
Da Woodstock a Woofstock il senso è lo stesso: unire le persone attraverso la musica e altre performance, ma ad essere centrale a Faganga sarà la relazione con il cane. Si chiama così l'evento che si terrà n provincia di Udine, nel parco del Cjastenar, dove il 4 ottobre ci saranno spettacoli, concerti, mercatini e molte altre attività pensate per unire le persone che vivono con un quattro zampe e dare nuovi spunti per una corretta cultura cinofila.
Ne abbiamo parlato con Lucia Cadamuro, ideatrice di Woofstock, EsCAC certificata, formatrice AIECI e responsabile del Canile Rifugio Enpa di Rive D'Arcano.
Da dove nasce l’idea di creare Woofstock e perché avete scelto di unire il mondo della musica a quello cinofilo?
Woofstock nasce quasi per scherzo, da una battuta che facevamo tra noi educatori e istruttori cinofili e le persone che frequentavano il campo. Abbiamo in comune una forte passione per i cani, ma anche l’amore per la musica e per i concerti. Allo stesso tempo, non sopportavamo l’idea di vedere i cani portati in ambienti che non fossero adatti a loro, dove magari non riuscivano a stare bene. Da qui è nata l’idea di riunire passioni diverse che accomunavano noi organizzatori e portarle fuori, nel mondo. Volevamo dimostrare che è possibile unire esperienze e interessi differenti, mantenendo sempre il rispetto per tutti, persone e animali. Woofstock nasce proprio da questo desiderio: vivere un evento insieme ai nostri cani, senza dimenticare che anche loro hanno esigenze, tempi e sensibilità da rispettare.
Woofstock propone concerti, stand-up comedy, attività cinofile, workshop e un mercatino: qual è l’esperienza che vorreste portasse a casa chi partecipa, sia a due che a quattro zampe?
Quello che vorrei che le persone portassero a casa da Woofstock è, innanzitutto, la capacità di guardare la faccia del proprio cane e capire come sta. Vorrei che imparassero a riconoscere quali sono gli spazi ideali per stare insieme, quali sono i tempi di cui il proprio cane ha bisogno e come sia possibile godersi del tempo condiviso, anche in maniera lenta, come una famiglia o un gruppo di amici. Non tutto deve essere fatto di attività e stimoli continui. A volte, il piacere di stare insieme nasce proprio dalla possibilità di fermarsi, osservare il proprio cane e trovare un ritmo che faccia stare bene entrambi.

Organizzare un evento con tanti cani presenti comporta esigenze particolari: quali sono state le principali sfide nell’organizzazione e come avete pensato alla sicurezza e al benessere degli animali?
Una delle sfide principali è stata rispettare rigorosamente gli spazi di cui i cani hanno bisogno. Noi esseri umani abbiamo una mappa molto diversa rispetto a ciò che significa muoversi nello spazio. Lavorando e vivendo insieme ai cani, ci si rende conto che la loro modalità di percepire e gestire lo spazio è profondamente differente dalla nostra. La difficoltà è stata quindi organizzare un ambiente che fosse interattivo e interessante per le persone, ma altrettanto rispettoso delle esigenze dei cani, evitando di creare situazioni di disagio. Naturalmente, non tutti i cani hanno le stesse caratteristiche e anche la presenza di soggetti con difficoltà comportamentali renderebbe tutto ancora più complesso. La sfida è stata cercare un equilibrio che permettesse ai cani di vivere l'esperienza nel modo più sereno possibile.
Un'altra grande sfida è stata uscire dal cliché di quello che le persone si aspettano da un evento o da un'attività dog friendly. Spesso si pensa che sia sufficiente consentire ai cani di essere presenti. Noi volevamo andare oltre questa idea e mostrare che essere davvero a misura di cane significa qualcosa di diverso: significa progettare un'esperienza tenendo conto delle sue esigenze, della sua individualità e del suo benessere.
Sul sito dedicate molta attenzione al comportamento responsabile delle persone di riferimento e ai segnali di stress dei cani. Woofstock è un’occasione di educazione alla corretta relazione tra persone e animali?
Sì, per noi è fondamentale. Il divertimento è una componente importante di Woofstock, ma al suo interno deve esserci sempre l’attenzione all’altro, al nostro amico a quattro zampe. L’educazione alla corretta relazione tra persone e cani è quindi parte integrante dell’evento, non un elemento secondario. Non ci limitiamo a parlarne sul sito: anche sul posto saranno presenti regolamenti e indicazioni esposti in diversi punti, in modo che le persone possano orientarsi e comportarsi in maniera consapevole. Per noi, il principio fondamentale è uno: il cane deve essere sereno e stare bene. Tutto ciò che organizziamo deve partire da questa attenzione.

