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20 Ottobre 2026
13:43

Zampe più corte per aiutare gli uomini ad attraversare l’artico per 9000 anni: l’evoluzione dei cani da slitta

Uno studio rivela che i cani da slitta hanno zampe più corte del 6% rispetto alle altre tipologie: una caratteristica che potrebbe averli aiutati a trainare carichi. Una scoperta che racconta 9 mila anni di co evoluzione con l'uomo.

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I cani da slitta potrebbero aver sviluppato zampe più corte che li aiutavano a trainare i carichi in modo più efficiente. E' il risultato a cui è giunto un team di ricercatori israeliani e russi che hanno sviluppato un modello biomeccanico per comprendere come il corpo di un cane gestisce lo sforzo di trainare una slitta carica di pesi. Il modello ha dimostrato che un modo efficace è quello di abbassare il baricentro del cane, aumentando così la sua capacità di generare la forza necessaria.

Fin qui il dato scientifico, ma questo studio ci restituisce in realtà la storia di un legame tra due specie che, nel caso specifico, esiste da almeno novemila anni e che ha origini nel rapporto tra il "miglior amico dell'uomo" e la popolazione Inuit, originaria delle regioni costiere artiche e subartiche del Nord America e della Siberia nord-orientale. "I cani da slitta hanno svolto un ruolo indispensabile nelle comunità artiche – ha commentato la prima autrice Mitya Kletzerman dell'Università di Haifa – Senza i cani, le persone non avrebbero potuto spostarsi con la stessa efficacia per cacciare, trasferirsi al variare delle condizioni o viaggiare tra le comunità per scambiare conoscenze e condividere nuove idee. Comprendere come si è evoluta questa pratica potrebbe fornirci nuove informazioni su come le persone si sono adattate alla vita nell'Artico".

Esaminando i resti di alcuni individui sepolti ritualmente, il team ha scoperto che sia i cani da slitta attuali che quelli vissuti 2 mila anni fa avevano ossa delle zampe più corte del 6% rispetto ad altre specie simili: una scoperta che aiuta gli esperti a tracciare le origini dei cani da slitta e a comprendere meglio come il trasporto a trazione canina si sia diffuso nelle regioni fredde del mondo negli ultimi 9 mila anni.

La ricerca consente anche di raccontare la storia di come questi cani sono stati selezionati e si sono poi evoluti e descrive in qualche modo quella che è definita una vera e propria co evoluzione tra due specie, quella tra homo sapiens e canis lupus familiaris, che hanno creato una relazione unica in natura. Questi animali poi hanno contribuito alla creazione delle società umane, alla risoluzione di problemi legati alla sopravvivenza come ad esempio per la storia dei cane da slitta Balto e Togo protagonisti assoluti della vittoria sulla difterite.

"I cani hanno svolto un ruolo centrale nella cultura e nell'ecologia umana per millenni – scrivono i ricercatori – La complessa tecnologia delle slitte trainate da cani, che comprende la costruzione delle slitte, l'imbrigliatura, l'allevamento, l'addestramento e la guida di cani resistenti adattati alle condizioni artiche e al trasporto di carichi sulla neve, ha ricevuto notevole attenzione da parte degli etnografi in gran parte dell'Artico. Si ritiene che sia una delle tecnologie chiave che hanno permesso l'adattamento umano ad ambienti estremi".

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