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13 Aprile 2026
12:33

Il pesce chirurgo di Monrovia avvistato nell’Adriatico: ha due lame taglienti ai lati della coda

Il pesce chirurgo di Monrovia (Acanthurus monroviae) è arrivato per la prima volta anche nell’Adriatico: originario delle coste atlantiche africane, ha due piccole "lame" simili a bisturi ai alti della coda ed è l'ennesimo segnale della tropicalizzazione del Mediterraneo.

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Il pesce chirurgo di Monrovia (Acanthurus monroviae), recentemente avvistato per la prima volta nel Mar Adriatico. Foto da Wikimedia Commons

Il Mar Adriatico ha un nuovo inquilino. Si tratta del pesce chirurgo di Monrovia (Acanthurus monroviae), un nome che richiama la capitale della Liberia e che racconta già molto della sua origine: è infatti una specie tipica dell'Oceano Atlantico tropicale, molto diffusa lungo le coste dell'Africa occidentale.

A renderlo celebre non è però solo la sua origine, ma anche un dettaglio anatomico tipico di questo gruppo di pescie: vicino alla coda possiede una sorta di due piccole "lame" affilate, chiamate spine caudali, simile a bisturi. È da qui che deriva il nome comune "pesce chirurgo".

Queste spine possono causare ferite anche profonde se l'animale viene maneggiato, ma è importante chiarire subito un punto: non è una specie aggressiva e non rappresenta un pericolo per gli esseri umani se lasciata indisturbata.

La prima segnalazione per l'Alto Adriatico

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Un individuo recuperato al larga della Croazia nel 2024. Foto di Matej
Martinović

La presenza di questo pesce nell'Adriatico è stata documentata per la prima volta in una nota scientifica pubblicata nel 2025 da un gruppo di ricercatori croati, tra cui Jakov Dulčić, Pero Ugarković, Jure Miočić-Stošić e Pero Tutman. Le segnalazioni arrivano da piattaforme internazionali come Invasivesnet e REABIC, utilizzate da scienziati di tutto il mondo per monitorare la diffusione delle specie aliene.

Il primo avvistamento risale al 2 giugno 2024, nei pressi di Kostrena, in Croazia. Un individuo è stato osservato mentre "brucava" alghe su un fondale roccioso a pochi metri di profondità, tra i 3 e i 5 metri. Il comportamento era piuttosto tipico di questo gruppo di pesci: si muoveva all’interno di un’area limitata, tornando più volte negli stessi punti e mostrando una certa territorialità verso altri pesci più piccoli.

Con il passare delle settimane, le osservazioni si sono poi moltiplicate. Non più un caso isolato, quindi, ma una presenza sempre più stabile, tanto da suggerire che questa specie abbia ormai iniziato a naturalizzarsi e a stabilirsi definitivamente anche nell'Alto Adriatico.

Da dove arriva e come è fatto il "nuovo" pesce chirurgo

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Ai lati della coda, in corrispondenza delle macchie gialle, possiede due spine affialate usate a scopo difensivo. Foto da Wikimedia Commons

Il pesce chirurgo di Monrovia è originario delle coste atlantiche africane. È entrato nel Mar Mediterraneo passando attraverso lo Stretto di Gibilterra, il principale collegamento naturale tra Atlantico e Mediterraneo. Le prime segnalazioni nel Mediterraneo risalgono già agli anni 80, lungo le coste della Spagna.  Da quel momento, la specie si è progressivamente espansa verso est, comparendo anche nel bacino orientale, per esempio lungo le coste di Israele già negli anni 90. Oggi, questo lento avanzamento lo ha portato fino all'Alto Adriatico.

Acanthurus monroviae ha l'aspetto tipico della maggior parte dei pesci chirurgo, ovvero le specie appartenenti alla famiglia Acanthuridae. La forma è ellittica e compressa lateralmente, ricoperta da piccole scaglie. Può raggiungere anche i 40-50 centimetri di lunghezza e il corpo ha una colorazione brunastra, con la testa più scura, attraversata da sottili linee longitudinali gialle e blu-violacee. Sui fianchi spiccano due macchie gialle ovali, proprio in corrispondenza delle spine taglienti.

La bocca è piccola, con "labbra" spesse, adattata a una dieta prevalentemente erbivora: si nutre soprattutto di alghe, che raschia dalle rocce. La coda, a forma di mezzaluna, lo rende un nuotatore piuttosto agile.

Non è un caso isolato: il Mediterraneo è sempre più "tropicale"

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Sono ormai sempre più numerose le specie tropicali che si stanno diffondendo nel Mediterraneo, tra cui il pesce scorpione (Pterois miles)

L’arrivo recente di Acanthurus monroviae nel Meditarraneo non è purtroppo un episodio isolato. Nel Mare Nostrum, e anche lungo le coste italiane, è incorso ormai da decenni una vera e propria "invasione" di specie aliene provenienti da diverse parti del mondo, e non solo tra i pesci. Alcune arrivano via nave attraverso le rotte commerciali internazionali, altre "entrano" da Gibilterra proprio come il pesce chirurgo, altre ancora passano per il canale di Suez partendo dal Mar Rosso.

Dall'Atlantico, oltre a questo e altre specie di pesce chirurgo, sono infatti arrivate anche pesci come il barracuda boccagialla (Sphyraena viridensis), chiamato ormai anche "mediterraneo" e sempre più comune anche lungo le coste italiane. Dal Mar Rosso, sono invece entrate numerose specie tropicali: è il caso del pesce coniglio (Siganus luridus), del pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus) del pesce scorpione (Pterois miles) e di altri pesci chirurgo, come Acanthurus xanthopterus segnalati occasionalmente.

Alla base di questo fenomeno c'è soprattutto un processo noto come "tropicalizzazione del Mediterraneo". In parole semplici, il nostro mare si sta lentamente riscaldando, creando condizioni sempre più favorevoli per specie abituate a temperature più alte. Questo cambiamento, conseguenza del riscaldamento globale, permette a pesci tropicali di sopravvivere e riprodursi anche in aree dove prima non riuscivano a insediarsi.

A questo si aggiungono naturalmente anche molti altri fattori, come il traffico marittimo e l'apertura di nuove rotte commerciali, che facilitano la dispersione accidentale di specie aliene.

Una nuova specie con cui dovremmo abituarci a convivere

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Il pesce chirurgo Acanthurus xanthopterus, avvistato anche in Sicilia nel 2024

Per via delle sua spine caudali, alcuni stanno presentando questa specie come un animale da temere e da cui stare alla larga. È bene però ribadire che il pesce chirurgo di Monrovia non è una specie aggressiva. Come tutti gli altri altri pesci della famiglia Acanthuridae, utilizza le sue spine caudali solo a scopo difensivo. Per i sub e i bagnanti vale quindi la regola generale da rispettare con qualsiasi animale selvatico: osservare senza disturbare.

La sua crescente presenza, piuttosto, è l'ennesimo e preoccupante segnale dei cambiamenti in atto nel Mediterraneo. Studiare queste nuove specie aiuta i ricercatori a capire come stanno evolvendo gli ecosistemi marini e quali potrebbero essere gli effetti immediati e futuri sulla biodiversità. Nel frattempo, come per gli altri chirurgo, il pesce scorpione, il pesce palla e tutte le altre specie arrivate recentemente nei nostri mari, dobbiamo abituarci a conviverci. Il nostro mare sta cambiando rapidamente, così come i suoi abitanti.

Bibliografia
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