della festa di San Patrizi
Baghdad, droni esplosivi attaccano l’ambasciata USA
Tre droni carichi di esplosivo hanno preso di mira l’ambasciata degli Stati Uniti nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, in Iraq. Fonti di polizia hanno riferito che è stato attivato il sistema di difesa aerea. Secondo quanto riportato dall’AFP, si sono udite diverse esplosioni, riconducibili all’intercettazione dei droni da parte del sistema di difesa dell’ambasciata.
Un testimone ha inoltre riferito di aver visto un incendio nel complesso diplomatico dal proprio balcone. Anche un addetto alla sicurezza ha confermato l’incendio, precisando che era stato provocato dall’impatto di uno dei droni.
Ministro Tajani: “La guerra in Iran non sarà lampo, Teheran pronta da anni”
La guerra in Iran “non sarà una guerra lampo”, perché l’Iran “si preparava da anni, deciso a non rinunciare al programma nucleare e consapevole che i negoziati prima o poi sarebbero falliti, portando a un attacco da parte di Israele con il sostegno degli Stati Uniti”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l’evento “La guerra in Iran” a Palazzo Wedekind a Roma.
Secondo Tajani, l’Iran dispone di una struttura militare molto solida, con missili, droni e lanciatori. “Nonostante i danni subiti, che hanno inflitto colpi pesanti alle forze armate iraniane, il Paese può ancora resistere”, ha spiegato.
Il ministro ha aggiunto che l’obiettivo degli iraniani è “creare caos e mettere in difficoltà i Paesi sunniti del Golfo, compresi quelli più inclini al dialogo”.
Unicef: "In Libano, oltre un milione di sfollati, 350.000 bambini tra loro"
Più di un milione di persone, tra cui quasi 350.000 bambini, sono state costrette a lasciare le proprie case in Libano a causa dei continui attacchi, rifugiandosi in centri sovraffollati. Lo segnala l’Unicef Libano in un post pubblicato sul proprio profilo X.
“Migliaia di famiglie e bambini stanno abbandonando le loro case in preda alla paura e cercano rifugio in strutture affollate”, si legge nel messaggio, che sottolinea l’impegno dell’organizzazione sul campo per garantire assistenza sanitaria, supporto psicosociale, acqua potabile e aiuti di emergenza.
L’Unicef ha lanciato un appello urgente: “I bambini in Libano non possono permettersi ulteriori ritardi. Sono necessari interventi immediati per ridurre la tensione e proteggerli dai danni. I bambini devono essere protetti. Adesso”.
La Polonia esclude l’invio di truppe in Iran
La Polonia non prevede di inviare truppe in Iran. Lo ha chiarito il primo ministro Donald Tusk, intervenendo dopo l’appello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump agli alleati affinché dispieghino unità navali nello Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza delle navi mercantili.
Tusk ha precisato che la posizione di Varsavia riguarda tutte le componenti delle forze armate — terrestri, aeree e navali — escludendo quindi qualsiasi coinvolgimento diretto. Ha inoltre sottolineato che il conflitto in Medio Oriente non ha un impatto immediato sulla sicurezza nazionale polacca, aggiungendo che questa valutazione è condivisa anche dagli alleati, inclusi gli Stati Uniti.
Già il giorno precedente, il ministro degli Esteri Radosław Sikorski aveva respinto la richiesta avanzata da Washington ai Paesi NATO di inviare navi militari per contribuire alla protezione dello Stretto di Hormuz.
Trump su Macron: "Il suo mandato finirà molto presto, poi si vedrà"
"Beh, molto presto finirà il suo mandato, così vedremo, non so". Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva un commento al fatto che Emmanuel Macron ha rifiutato di far partecipare la Francia alla coalizione per lo stretto di Hormuz, come richiesto dal presidente americano.
Trump: "La guerra contro l'Iran è finita da tempo, dal primo giorno"
"La guerra contro l'Iran è finita da tempo". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca. "Dal giorno uno", ha aggiunto il presidente americano.
Trump: "Soldati Usa in Iran? Non temo un altro Vietnam"
"Non ho paura di un altro Vietnam". Lo ha detto Donal Trump alla Casa Bianca rispondendo ad una domanda sull'eventualità che le truppe americane siano dispiegate in Iran.
