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29 Maggio 2026
15:52

Una nuova specie aliena di gambero è arrivata in Sicilia dal Mar Rosso, Tiralongo: “Potrebbe impattare sulle specie native”

Un nuovo gambero alieno proveniente dal Mar Rosso è arrivato in Sicilia. Gli esperti temono possibili effetti negativi su biodiversità ed ecosistemi locali. Ne abbiamo parlato con Francesco Tiralongo, ittiologo dell'Università di Catania e primo autore di questa scoperta.

Intervista a Francesco Tiralongo
Ittiologo dell'Università di Catania e coordinatore del progetto AlienFish
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Il gambero alieno Trachysalambria palaestinensis, segnalato per la prima volta lungo le coste ioniche siciliane. Immagine da Tiralongo et al., 2026

Le acque del Mediterraneo stanno cambiando rapidamente e sempre più specie aliene tropicali stanno colonizzando i nostri mari. L'ultima segnalazione arriva da Marzamemi, nel Siracusano, dove un gruppo di ricercatori ha documentato per la prima volta nel Mar Ionio italiano la presenza di Trachysalambria palaestinensis, un gambero originario del Mar Rosso e dell'Indo-Pacifico.

La scoperta è stata descritta in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Ecologia Mediterranea e firmato dai ricercatori Francesco Tiralongo, Paola Leotta, Alessio Marrone e Alain Deidun. La specie è stata segnalata grazie alla collaborazione con alcuni pescatori locali coinvolti in un progetto di monitoraggio delle specie aliene marine.

Questa nuova specie aliene è solo l'ultima nella lunga lista di quelle che stanno effettuando la cosiddetta migrazione lessepsiana, ovvero tutti quegli organismi che si stanno spostando dal Mar Rosso nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Negli ultimi decenni, infatti, l'apertura e l'ampliamento del canale hanno favorito l'arrivo nei nostri mari di numerose specie tropicali, un fenomeno accelerato anche dall'aumento delle temperature marine come l'ormai famigerato pesce scorpione (Pterois miles) e il pesce palla argenteo (Lagocephalus sceleratus)

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I quattro individui segnalati da alcuni pescatori locali. Immagine da Tiralongo et al., 2026

"Trachysalambria palaestinensis è una nuova specie aliena per le acque ioniche della Sicilia e per lo Ionio italiano in genere", spiega a Fanpage.it l'ittiologo Francesco Tiralongo dell'Università di Catania e primo autore dello studio. "Si tratta di un gambero lessepsiano, quindi una specie che è arrivata tramite il Canale di Suez dal Mar Rosso e che sta colonizzando adesso anche le acque ioniche della Sicilia".

Gli studiosi hanno documentato quattro individui catturati accidentalmente tra il 2021 e 2025 durante la pesca con reti utilizzate soprattutto per le seppie. Anche se il numero può sembrare limitato, il fatto che la specie sia stata segnalata più volte nel corso degli anni suggerisce che potrebbe essersi ormai già naturalizzata nell'area.

"In passato era già stato segnalato in altre aree siciliane, ma adesso abbiamo documentato in diversi anni la presenza di questa specie anche per le coste ioniche", sottolinea infatti Tiralongo. "Questo indica chiaramente che la specie ormai si è stabilita nell'area e potrebbe impattare negativamente competendo con specie native, come per esempio la nostra comune mazzancolla".

Secondo i ricercatori, il rischio principale è proprio la competizione con i gamberi autoctoni già presenti nel Mediterraneo. La mazzancolla, una delle specie più comuni ed economicamente importanti anche per la pesca locale, è tra l'altro già minacciata da un altro crostaceo alieno, il gambero atlantico Penaeus aztecus, arrivato in questo caso dall'oceano Atlantico.

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Queste prime segnalazioni arrivano da Marzamemi, lungo la costa ionica siciliana. Immagine da Tiralongo et al., 2026

Gli effetti precisi a lungo termine di questa nuova invasione biologica sono ancora difficili da prevedere: "I possibili effetti negativi che questa nuova specie aliena nel Mar Ionio può avere nelle reti trofiche delle comunità native sono ancora difficili da valutare con esattezza", continua l'ittiologo. "Però quello che sappiamo è che specie aliene come questa mostrano spesso carattere di invasività e possono portare a una destabilizzazione degli ecosistemi".

La scoperta è stata possibile anche grazie alla cosiddetta citizen science, cioè il coinvolgimento diretto dei cittadini nella raccolta di dati scientifici. In questo caso, un ruolo fondamentale lo hanno avuto proprio i pescatori locali che collaborano con il progetto AlienFish coordinato dallo stesso Tiralongo. "Il loro aiuto ci permette di documentare la distribuzione, l'abbondanza e l’arrivo di nuove specie nei nostri mari", conclude l'ittiologo.

Il Mediterraneo, soprattutto nelle sue aree più meridionali e orientali, è oggi uno dei mari più colpiti dalle invasioni biologiche marine. E la Sicilia, per posizione geografica e temperature sempre più elevate, rappresenta uno dei principali punti d'ingresso per moltissime specie tropicali con cui dovremmo abituarci presto, in un modo o nell'altro, a convivere.

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