"L'augurio è che l'autorevole Onu dedichi le energie all'emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia". Sono queste le considerazioni che fonti ufficiali del Viminale hanno affidato ai giornalisti in replica alla lettera ufficiale che Beatriz Balbin, capo delle Special procedures dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani, ha inviato all'ambasciatore italiano all'Onu Gian Lorenzo Cornado e dunque al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Una risposta che definire singolare appare riduttivo e che apre un nuovo fronte di conflittualità fra il governo Conte e le Nazioni Unite, su un tema delicato come quello del controllo delle frontiere e della gestione dei flussi migratori.

Anche perché quella dell'Alto Commissariato è una ricostruzione precisa e seria dei fatti di questi mesi. Una lettera di undici pagine che contiene un'analisi molto critica nei confronti delle politiche in materia di immigrazione del governo Conte e in particolare delle scelte operate dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. Durissima la posizione dell'ONU, ad esempio, sulla possibilità che nel decreto sicurezza – bis (in discussione in questi giorni e oggetto del prossimo Consiglio dei ministri) compaia la norma che ampli la possibilità di multare chi opera soccorso in mare, con cifre fino a 5000 euro per ogni vita umana portata in salvo. Deciso anche il no alla direttiva emanata da Salvini il 15 aprile, destinata a colpire la nave Mare Jonio, impegnata nella search and rescue dei migranti nel Mediterraneo.

La missiva fa seguito alle sollecitazioni inviate nel 2018 e completamente ignorate dal Viminale (ricordiamo che l'ONU si limita a "raccomandazioni") e contiene considerazioni e dati con i quali l'ONU fa a pezzi l'intera piattaforma ideologico – politica alla base delle scelte operate dal governo italiano in materia di politiche migratorie. In primo luogo, l'Alto Commissariato per i diritti umani ribadisce che le attività di search and rescue nel Mediterraneo non possono in alcun modo essere presentate all'opinione pubblica né essere valutate come una violazione delle legislazioni nazionali in materia di controllo delle frontiere, perché "il diritto alla vita" prevale su ogni cosa e il soccorso in mare di vittime di naufragio in alcun caso può essere punito. Peraltro, in una fase in cui il governo italiano ha più che dimezzato l'impegno per la salvaguardia delle vite in mare (come vi abbiamo raccontato in esclusiva), la presenza delle ONG appare indispensabile e, anzi, "lo stato dovrebbe facilitare l'azione delle organizzazioni umanitarie", piuttosto che ostacolarle.

C'è un altro passaggio particolarmente rilevante nella lettera inviata al governo italiano, che possiamo tradurre più o meno così: Salvini deve smetterla di utilizzare lo spauracchio del terrorismo per negare de facto il diritto di chiedere asilo nel nostro Paese e per criminalizzare tutti i migranti che si trovano in situazione di grande vulnerabilità (tanto più in assenza di dati certi sul legame tra sbarchi e ingresso di potenziali terroristi in Europa). Allo stesso modo, il ministero dell'Interno non può utilizzare il contrasto al traffico di uomini come una leva per negare i diritti delle persone che attraversano il Mediterraneo. Sul punto, la posizione dell'Alto Commissariato è chiarissima e spazza via mesi di propaganda governativa: "La direttiva di Salvini asserisce che tramite l'esternalizzazione del controllo delle frontiere, sarà condotta una lotta più efficiente contro il traffico di esseri umani, danneggiando le reti dei trafficanti e riducendo gli incentivi per l'immigrazione irregolare. Questo approccio appare come un utilizzo strumentale della lotta ai trafficanti di uomini, perché policy più restrittive servono solo ad aumentare la vulnerabilità dei migranti e la forza dei trafficanti, piuttosto che a proteggere le potenziali vittime della tratta".

Ecco, di fronte a critiche così articolate e importanti sul piano politico, il Viminale ribadisce che "il decreto sicurezza bis è necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile", che la multa "per chi favorisce l'ingresso non autorizzato di immigrati è già presente da tempo nell'ordinamento italiano" (omettendo di dire che riguarda altre casistiche e che, appunto, il problema è l'estensione ai salvataggi delle ONG, ndr) e che probabilmente l'ONU avrebbe dovuto parlare prima con il ministero dell'Interno e poi con la stampa (anche se poi la missiva è stata consegnata prima all'ambasciatore italiano…). Tanto per completare il capolavoro diplomatico, ci permettiamo anche il lusso di sfottere: "Il Viminale non ha sottovalutato la lettera dell`Alto Commissariato per i Diritti Umani dell`Onu, soprattutto alla luce della competenza e dell`autorevolezza delle Nazioni Unite in materia. Autorevolezza testimoniata da alcuni Paesi membri dell'Onu come Turchia e Corea del Nord". E Salvini calca la mano: "Un organismo internazionale che costa miliardi di euro ai contribuenti, che ha come membri la Corea del Nord e la Turchia, regimi totalitari, e viene a fare la morale sui diritti umani all'Italia, a Salvini per il decreto sicurezza, fa ridere, è da scherzi a parte".

Un atteggiamento serio, responsabile e maturo.