Israele agli Usa: "Speriamo nelle proteste degli iraniani, anche se saranno masscrati"
Funzionari israeliani hanno detto a diplomatici statunitensi di sperare in proteste popolari contro il regime iraniano, pur temendo che i manifestanti possano essere "massacrati". È quanto emerge da un cablogramma dell’ambasciata Usa a Gerusalemme citato dal Washington PostÈ quanto emerge da un cablogramma dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, citato dal Washington Post. Secondo la valutazione israeliana, il regime "non sta crollando" e resta pronto a "combattere fino alla fine", con i pasdaran ancora saldamente al controllo. Nel documento si chiede inoltre a Washington di prepararsi a sostenere eventuali manifestazioni.
Casa Bianca: "Da capo antiterrorismo falsità, Iran voleva attaccare Usa"
La Casa Bianca critica Joe Kent, il capo del centro antiterrorismo che si è dimesso perché contrario alla guerra in Iran. "Ci sono molte false affermazioni" nella lettera di Kent, afferma la portavoce Karoline Leavitt. "Lasciatemi parlare di una in particolare, ovvero che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione. Questa è una falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono", ha spiegato sottolineando che "come il presidente ha chiaramente detto, c'erano prove forti che l'Iran avrebbe attaccato gli Stati Uniti".
Trump: "Ci ricorderemo della Nato che non ci aiuta"
"Quindi tutti sono d'accordo con noi, ma non vogliono aiutare. E noi, sapete, noi come Stati Uniti dobbiamo ricordarcelo, perché pensiamo che sia piuttosto scioccante". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Trump: "Il capo dell'antiterrorismo era un debole, felice sia fuori"
"La Nato sta facendo un errore stupido" sull'Iran. Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca. E commentando le dimissioni di Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano: "Sono felice che si fuori, sosteneva che l'Iran non era una minaccia". "Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza", ha aggiunto.
Trump: "Non ci serve e non vogliamo più l'aiuto della Nato"
Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto, non abbiamo più bisogno, né desideriamo, l'assistenza dei Paesi della Nato. Non ne abbiamo mai avuto bisogno!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Lo stesso vale per il Giappone, l'Australia o la Corea del Sud. Anzi, parlando in qualità di presidente degli Stati Uniti d'America, di gran lunga il Paese più potente al mondo, non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno!", aggiunge.
UE, Kallas: "La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz"
"La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz. Lavoriamo con i partner del Golfo, con la Giordania, con l'Egitto ma anche con i partner di altre regioni. Cerchiamo di capire che proposte possiamo fare affinché si fermi questa guerra. Siamo tutti d'accordo su una cosa: vogliamo che finisca perché ha un costo troppo elevato per tutti a livello globale". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in audizione alla commissione affari esteri del Parlamento Europeo.
Israele, massima allerta per attacco Hezbollah: possibile lancio di razzi già nelle prossime ore
Massima allerta in Israele per un possibile attacco su larga scala da parte di Hezbollah. Secondo Canale 12, l’intelligence prevede che i lanci colpiranno soprattutto il nord del Paese, ma le Idf non escludono attacchi anche in altre aree e invitano i cittadini a rifugiarsi in caso di allarme. "Abbiamo registrato un aumento dei preparativi per lanci di razzi nelle prossime ore", ha dichiarato il portavoce militare Effie Defrin. L’attacco, secondo alcune fonti, potrebbe avvenire intorno alle 19 locali.
Guerra in Iran, l’allarme Onu: "Fino a 45 milioni a rischio fame se il conflitto non si ferma"
Fino a 45 milioni di persone rischiano la fame acuta se la guerra in Iran non si fermerà entro metà anno. Lo avverte il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, spiegando che si aggiungerebbero ai 318 milioni già in grave insicurezza alimentare. Il conflitto, con le tensioni nello Stretto di Hormuz, sta rallentando le spedizioni e facendo aumentare i costi del cibo. "senza fondi adeguati sarà una catastrofe", avverte il Pam. La situazione è aggravata dai tagli agli aiuti: nel 2025 i finanziamenti sono calati del 40%, con conseguenze soprattutto per i bambini malnutriti.
