
Il legame tra cane e persona ha radici antiche che si estendono nel percorso di quella che viene considerata una vera e propria co evoluzione tra le due specie. Fido è accanto all'uomo sin dalla notte dei tempi, tanto che si stima che questa relazione unica al mondo tra due animali abbia avuto origine almeno 30, 40 mila anni fa.
Il rapporto che si crea con il proprio cane da tempo è oggetto di studio da parte di etologi canini e psicologi e parte da quella che si chiama "teoria dell'attaccamento". Formulata in umana dallo psicoterapeuta John Bowlby negli anni a cavallo tra il 1950 e 1980, spiega come il legame emotivo precoce tra il bambino e il caregiver determini lo sviluppo socio-emotivo e le future relazioni dell'individuo.
Il legame cane-uomo
Ogni cane può sviluppare nei confronti della persona di riferimento una determinata forma di attaccamento che dipende dalla qualità della relazione. Un attaccamento sicuro fornisce una "base sicura" che permette di esplorare il mondo con fiducia ed equilibrio, un profilo insicuro-evitante porta invece a contare solo su se stessi, nascondendo le proprie fragilità paura del rifiuto. Ancora, un attaccamento insicuro-ambivalente comporta una costante ansia da abbandono, che spinge a cercare continue rassicurazioni e a vivere le relazioni con forte dipendenza emotiva. Infine, un attaccamento disorganizzato crea una profonda frammentazione interiore, dove la figura di riferimento è vissuta contemporaneamente come porto sicuro e fonte di minaccia, oscillando tra il bisogno di vicinanza e la paura del contatto.
Queste sono le basi dell'etologia canina relativamente al rapporto con la persona di riferimento ed ora un team di scienziati ha fatto un passo in avanti per classificare e comprendere meglio la sfera intima del "miglior amico dell'uomo", in un'epoca poi in cui il ruolo del cane è sempre più forte in famiglia in termini di affezione data e ricevuta, cosa che ha un impatto non solo sull'essere umano ma anche nel complesso mondo delle emozioni canine.
Il test per capire la forza dell'attaccamento del cane
In uno studio pubblicato su Frontiers, due ricercatrici dell'Università Federae dello Spirito Santo di Vitória, in Brasile, hanno sviluppato la Dog–Human Attachment Scale (DHAS): una scala che consente di valutare lo stile di attaccamento del cane nei confronti del caregiver.
Partendo dalle teorie di Bowlby, le esperte hanno presentato un questionario alle persone di riferimento di oltre mille cani in cui è stato chiesto loro di osservare i comportamenti dei loro animali nella vita quotidiana. Le domande riguardavano situazioni concrete come i momenti di separazione, l'organizzazione delle passeggiate, le sessioni di gioco, l'interazione con estranei o conspecifici e la risposta a eventi potenzialmente stressanti. Le domande sono state formulate con l'intento di ridurre quanto più possibile le interpretazioni umane dei comportamenti canini e indurre così gli intervistati a concentrarsi realmente sull'osservazione del cane.
Il primo strumento scientificamente approvato
L'analisi delle risposte infatti ha portato a identificare tre caratteristiche nel comportamento: ansia, evitamento e insicurezza. I ricercatori hanno così delineato tre profili di attaccamento: ansioso, evitante e disorganizzato. Il risultato è stata la creazione della DHAS che, in fondo, non si discosta dalla teoria di Bowlby ma per la prima volta è disponibile uno strumento scientificamente "approvato" che misura l'attaccamento dal punto di vista del cane, offrendo ai ricercatori un metodo più rigoroso per comprendere un legame che accompagna la nostra storia da migliaia di anni e che è molto più complesso di quanto si pensi comunemente.
La scala, così ideata, è anche un elemento in più per i veterinari esperti in comportamento e per le persone che vogliono approfondire la relazione con il proprio compagno a quattro zampe per conoscere meglio il suo mondo interiore.