
Un’invasione di meduse ha bloccato l’operatività della centrale nucleare di Gravelines, in Francia. Il blocco di tre reattori è dipeso dal fatto che strutture come quella che si trova sul mare del Nord, dove si sta verificando l’evento, producono elettricità scaldando l’acqua che aspirano dal mare per creare vapore che fa girare le turbine. Una volta prodotto, il vapore deve essere raffreddato e condensato per tornare allo stato liquido e ricominciare il ciclo. Per farlo, la centrale preleva continuamente enormi volumi di acqua fredda dall'ambiente esterno trascinando con sé alghe, pesci e anche meduse. La presenza massiccia di questi animali ha portato alla formazione di veri e propri blocchi dalla consistenza gelatinosa che si sono ammassati sulle griglie di filtraggio, ostruendo praticamente il ricambio necessario per il funzionamento della centrale.
Il fenomeno non sta accadendo solo a Gravelines ma anche in altre centrali nucleari sul territorio francese, come quella che sorge a Paluel, in Normandia, lungo il Canalde della Manica che ha più volte dovuto interrompere la produzione di energia. Non è però nemmeno la prima volta che accade: anche in Scozia nel lontano 2011 i due reattori dell’impianto di Torness furono chiusi per lo stesso motivo e lo stesso successe nel 2013 a Oskarshamn in Svezia.
Le cause di questo fenomeno sono da attribuire a una combinazione di eventi che ha per protagonista principale il cambiamento climatico che incide sulla temperatura dei mari e di conseguenza sull’aumento della popolazione di meduse. Il riscaldamento infatti porta ad un aumento del ciclo produttivo di questi invertebrati che sono composti per il 98 per cento di acqua: praticamente si allarga la finestra temporale di riproduzione e aumenta anche la presenza di plancton di cui si nutrono.
A questo deve essere sommato il problema della sovrapesca e dunque dell’incidenza dell’uomo sul fenomeno. L’eccessivo prelievo di pesci dal mare comporta infatti che vi sia maggiore disponibilità alimentare soprattutto con l’assenza di animali come sardine e acciughe che sono dei competitori naturali delle meduse. Anche la minore presenza di tartarughe marine e pesci luna, però, comporta il proliferare degli cnidari, visto che sono prede naturali di questi animali.
Sempre causa dell’uomo è un altro fattore: l’inquinamento e la cementificazione delle coste che con la presenza in mare di componenti che arrivano dagli scarichi dell'agricoltura e delle fabbriche comportano la crescita di zooplancton di cui le meduse si cibano. Infine bisogna considerare che la presenza massiccia dei banchi è dovuta anche al flusso delle correnti marine che spingono verso determinate aree gli animali.