
"Primo passo: respira… sei nel posto giusto. Non siamo qui per giudicarti, convincerti o farti sentire in colpa affinché tu tenga il tuo cane. Siamo qui per offrirti supporto e informazioni, così che tu possa prendere la decisione migliore per la tua famiglia. Ti preghiamo però di notare che la nostra assistenza è limitata esclusivamente alle problematiche comportamentali".
E' questo il primo approccio che si ha entrando nella community di Dogs Anonymous, un progetto creato per venire incontro alle persone che "lottano con i loro cani". Si tratta di un sito che si presenta come fondato da un collettivo di esperti di comportamento canino, "impegnato ad aiutare a risolvere la crisi dei rifugi". Lo scopo principale dichiarato è di tenere i cani lontano dai canili attraverso pratiche di prevenzione, sostegno all'adozione e intervento in caso di crisi.
Gli esperti ci tengono a sottolineare che il loro supporto è gratuito, soprattutto"non giudicante" e di aiuto sia per il cane che per il suo umano. E effettivamente c'è un aspetto che molto spesso viene sottovalutato quando in una famiglia si genera una crisi dovuta a un problema di relazione con il membro a quattro zampe ovvero il senso di colpa, la vergogna e l'estrema difficoltà di poter condividere i sentimenti più brutti che si provano nei confronti dell'animale.
Ogni settimana così il gruppo che c'è dietro Dogs Anonymous organizza delle riunioni online, in inglese e spagnolo, in cui le persone possono confrontarsi, raccontare la loro esperienza e provare a trovare un'alternativa per evitare che il cane sia allontanato dalla famiglia e, in generale, per riuscire a condividere le proprie difficoltà e sentirsi meno isolati.
Altro servizio che viene offerto è il confronto one to one, ovvero la possibilità di parlare da soli con un dog trainer attraverso una sessione gratuita online di 15 minuti per provare ad ottenere l'aiuto di cui si ha bisogno e ricevere consigli in caso di emergenza.
Le problematiche maggiori che vengono rappresentate sono legate a problemi come l'ansia da separazione, l'iperativvità o i comportamenti aggressivi. Tutte ipotesi che rispecchiano l'andamento di molte relazioni interspecifiche e che portano le persone, sempre di più, a rivolgersi a educatori e istruttori cinofili anche in Italia.
Lo scopo di questo progetto però non è solo quello di educare in generale gli esseri umani a conoscere e approfondire l'etologia canina e nello specifico la personalità del cane che hanno deciso di adottare o comprare, ma fornire un supporto psicologico mirato a chi è ridotto al limite massimo di sopportazione.
I commenti sulla pagina Instagram di Dogs Anonymous sono infatti pieni di testimonianze di persone esasperate, come chi scrive: "Lo adoro, ma ci sono giorni in cui sono così, così stanco!", riferendosi al comportamento del proprio compagno a quattro zampe. O come chi descrive la sua prima partecipazione ai gruppi d'ascolto scrivendo: "La prima volta ho pianto, mi sentivo finalmente meno solo".
Il dato reale è che le complicanze nella relazione, soprattutto quando si tratta di adozioni impulsive e non seguite da esperti sin dall'inizio, dipendono proprio dalla mancata attenzione iniziale necessaria per comprendere che la vita con un cane non è tutta rose e fiori. E non stiamo parlando solo dell'aspetto economico o dell'impegno quotidiano che ci vuole per dedicarsi all'espletamento dei bisogni fisiologici di Fido, ma di tutta quella componente psicologica che riguarda l'appagamento delle motivazioni del cane e il riuscire a comprendere che si tratta di un individuo dotato di cognizioni ed emozioni.
Di fronte anche a persone che ce la mettono tutta, poi, bisogna comprendere che fin quando non si fa quello scatto di guardare al proprio compagno a quattro zampe come un essere senziente che ha sue vocazioni e desideri da realizzare, sarà sempre più dura riuscire a trovare una quadra nella relazione.
C'è un post che è molto chiarificatore però del target cui si rivolgono gli esperti che lo hanno creato: persone che ritengono di aver fatto già tutto quello che potevano perché la convivenza con il cane potesse funzionare e che sono arrivate a un punto di rottura che può portare all'abbandono dell'animale.
Nelle slide si descrivono infatti le caratteristiche che bisogna avere per ottenere il supporto emotivo ma soprattutto professionale per affrontare la situazione. Ad esempio, Dogs Anonymous si rivolge a chi ammette che la vita con un cane non è come la immaginava. Altro passo fondamentale per comprendere che si è pronti a fare un percorso di cambiamento è sapere che si è fatto di tutto ma che nulla ha funzionato. Per affrontare questo percorso, però, bisogna anche presentarsi come predisposti a "sedersi e ascoltare chi ha la necessaria esperienza per essere aiutati".
Alle persone di riferimento, fondamentalmente, si chiede un ruolo attivo e non solo di voler partecipare a un gruppo di supporto per lamentarsi della propria situazione. Un altro avviso, infatti, è che bisogna impegnarsi nel voler migliorare e partecipare attivamente non mettendo da parte il cane, investendo tempo per cambiare il proprio punto di vista e anche quello di Fido.
C'è un solo aspetto che manca però a questo progetto che ha ottime intenzioni volte a salvaguardare la vita degli animali e delle persone. Mancano degli psicologi che possano dare un aiuto dal punto di vista del comportamento umano.
Perché molto spesso il problema non è nei cani ma appunto nelle persone e nel come si relazionano con l'animale. Sempre di più, infatti, nei corsi di formazione per educatori e istruttori cinofili ci sono docenti che insegnano tecniche di gestione dei "clienti" dal punto di vista proprio delle difficoltà che si incontrano rispetto alle proiezioni che gli esseri umani fanno sui loro compagni di vita a quattro zampe. Uno degli aspetti più complessi di questa professione infatti non è quello di "lavorare" sui cani ma di far comprendere alle persone come vivono il rapporto con il cane e in che modo sono loro stessi a causare degli scompensi emotivi all'animale di famiglia.