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Governo Meloni, aumentano le pressioni dopo le dimissioni di Gasparri: “Premier venga in Parlamento prima di Pasqua”

Le notizie dell’ultima ora sul governo Meloni dopo le dimissioni di Santanchè e di Gasparri, che non è più capogruppo di Forza Italia al Senato. Ora minaccia l’addio anche Antonio Tajani. Tutti gli aggiornamenti sulla crisi interna al governo dopo i risultati del Referendum.

28 Marzo 2026 09:14
Ultimo agg. 11:02
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Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo i risultati del Referendum sulla Giustizia: le dimissioni di Daniela Santanchè e il passo indietro di Maurizio Gasparri da capogruppo di Forza Italia al Senato aprono una nuova fase negli equilibri della maggioranza, che appare sempre più in difficoltà. Nel frattempo anche il leader di Forza Italia Antonio Tajani minaccia di lasciare se il suo fedelissimo Paolo Barelli alla Camera venisse sfiduciato. Dura la critica della leader del Pd, Elly Schlein: "È un governo che sta cadendo a pezzi sotto il peso della propria arroganza". Le opposizioni chiedono ora alla premier di riferire in Parlamento prima di Pasqua.

11:00

Referendum, Nordio: "Dimissioni? No, assolutamente"

"No, assolutamente", così il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto a Sky TG24, durante la trasmissione Start, a una domanda sulla possibilità di dimissioni ipotizzate dai giornali dopo la sconfitta al Referendum sulla giustizia. "Le sconfitte in politica si devono mettere in bilancio", ha aggiunto Nordio, sottolineando l'assenza di intenzione di lasciare l'incarico.

A cura di Francesca Moriero
10:51

Anm, in corso la riunione dei vertici: si discute dimissioni Parodi e futuro Giunta

È in corso a Roma la riunione del Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati (Anm). All'ordine del giorno le dimissioni del presidente Cesare Parodi, lasciato il proprio incarico lunedì scorso poco dopo il referendum, e il futuro della Giunta esecutiva centrale dell'Anm.

A cura di Francesca Moriero
10:35

Renzi: "Meloni vada subito al voto o sarà un declino costante"

"O Giorgia Meloni va a votare subito o sarà un declino costante, non escludo che stia pensando alle elezioni", ha affermato Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ospite di SkyTg24. Secondo l'ex premier, "è probabile che abbia paura, non è una leader coraggiosa, probabilmente aspetta, ma il logoramento sarà un ticchettio quotidiano". Renzi si definisce “un esperto di riforme costituzionali fallite e referendum persi" e aggiunge: "Quando fai un referendum costituzionale voluto dal governo, che non ha permesso al Parlamento di emendare la riforma, non puoi uscirne con il video con gli uccellini… Se sei un leader vai a casa tu, non mandi a casa Santanchè e Delmastro. Forse Meloni è diventata all'improvviso giustizialista?".

A cura di Francesca Moriero
10:04

Dl Sicurezza, Mauri (Pd): "Ancora ricette che non funzionano"

"Il governo continua a proporre interventi sulla sicurezza che non raggiungono risultati: i reati predatori e violenti aumentano e la percezione di insicurezza cresce", denuncia Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico. Secondo Mauri, l'esecutivo cerca capri espiatori: "Il governo", sottolinea l'esponente dem, "ha cercato sistematicamente capri espiatori invece di affrontare il problema: un giorno e' colpa dei sindaci del Pd, un altro dei governi precedenti, poi sono diventati responsabili i magistrati. Gli elettori hanno già rimandato al mittente questa accusa con il referendum, e spero che riusciremo a fare lo stesso con questo decreto, che continua a contenere le solite ricette che non funzionano: panpenalismo, aumento delle pene, nuovi reati. Cose che hanno dimostrato sul campo di non funzionare, ma su cui continuano a insistere probabilmente perchè non hanno niente di meglio da dire".

