UN PROGETTO DI
video suggerito
video suggerito
10 Agosto 2026
12:22

“Primi cani”: dalla preistoria ai giorni nostri un libro racconta la co evoluzione con il “miglior amico dell’uomo”

Un libro dell'archeologo Peter Mitchell ripercorre il lungo rapporto di co evoluzione tra uomini e cani attraverso l'analisi del processo di domesticazione, l'utilizzo per la caccia e il trasporto e analizzando le reciproche influenze tra le due specie.

Immagine

Come è iniziata l'amicizia tra esseri umani e cani è una storia che si perde nella notte dei tempi. Ormai si ritiene che questo rapporto unico sia iniziato almeno 30, 40 mila anni fa e la datazione più antica ad oggi registrata della presenza di un cane in una sepoltura risale a 15.800 anni fa.

Quando si parla di relazione tra uomini e cani, si fa riferimento a un processo di co evoluzione, ovvero a un legame che ha portato cambiamenti evolutivi, appunto, in entrambe le specie. Raccogliere tutto il materiale che ad oggi è stato prodotto in merito a queste due specie è molto complesso e sono diversi gli studi e i libri che sono nati, nel corso del tempo, che hanno provato a spiegare l'origine e il "cammino" a sei zampe di due animali sociali che hanno trovato l'uno nell'altro interessi comuni atti a stabilire un sodalizio che solo cani e umani hanno tra tutte le specie esistenti al mondo.

Da poco è stato però pubblicato un libro, ancora non disponibile in italiano, che è un compendio in cui si analizzano le diverse fasi di questa co evoluzione e quanta influenza c'è stata sia da parte umana che canina nel percorso seguito da entrambe le specie. Ad ora è possibile leggere online l'estratto di "Primi cani, i cacciatori-raccoglitori e i loro compagni canini dalla preistoria ai giorni nostri" a cura di Peter Mitchell, archeologo britannico specializzato in archeologia africana e docente all'Università di Oxford.

Com'è strutturato il libro sui primi cani: dalle origini ai giorni nostri

Il lavoro svolto dal professore è basato su prove archeologiche e antropologiche, finalizzato ad esplorare il rapporto tra cacciatori-raccoglitori e cani dagli albori del processo di addomesticamento fino ai giorni nostri. Nel suo excursus, Mitchell analizza casi provenienti da ogni parte del mondo, dalle regioni del nord fino a quelle del sud, compreso Artico, America Latina, Africa e  Sud-est asiatico. Il risultato è un'analisi approfondita di come i cacciatori-raccoglitori abbiano convissuto con i cani, grazie anche al lavoro di compendio relativo all'analisi di precedenti studi sia archeologici che antropologici. Il libro esplora innanzitutto come, quando e dove i lupi grigi si sono trasformati in cani, per poi tracciarne la dispersione al di fuori dell'Eurasia, verso il Nord America, i tropici e oltre.

Immagine

Nei capitoli del libro l'autore prende in esame il ruolo dei cani come strumenti di caccia e mezzi di trasporto, nonché il modo in cui sono stati nutriti, curati e considerati dalle popolazioni in tutto il mondo sin dagli albori.  Leggendo gli estratti online, si deduce che il lavoro di Mitchell ha tutti gli elementi per essere una sorta di romanzo storico-antropologico che scava appunto nel passato per trovare le radici della relazione con quello che da sempre viene definito il "miglior amico dell'uomo".

Nell'estratto del primo capitolo, ad esempio, il professore va ad indagare nella profondità più assoluta del tempo sottolineando l'originalità, la longevità e la diversità del rapporto tra cacciatori-raccoglitori e cani. Nel testo viene messa in evidenza l'importanza di utilizzare sia le prove archeologiche che quelle antropologiche per comprendere tale rapporto, nonché il suo valore per lo studio più ampio delle relazioni uomo-animale. Poi il professore indaga sul ruolo della domesticazione, provando ad identificare il momento in cui il processo è iniziato e il "ruolo" svolto da quelli che sarebbero diventati i discendenti del lupo ancestrale da cui derivano cani e lupi. "Il consenso delle evidenze genetiche e archeozoologiche indica tuttavia che l'addomesticamento del lupo grigio ebbe inizio nei millenni successivi – è indicato – con la presenza di molteplici linee genetiche canine già 15.800 anni fa, probabilmente a seguito di eventi di addomesticamento separati nell'Eurasia occidentale e orientale".

Caccia, trasporto e altre attività svolte dai cani: il rapporto con l'uomo nel libro di Mitchell

Altri punti molto interessanti per chi è appassionato al tema si alternano nei capitoli successivi. Importantissimo, ad esempio, è stato il ruolo dei cani nella caccia e nel libro Mitchell presenta prove etnografiche che fanno comprendere i motivi per cui questo binomio è diventato essenziale alla sopravvivenza di entrambe le specie, sottolineando la complessità delle variabili coinvolte. Viene inoltre considerato anche l'impatto ecologico che il loro impiego potrebbe aver avuto, soprattutto in contesti come l'Australia e la Nuova Zelanda, dove le faune indigene non avevano precedenti esperienze di predazione da parte di mammiferi placentati.

Poi i cani sono diventati alleati fondamentali anche per il trasporto e nel libro si descrivono tutti gli utilizzi fatti dall'essere umano di questa specie che ha allevato accanto a sé: animali da soma, trainatori e animali da slitta tra le tante fattispecie che hanno ricoperto. Un capitolo è completamente dedicato a questo aspetto e inizia esaminando l'uso dei cani nel trasporto di carichi, in particolare nelle Grandi Pianure del Nord America, dove molti gruppi li utilizzavano anche per trainare i travois, un antico sistema di trasporto senza ruote formato da due pali disposti a "V" o a "A", le cui estremità anteriori venivano legate all'animale o tirate a mano, mentre quelle posteriori strascicavano sul terreno sostenendo un carico.

Nei capitoli successivi Mitchell indaga molti altri aspetti della relazione antica che ancora oggi si riflette nelle società moderne tra cani e umani e non arriva a una conclusione unica ma a dare appunto un excursus complessivo che rimette in primo piano l'esclusività di questa amicizia che, fondamentalmente, può essere definita eterna. Nel capitolo finale, infatti, viene sottolineata la molteplicità dei modi in cui i cani hanno contribuito a plasmare gli stili di vita dei cacciatori-raccoglitori nel corso del tempo e nello spazio. "Sebbene sia superficialmente attraente identificare gli esseri umani come la forza dominante in queste relazioni – scrive l'esperto – è evidente che il comportamento e il corpo dei cani ne hanno influenzato lo sviluppo".

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views