Roberto Saviano
in foto: Roberto Saviano

Un paio di giorni fa Roberto Saviano ha annunciato sulla sua pagina Facebook, riscuotendo subito un enorme seguito, che a fine anno arriverà in libreria il suo prossimo romanzo, "La paranza dei bambini", edito da Feltrinelli.

Ieri, su Repubblica, è stata pubblicata la prima parte di uno dei capitoli del nuovo libro dell'autore di "Gomorra", dal titolo "Adda murì mammà", espressione dialettale napoletana che, come  lo stesso Saviano scrive introducendo il capitolo:

è un'espressione che a Napoli i ragazzi usano di continuo per giurare che ciò che stanno dicendo è vero. Espressione che descrive meglio di molte altre lo spirito della paranza, pronta al sacrificio estremo – perdere la propria madre – per affrontare ciò che nel resto d'Italia sarebbe impensabile. Pronta a perdere tutto, libertà, affetti, vita. Per comandare.

Immagine tratta dalla pagina Facebook di Roberto Saviano
in foto: Immagine tratta dalla pagina Facebook di Roberto Saviano

Quest'espressione così "napulegna", corredata dall'illustrazione di Alessandro Rak, talento partenopeo regista del pluripremiato lungometraggio d'animazione "L'arte della felicità", oltre all'oggetto del romanzo "La paranza dei bambini", cioè il racconto dell'ascesa di giovani criminali nella Napoli post-Gomorra, sembra voler annunciare un ritorno a piene mani dello scrittore (che dal 2006 vive sotto scorta) nella sua città, in quella Napoli che dalla faida di Scampia in poi non attraversava un momento tanto delicato, almeno per quanto riguarda gli equilibri di potere camorristico. Finiti in carcere i vecchi boss –  e qui il corto circuito tra letteratura e realtà si fa davvero impressionante, perché una buona parte della sensibilizzazione intorno al problema-camorra per l'opinione pubblica e, cosa ancor più importante, per gli inquirenti, è dovuto proprio al successo di "Gomorra" – adesso sulla scena criminale si sono affacciati giovani e giovanissimi ben vestiti ma privi di ogni scrupolo.

Quest'idea sembra confermata dalla lettura della prima parte del capitolo, in cui il giovane Nicolas decide di mettere in piedi un clan di ragazzini e per farlo si reca nella periferia est di Napoli, per la precisione a San Giovanni a Teduccio, dove va a incontrare l'Arcangelo e con lui probabilmente accordarsi su come rifornire direttamente la paranza di quella droga e armi di cui ha bisogno il gruppo per farsi largo nell'affollato panorama criminale.

Ma per sapere come andrà a finire "La paranza dei bambini" non resta che attendere il prossimo Natale e recarsi in libreria per scoprire come è cambiata Gomorra dieci anni dopo. Con una piccola ma significativa avvertenza di genere che lo scrittore ha sin da subito messo in chiaro con i lettori. Stavolta, infatti, si tratterà di una fiction e non di una non-fiction, quindi di materia squisitamente romanzesca.