Dalle precedenti edizioni quali sono state le esperienze che vi hanno fatto capire cosa funziona davvero per il pubblico?
Per capire cosa funzionasse meglio, abbiamo utilizzato diversi strumenti. Abbiamo raccolto le risposte attraverso un questionario e osservato le fotografie che avevamo realizzato durante l’evento. Ci siamo confrontati anche tra noi organizzatori e volontari, cercando di ricordare come ci eravamo sentiti nei diversi momenti della manifestazione e quali attività ci avevano coinvolto maggiormente. Abbiamo quindi messo insieme questi diversi punti di vista e scelto di dare più spazio agli elementi che avevamo apprezzato di più.
È stato un lavoro di osservazione e confronto che ci ha permesso di costruire l’edizione successiva partendo dall’esperienza concreta, sia di chi ha partecipato sia di chi ha lavorato all’interno dell’evento.
Quanto è importante la scelta della location e cosa offre il Parco del Cjastenar di Fagagna per un evento pensato per essere vissuto insieme ai propri cani?
E' importantissima, perché l’ambiente in cui si svolge un evento condiziona profondamente il modo in cui le persone e i cani possono viverlo.
Il Parco del Cjastenar di Fagagna rappresenta per noi un luogo in cui poter sviluppare l'idea di Woofstock, creando un contesto che permetta di condividere esperienze, musica e momenti di socialità senza perdere di vista le esigenze degli animali. La location non è quindi soltanto lo sfondo della manifestazione, ma una parte integrante del progetto e del modo in cui vogliamo che l'evento venga vissuto.
Dietro a un evento di questo tipo ci sono persone, associazioni e professionisti: quanto conta la rete di collaborazioni che avete costruito per realizzare Woofstock?
È fondamentale, perché un evento come Woofstock ha una fortissima componente etica. Trovare persone e realtà che abbiano un'etica vicina alla nostra, che condividano gli stessi valori e la stessa attenzione al benessere degli animali, è un lavoro quotidiano e una costruzione continua.
Per noi è fondamentale poter collaborare con persone che siano sulla nostra stessa lunghezza d'onda. Questo ci permette di non sentirci dei visionari solitari, ma di portare avanti e sviluppare sempre di più un concetto nel quale crediamo. La rete di collaborazioni ci dà la possibilità di trasformare un'idea condivisa in un progetto concreto, attraverso il contributo di tante persone e professionalità differenti.

C’è un momento della giornata o un’attività del programma di quest’anno che secondo voi rappresenta particolarmente bene lo spirito di Woofstock?
Quest'anno sono molto orgogliosa dell'intera timeline del programma. Credo che, sempre di più, questo evento stia diventando ciò che per me rappresenta la perfezione di questo tipo di attività. Il cuore di Woofstock, però, sono sicuramente i concerti unplugged e le attività che si svolgono su quel piccolo palco che, in realtà, non è un palco, ma un tappeto sull'erba, circondato da altri tappetini, dove persone e cani possono stare insieme e godersi un momento di musica o di risate. È proprio questa immagine a rappresentare, per me, il cuore pulsante di Woofstock: un ambiente semplice, in cui persone e cani possano condividere un'esperienza, senza che gli uni debbano rinunciare al benessere degli altri.
Qual è il messaggio che volete trasmettere?
Credo che la cosa principale per noi sia trasmettere un messaggio di possibilità: la possibilità di convivere con il proprio cane in maniera divertente, ma allo stesso tempo rispettosa della sua unicità come animale. Vorrei che questo messaggio emergesse in ogni aspetto dell'organizzazione dell'evento, dalle attività alla gestione degli spazi, fino alle relazioni tra le persone e i loro cani. Spero che, nel tempo, riusciremo a trovare sempre più realtà che desiderino collaborare con noi e condividere questo modo di intendere la relazione con gli animali.
Perché Woofstock, in fondo, vuole dimostrare che stare insieme è possibile, quando il divertimento nasce dal rispetto e dalla consapevolezza.