Un nuovo movimento della nave ha costretto i soccorritori ad interrompere le operazioni  di recupero dei dispersi. A bordo si cercano ancora 23 persone che mancano all'appello.

La Costa concordia si muove ancora, come temevano i soccorritori la nave poggiata su un lato anche a causa delle condizioni del mare si sposta. Dopo il movimento verso il basso compiuto due giorni fa, oggi l'imbarcazione affondata venerdì scorso nei pressi dell'Isola del Giglio ha compiuto un movimento di rotazione. Anche questa volta a causa della pericolosità della situazione è stato dato l'allarme ai soccorritori che immediatamente son stati evacuati ed hanno interrotto le ricerche sula nave.

Uno stop che non ci voleva perché più passa il tempo più la speranza di trovare altri superstiti all'interno della Concordia si affievolisce. Da alcuni giorni impegnati nelle operazioni di soccorso anche gli uomini dei reparti speciali della Marina Militare che con esplosioni controllate aprono varchi sui fianchi della nave per riuscire a velocizzare l'accesso all'imbarcazione che per oltre metà si trova sott'acqua. In particolare e l'attenzione dei soccorritori si sta concentrando nei pressi del ponte 4 dove sono stati ritrovati gli ultimi cinque corpi portati in superficie. All'appello mancano infatti ancora 23 dispersi, secondo gli ultimi calcoli compiuti dai soccorritori confrontando le liste di imbarco e le persone registrate a terra dopo l'evacuazione. Il bilancio ufficiale della Prefettura di Grosseto però parla ancora di 28 dispersi tra cui sei italiani perché i cinque corpi ancora non sono stati identificati.

Nel mirino dei giudici anche secondo e terzo ufficiale della Costa Concordia

Intanto è battaglia tra i Pm e il Gip di Grosseto sul caso dell'arresto del comandante Schettino, il procuratore capo, Francesco Verusio farà ricorso contro la decisione del giudice. I magistrati avevano chiesto gli arresti in carcere per pericolo di fuga, ma il Giudice delle indagini preliminari ha rigettato la richiesta mettendo agli arresti domiciliari il capitano della Costa Concordia per rischio di inquinamento delle prove. Nel mirino della magistratura anche gli altri ufficiali che non avrebbero rispettato le regole per l'abbandono della nave tra cui primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio ma anche il secondo ufficiale della Costa Concordia Dmitri Christidis  che Schettino menziona nella clamorosa telefonata con la Guardia Costiera e il terzo, Silvia Coronica.