UN PROGETTO DI
video suggerito
video suggerito
13 Luglio 2026
13:14

Acque troppo calde e povere di ossigeno: così sono scomparse le specie durante la più grande estinzione di massa

Uno studio dell'Università di Stanford spiega la "Grande estinzione2 di 252 milioni di anni fa: le specie con un metabolismo meno capace di adattarsi ad acque più calde e povere di ossigeno furono le più colpite, mentre i molluschi riuscirono a sopravvivere.

Immagine

Le specie il cui metabolismo era meno in grado di adattarsi ad acque più calde e povere di ossigeno hanno subito i tassi di estinzione più elevati. E' questo il risultato di uno studio dell'Università di Stanford che è riuscito a risolvere un grande mistero che riguarda la più grande estinzione di massa avvenuta sul Pianeta.

Bisogna riavvolgere il nastro della storia a circa 252 milioni di anni fa, quando avvenne l'evento di estinzione del Permiano-Triassico, chiamato la "Grande estinzione": un'apocalisse che spazzò via circa il 96% delle specie marine e il 70% degli animali terrestri.

La devastazione però non colpì tutte le specie esistenti allo stesso modo e soprattutto sui fondali marini si assistette nel tempo a una netta distinzione tra chi ce l'aveva fatta e chi no. Per circa 280 milioni di anni, infatti, lì vivevano principalmente i brachiopodi, animali simili alle vongole, insieme ai crinoidi e ad altri animali bentonici. Dopo la catastrofe, questi gruppi un tempo dominanti sparirono quasi del tutto mentre circa la metà dei molluschi, tra cui vongole e chiocciole, continuò a vivere insieme a pesci ed echinodermi come stelle marine e ricci di mare.

Si tratta di un modello evolutivo che ancora oggi esiste nei nostri mari e che ora ha portato un team di ricercatori a cercare di comprendere come sia possibile che alcune specie si siano appunto del tutto estinte e altre non abbiano subito, in buona sostanza, alcun cambiamento sostanziale della loro biologia dopo quell'evento.

La ricerca per la prima volta contiene sia dati biologici dei gruppi decimati dall'estinzione sia di quelli sopravvissuti. I risultati evidenziano una differenza fondamentale: le specie il cui metabolismo era meno in grado di adattarsi ad acque più calde e povere di ossigeno hanno subito i tassi di estinzione più elevati. La devastazione del Pianeta, sottolineano gli esperti nel papar, fu dovuta anche a eruzioni vulcaniche talmente potenti che cambiarono le condizioni degli oceani infiltrando quantità enormi di anidride carbonica e metano, riscaldando drasticamente il pianeta.

"Con questo studio, volevamo essenzialmente risolvere il mistero del perché, quando si va in spiaggia, si raccolgano i gusci di vongole e chiocciole piuttosto che quelli dei brachiopodi – ha sottolineato l'autore principale dello studio, Jose Andres Marquez – I nostri risultati mostrano che, in diversi gruppi di organismi, le estinzioni si sono verificate a tassi molto più elevati per quelli più vulnerabili all'aumento della temperatura dell'acqua e alla diminuzione della disponibilità di ossigeno".

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views