
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, 11 aprile in tempo reale. Oggi i negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, blindata per l’occasione; l'avvio è stato posticipato di qualche ora. Donald Trump attacca Teheran sullo stallo nello Stretto di Hormuz: “Acque internazionali, le apriremo con o senza l’Iran”, minacciando nuovi raid e ribadendo che un “buon accordo” esclude armi nucleari. Il vicepresidente JD Vance, a capo della delegazione, parla di esito possibile ma avverte: “Non ci prendano in giro”. Dall’altra parte, Mohammad Bagher Ghalibaf frena: “Non ci fidiamo degli Usa”, chiedendo cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset. Intanto cresce la pressione economica: a preoccupare è soprattutto l'allarme per il carburante negli aeroporti europei, oltre al caro energia e l'inflazione in aumento negli Usa.
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Funzionario iraniano: “Convincere Teheran al ritiro precondizioni”
Il Pakistan, in qualità di mediatore tra Usa e Iran, sta tentando di convincere Teheran ad abbandonare le sue precondizioni per avviare i negoziati con un nuovo spirito. Lo ha riferito un funzionario pakistano sotto anonimato al quotidiano qatarino Al-Araby Al-Jadeed, mentre le delegazioni iraniane e statunitensi sono arrivate a Islamabad. Secondo quanto riportato dalla stessa fonte, la delegazione iraniana continua a insistere affinché gli Stati Uniti dichiarino il loro impegno su tutti i punti del cessate il fuoco temporaneo prima di iniziare i colloqui diretti. Il funzionario pakistano ha osservato che ci sono stati segnali positivi da parte dell'Iran.
Codacons: "Con caro carburanti a compagnie +88 milioni a settimana, a Stato 61 "
Calo generalizzato dei prezzi dei carburanti in tutta Italia oggi con il prezzo medio del gasolio a 2,166 euro al litro (-1,4 centesimi) e la benzina 1,790 euro/litro (-0,3 cent). In autostrada il diesel costa 2,193 euro/litro (-0,8 cent), la verde 1,817 euro/litro (-0,6 cent). Lo afferma il Codacons, sulla base dei dati regionali Mimit, che ha però valutato il peso dei maggiori costi rispetto al periodo pre-conflitto: "Considerati i consumi medi giornalieri di carburanti solo sulla rete ordinaria – scrive l'associazione – gli italiani pagano oltre 148 milioni di euro in più a settimana per i propri rifornimenti. Secondo l'associazione, i petrolieri e l'intera filiera dei carburanti incassano circa 88 milioni di euro a settimana in più rispetto a due mesi fa; lo Stato attraverso Iva e accise circa 61 milioni di euro in più".
Reuters: Mojtaba Khamenei si sta riprendendo ma resta il mistero sulle sue condizioni
Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei si starebbe riprendendo dalle gravi ferite riportate nell’attacco aereo che avrebbe ucciso il padre, secondo fonti vicine alla sua cerchia citate da Reuters. Il volto sarebbe rimasto sfigurato e avrebbe riportato danni anche alle gambe, ma manterrebbe lucidità mentale e continuerebbe a partecipare alle decisioni su guerra e negoziati con Washington tramite audioconferenze.
Le informazioni non sono verificabili in modo indipendente e restano forti incertezze sulle sue reali condizioni, mai mostrate pubblicamente dopo l’attacco e la successiva successione alla guida del Paese.
Pakistan:"Offriamo consigli, a loro trovare soluzione"
Il Pakistan, che ospita oggi i complessi negoziati Usa-Iran, si propone di consigliare le parti rivali ma sottolinea che la ricerca di una soluzione spetta a Washington e Teheran. Ad affermarlo in un'intervista a NBC News è stato l'ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Rizwan Saeed Sheikh. A poche ore dall'avvio dei colloqui a Islamabad, il diplomatico ha espresso la speranza che i colloqui in Pakistan possano rappresentare un evento unico per porre fine alla guerra e risolvere le questioni in sospeso tra le due parti. In qualita' di mediatore, il Pakistan fungerà da piattaforma per "risolvere" altre controversie tra le parti in conflitto, ha dichiarato Sheikh. Ha aggiunto che il suo Paese "forse" offrirà consigli se richiesti, ma altrimenti spetterà a Stati Uniti e Iran "trovare una soluzione".