"La sicurezza si costruisce su due pilastri: repressione del crimine e prevenzione", sottolinea il deputato. Il governo, invece, non aumenta il personale delle forze dell'ordine e taglia risorse ai comuni, riducendo così la capacità di interventi sociali e di prevenzione.

A cura di Francesca Moriero
09:38

Calenda (Azione): "Invece di parlare di Santanchè, forse meglio discutere della crisi internazionale"

"Mentre noi parliamo di leadership del campo largo e di Santanchè ieri Rubio ha confermato la pressione americana sull'Ucraina per cedere il Donbas alla Russia e Trump ha sostanzialmente detto che la NATO è morta. Possiamo sapere dalla destra e dalla sinistra come intendono affrontare questa crisi del sistema internazionale? Conte ha spiegato la posizione: si molla l'Ucraina e non si costruisce la NATO europea. AVS: idem. Salvini: idem. Per noi: accelerazione su NATO europea e ombrello nucleare indipendente e aumento del supporto all'Ucraina con uso degli asset russi. Gli altri non pervenuti. Meloni, Schlein, Tajani. Forse su questo dovremmo fare un dibattito in Parlamento". Lo ha scritto Carlo Catena, leader di Azione su X (ex Twitter).

A cura di Francesca Moriero
09:27

Scotto (Pd): "Incredibile che per il governo la priorità sia la legge elettorale"

Dopo il referendum, "sulle politiche del lavoro l'opposizione sta trovando una sintesi e si presenta con proposte comuni, dando forma", secondo Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, "a un'alternativa credibile e concreta". Per il deputato dem, la reazione della maggioranza sarebbe invece "emblematica": invece di fermarsi a discutere misure come il salario minimo, il governo avrebbe scelto di puntare sulla legge elettorale, "il modo in cui cercano a tavolino di non perdere le elezioni". Scotto critica quindi le priorità dell'esecutivo, accusandolo di pensare "più alla tenuta del potere che alle difficoltà dei lavoratori", alle prese con perdita di potere d'acquisto, precarietà e difficoltà ad arrivare a fine mese.

A cura di Francesca Moriero
09:22

Referendum, Crosetto: "La riforma non può essere archiviata, serve un tavolo di confronto"

Il referendum sulla giustizia è ormai alle spalle, ma il ministro della Difesa Guido Crosetto torna sul tema e chiede di riaprire il confronto sulla riforma. In un intervento sui social, sottolinea che avere giudici e pm imparziali "è un diritto costituzionale di ogni cittadino", mettendo in dubbio che questo principio sia sempre stato rispettato negli ultimi decenni. Crosetto ribadisce poi che "il pubblico ministero dovrebbe cercare elementi sia a favore sia contro l'indagato" e avverte che "eventuali comportamenti parziali o pregiudizi da parte dei magistrati rischiano di compromettere le basi costituzionali del loro ruolo". Critica poi anche atteggiamenti che, a suo dire, "sconfinano nella contrapposizione politica", come attacchi a esponenti istituzionali o prese di posizione incompatibili con la necessaria terzietà. Per il ministro, si tratta di un tema che "non può essere affrontato in modo ideologico o ‘da tifo', ma con serietà e spirito istituzionale". Da qui l'auspicio di aprire un tavolo di confronto trasversale, perché, conclude, "archiviare il dibattito sulla giustizia significherebbe trascurare un nodo centrale per la democrazia".

A cura di Francesca Moriero
09:15

Governo Meloni, le ultime notizie in diretta dopo le dimissioni di Santanchè e l'addio di Gasparri

Le tensioni nella maggioranza di governo restano alte dopo gli ultimi scossoni, con nuovi interrogativi sugli equilibri interni e sulla tenuta dell'esecutivo. Le opposizioni incalzano e chiedono alla premier di riferire in Parlamento prima di Pasqua, mentre da Forza Italia arrivano segnali di nervosismo.

A cura di Francesca Moriero
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