Aicha Elibethe Ounnadi.
in foto: Aicha Elibethe Ounnadi.

Aicha Elibethe Ounnadi, operatrice ecologica di 42 anni, era stata licenziata per aver preso dal deposito dei rifiuti un monopattino per fare un regalo al figlio. Ma, grazie a un giudice della corte di Appello di Torino, dopo 18 lunghi mesi potrà tornare a lavorare. Secondo i togati, infatti, la decisione della Cidiu Servizi, azienda che si occupa della raccolta della spazzatura nella cintura Ovest della città piemontese, di sospendere l'attività di Aicha non è proporzionata al fatto contestato e pertanto il consorzio dovrà rimborsare anche 11mila euro di spese legali. "Sono contentissima, è la fine di un incubo – ha commentato l'interessata -. In questi mesi ho cercato di non perdere mai la speranza, l’ho fatto per i miei tre figli che mi hanno sostenuto in questa battaglia. Non sapevo fosse vietato portare via oggetti dai rifiuti e quel giocattolo me l’aveva consegnato una collega. Ci sono voluti tre gradi di giudizio, ma alla fine la verità è venuta fuori".

La storia è nota: nel luglio del 2017 Aicha viene convocata dai suoi datori di lavoro che le comunicano la decisione di interrompere il loro rapporto dopo ben 11 anni di servizio. Il motivo? La donna aveva raccolto dall'immondizia un monopattino, cosa che non le era permesso, per fare una sorpresa al figlio nel giorno del suo ottavo compleanno. Non si trattava di un monopattino qualunque, ma di uno appeso nel capannone dell'autorimessa da una collega, che è stata in seguito sospesa per 10 giorni. Probabilmente qualche operatore l'aveva recuperato in un cassonetto e, invece di gettarlo, lo aveva portato a Cascina Gaj convinto che potesse servire a qualcuno. Gesto che non era piaciuto ai gestori al punto che sul vecchio giocattolo era stato attaccato un biglietto di avvertimento. Ma Aicha ingenuamente aveva accettato quella offerta e per questo è stata punita. La vicenda era arrivata anche in Parlamento e ieri finalmente la sezione Lavoro della Corte d'Appello ha stabilito che la 42enne può tornare a lavorare, ribaltando la sentenza di primo grado: "Il licenziamento viene annullato per insussistenza del fatto".