Oggi i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad, l'inizio posticipato di qualche ora
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad si aprono in un clima di massima sicurezza e forte tensione regionale. Le autorità del Pakistan hanno proclamato due giorni di festività e dispiegato circa 10mila agenti per garantire lo svolgimento dell’incontro, considerato strategico per stabilizzare un cessate il fuoco ancora fragile dopo settimane di conflitto e instabilità con effetti anche sui mercati energetici globali. Il premier Shehbaz Sharif ha definito i negoziati “decisivi”.
L’avvio delle trattative, inizialmente previsto in mattinata, è stato posticipato di alcune ore. Secondo l’agenzia Tasnim, le delegazioni incontreranno separatamente il primo ministro pakistano prima dell’apertura formale dei colloqui, che restano mediati da Islamabad.
Sul fronte americano, è atterrato all’aeroporto di Nur Khan il vicepresidente JD Vance, accolto da una cerimonia ufficiale con tappeto rosso e onori militari. Con lui la delegazione guidata anche dall’inviato speciale Steve Witkoff e dal consigliere Jared Kushner, arrivati separatamente.
La delegazione iraniana, composta da 71 membri, è invece guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e include figure di primo piano come il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della banca centrale. Presenti anche responsabili della sicurezza, esponenti diplomatici e consiglieri strategici, a conferma del peso politico del confronto.
Trump: "Per un buon accordo, nessuna arma nucleare. Questo è il 99% della questione"
"Quale sarebbe un buon accordo? Nessuna arma nucleare, questo è il 99% della questione". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti al suo arrivo in Virginia, dove è atteso per un evento, a poche ore dai colloqui con l'Iran previsti a Islamabad. "Vedremo come andrà a finire, vedremo come si evolverà la situazione", ha aggiunto.
Iran, Ghalibaf: "Se Usa pronti a vero accordo troveranno disponibilità"
"Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un’intesa". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran a poche ore dai colloqui di Islamabad.
"Tuttavia, nell’attuale conflitto abbiamo dimostrato che, se intendono usare i negoziati come una messa in scena inutile o un’operazione ingannevole, siamo pronti a garantire i nostri diritti facendo affidamento sulla fede in Dio e sulle capacità della nostra nazione – ha precisato Ghalibaf – Purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni".
Trump: "Lo stretto di Hormuz sarà riaperto presto con o senza la collaborazione dell'Iran"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che lo stretto di Hormuz sarà riaperto "abbastanza presto", con o senza la collaborazione dell'Iran. Rivolgendosi ai giornalisti a Washington, alla vigilia dei colloqui tra funzionari statunitensi e iraniani in Pakistan, Trump ha affermato che gli Stati Uniti "riapriranno il Golfo" e che altri Paesi sono "pronti ad aiutare". "Non sarà facile", ha detto Trump.
"Direi questo: riusciremo a riaprire (lo stretto) abbastanza presto". Lo stretto di Hormuz è uno dei principali punti di transito del petrolio mondiale e qualsiasi interruzione del traffico marittimo ha effetti immediati sui prezzi dell'energia e sulla stabilità delle forniture globali. Il cessate il fuoco di due settimane con l'Iran, annunciato da Trump pochi giorni fa, non ha ancora portato alla riapertura dello Stretto a causa di divergenze interpretative in merito ai termini dell'intesa, e in particolare all'interruzione o meno delle operazioni militari israeliane in Libano.
Iran, guerra Usa-Israele: le ultime notizie in diretta dell'11 aprile

Le ultime news dalla guerra in Iran dopo l'attacco di Israele e USA: la delegazione americana incaricata dei negoziati con l’Iran è atterrata a Islamabad, come riferito da media internazionali citando Reuters. Nella capitale pakistana, blindata, partono i colloqui tra Stati Uniti e Iran tra forte diffidenza. Washington, con JD Vance, spinge per un’intesa sul nucleare e sulla riapertura di Hormuz, mentre Teheran, guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf, chiede cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset. Sullo sfondo restano minacce di nuovi raid e una tregua ancora fragile.