UN PROGETTO DI
21 Maggio 2026
16:48

Il mondo degli uccelli marini si sta restringendo: habitat e areali sempre più piccoli a causa del surriscaldamento globale

Il riscaldamento globale restringe gli habitat e gli areali degli uccelli marini, costringendoli a compiere viaggi oceanici ancora più lunghi per poter sopravvivere.

Immagine
Una coppia di albatros sopracciglineri (Thalassarche melanophris)

Gli albatros attraversano interi oceani sfruttando il vento, le berte volano per migliaia di chilometri sopra il mare aperto e i piccoli uccelli delle tempeste riescono a vivere per mesi lontano dalla terraferma. Gli uccelli marini sono tra gli animali più strettamente legati agli oceani, ma anche per loro la crisi climatica sta diventando un problema sempre più difficile da affrontare.

Secondo infatti un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, il riscaldamento globale sta progressivamente restringendo le aree di oceano adatte a molte specie di uccelli marini. E in risposta alle temperature oceaniche sempre più alte, gli animali sembrano reagire abbandonando i territori abituali perché costretti a volare sempre più lontano per trovare condizioni più favorevoli.

Come gli uccelli marini si adattano al clima che cambia: un'analisi su oltre 120 specie

Immagine
Un uccello delle tempeste culbianco (Oceanites gracilis), tra le specie più a rischio a causa del surriscaldamento degli oceani

La ricerca è stata condotta dagli scienziati dell'Università di Reading, in Inghilterra, che hanno analizzato oltre 120 specie appartenenti all'ordine dei procellariformi, il gruppo di uccelli che comprende albatros, berte, petrelli e uccelli delle tempeste. Per capire come questi animali abbiano reagito ai cambiamenti climatici del passato, i ricercatori hanno combinato alberi evolutivi, dati climatici antichi e informazioni sulle temperature oceaniche.

Gli studiosi hanno così scoperto che, durante i periodi di rapido aumento delle temperature, gli uccelli marini non diventavano più piccoli, come invece accade ad alcuni pesci e ad altri organismi oceanici. A cambiare era soprattutto la loro distribuzione geografica: le aree occupate dalle specie si riducevano e le distanze percorse aumentavano.

Gli uccelli marini sono già sopravvissuti in passato a grandi cambiamenti climatici, spiegano gli autori all'interno del loro studio, ma mai alla velocità che stiamo osservando oggi. Secondo gli scienziati, infatti, il vero problema non è soltanto il fatto che il clima si stia riscaldando troppo, ma soprattutto la rapidità con cui sta avvenendo questo cambiamento. A questi ritmi forsennati, le specie non hanno il tempo di adattarsi.

Quando il mondo diventa più caldo gli areali si restringono

Immagine
Quando gli oceani diventano troppo caldi, gli areali molti uccelli marini si restringono. In foto una berta minore (Puffinus yelkouan), specie presente anche in Italia

I risultati dello studio mostra infatti che le specie esposte ai cambiamenti di temperatura più rapidi nel corso della loro storia evolutiva sono quelle che oggi possiedono gli areali più piccoli. Con "areale" si indica l'area geografica in cui una specie vive e si riproduce. Più questo spazio si restringe, più aumenta il rischio che gli animali abbiano difficoltà a trovare cibo, partner e luoghi sicuri per nidificare.

Secondo i ricercatori, il ritmo attuale del riscaldamento degli oceani è circa 10mila volte più veloce rispetto a quello a cui gli uccelli marini si sono adattati nel corso di milioni di anni. In passato, queste specie affrontavano aumenti medi di circa 0,00002 °C per decennio. Oggi gli oceani si stanno scaldando di circa 0,13 °C ogni dieci anni.

Nello scenario più favorevole, con emissioni quindi più basse, le perdite di habitat sarebbero più contenute e coinvolgerebbero un numero minore di specie. Nel peggiore degli scenari climatici, invece, oltre il 70% degli uccelli marini studiati vedrebbe restringersi il proprio areale. E le specie costrette a perdere più territori sarebbero anche quelle obbligate a compiere i viaggi più lunghi e rischiosi per poter sopravvivere.

Quali specie rischiano l'estinzione a causa del surriscaldamento globale

Immagine
A questi ritmi, uccelli già minacciati come il petrello delle Galápagos (Pterodroma phaeopygia) rischiano seriamente l’estinzione

Tra gli uccelli considerati più a rischio ci sono il petrello delle Galápagos (Pterodroma phaeopygia), considerato già a un passo dall'estinzione, ma anche la berta di Jouanin (Bulweria fallax), quella di Newell (Puffinus newelli) e l'uccello delle tempeste culbianco (Oceanites gracilis), quattro specie che secondo i ricercatori potrebbero addirittura avvicinarsi pericolosamente all'estinzione se il riscaldamento globale continuerà ai ritmi attuali.

Gli uccelli marini sono purtroppo già oggi tra i gruppi più minacciati del pianeta. Oltre all'aumento delle temperature devono infatti affrontare anche inquinamento, pesca intensiva, plastica, catture accidentali in ami e reti da pesca, specie aliene invasive introdotte dagli umani e distruzione delle aree di nidificazione.

La loro scomparsa avrebbe inoltre conseguenze importanti anche per gli ecosistemi oceanici. Questi uccelli trasportano infatti nutrienti tra mare e terra, occupano un ruolo importante all'interno delle catene alimentari e sono indicatori preziosi dello stato di salute degli oceani. Quando gli uccelli marini iniziano a sparire o a spostarsi, infatti, spesso significa che qualcosa nell'intero ecosistema marino sta cambiando profondamente. E quasi sempre non mai nulla di positivo.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views