Ministro Crosetto: "Guerra finirà presto? Ce lo auguriamo tutti"
"Che la guerra possa finire a breve (come ha detto Trump, ndr) io lo spero, me lo auguro, ce lo auguriamo tutti, non abbiamo bisogno di un'altra guerra che duri un tempo indeterminato. Ma gli elementi per decidere quando finirà non ce l'ha nessuno, ce l'hanno solo le tre nazioni che sono sul campo, cioè gli Stati Uniti, Israele e l'Iran stessa". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato da Rete 4.
Meloni: "Italia non partecipa all'attacco e non intende partecipare"
"L’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation”. Lo ha ribadito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Pulp Podcast, il format di Fedez e Mr. Marra. “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci”, ha indicato la premier, secondo quanto riporta un comunicato del programma (la puntata sarà disponibile da giovedì alle 13). Tra le criticità citate da Meloni – si legge nel comunicato – anche le difficoltà delle Nazioni Unite, che secondo la premier non riescono più a svolgere pienamente il ruolo di garante dell’ordine internazionale. Ancora, per Meloni l'influenza statunitense sulla politica europea è legata anche alla dipendenza europea sul piano della sicurezza. “Se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis”, ha spiegato. Per questo la premier ha ribadito la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea, soprattutto nei settori della difesa, dell’energia e delle materie prime. “Per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”. Secondo Meloni, gli shock degli ultimi anni – dalla pandemia alla guerra in Ucraina fino alla crisi in Medio Oriente – hanno reso evidente la necessità di costruire una maggiore capacità di autonomia economica e strategica dell’Europa.
Idf: "Non intendiamo colpire esercito e popolazione libanesi"
"Idf è a conoscenza della notizia secondo cui diversi soldati delle forze armate libanesi sono rimasti feriti a seguito di un nostro attacco nella zona di Froun, nel Libano meridionale. L'incidente è oggetto di indagine. Sottolineiamo che Idf opera contro l'organizzazione terroristica Hezbollah e non contro le forze armate Libanesi o i civili libanesi". Lo riferisce il portavoce militare israeliano in una nota.
Macron, dalla Francia niente operazioni allo stretto di Hormuz
Nell'"attuale contesto" la Francia non è pronta ad operazioni di apertura dello stretto di Hormuz: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron. La Francia parteciperà a scorte militari nello Stretto di Hormuz quando la situazione "sarà più calma".
Trump: "Stiamo stravincendo la guerra", poi critica l’Europa che rifiuta missione nello Stretto di Hormuz
In un'intervista al Corriere della Sera Donald Trump rivendica i risultati del conflitto e ostenta sicurezza: "Stiamo stravincendo, nessuno ha mai visto una cosa del genere". Le parole del presidente USA dopo il rifiuto di diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, di inviare navi nello Stretto di Hormuz. Trump ribadisce che gli Stati Uniti "non hanno bisogno di nessuno" pur ammettendo delusione per gli alleati Nato. Oggi previsti incontri alla Casa Bianca e un briefing al Congresso sulla guerra.
Israele, Saar: "Su Larijani una taglia di 10 milioni. L'abbiamo fatto gratis"
"Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro Ali Larijani. Hanno messo sulla sua testa una taglia di 10 milioni di dollari. Noi l'abbiamo fatto gratis", lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar commentando l'uccisione stanotte in un raid dell'aviazione di Israele del segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano e leader de facto del Paese.
Il capo del centro per l'antiterrorismo Usa si dimette per la guerra in Iran
Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X.
Netanyahu: "Aiutiamo amici Usa nel Golfo e diamo speranza a iraniani"
"Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e indebolendo il regime (di Teheran, ndr) nella speranza di dare al popolo iraniano l'opportunità di rimuoverlo". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'uccisione, confermata dal ministro della Difesa Israel Katz, di Ali Larijani.
La rimozione del regime "non avverrà subito, non sarà facile. Ma se persevereremo in questo, daremo loro l'opportunità di prendere in mano il proprio destino", ha aggiunto Netanyahu, citato da Ynet.
British Airways sospende voli in varie aree Medioriente fino a 31 maggio
British Airways ha reso noto di aver prolungato ulteriormente la sospensione dei voli per l'aeroporto Be Gurion di Tel Aviv a causa della guerra con l'Iran fino al 31 maggio. La compagnia britannica ha cancellato fino alla stessa data anche le tratte da e per Amman, Bahrein e Dubai.