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28 Luglio 2026
19:53

Un’aquila cova due uova di oca credendole sue, ma finisce per predare uno dei piccoli

Un'aquila coronata ha covato due uova di oca egiziana credendole proprie. I ricercatori raccontano un caso unico che si è però concluso con un tragico epilogo: il primo paperotto ha abbandonato il nido, il secondo è stato infine predato dalla "mamma adottiva" che lo aveva covato.

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Il nido di aquila coronata con tre uova all'interno: una del rapace, due di oca egiziana. Foto da Sumasgutner et al., 2026

Un'aquila che cova con dedizione due uova che non sono sue, le protegge per settimane e, una volta schiuse, cerca perfino di nutrire i piccoli. È quello che hanno osservato alcuni ricercatori in Sudafrica in un caso tanto unico quanto istruttivo, descritto in una nota pubblicata sul Journal of Raptor Research. La storia, però, non ha avuto il lieto fine sperato: uno dei piccoli è morto proprio per mano della "mamma adottiva" che lo aveva inconsapevolmente allevato.

I protagonisti di questa storia sono una coppia di aquile coronate (Stephanoaetus coronatus), uno dei rapaci più maestosi dell'Africa subsahariana, e l'oca egiziana (Alopochen aegyptiaca), una specie presente ormai anche qui in Europa che di solito ruba i nidi ad altri uccelli, ma che talvolta depone le sue uova in quelli degli altri senza scacciare i legittimi proprietari.

Un nido di aquila e un'oca che di nascosto depone le sue uova

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L'episodio è avvenuto nel 2025 in Sudafrica in un nido di aquila coronata (Stephanoaetus coronatus), uno dei rapaci più maestosi dell’Africa subsahariana

L'episodio è stato osservato nella riserva di Zimbali Estate, a nord-est delle città di Durban, dove da anni un gruppo di ricercatori monitora le aquile coronate attraverso telecamere installate nei loro nidi. Nell'estate del 2025 una coppia di aquile aveva iniziato a preparare il nido e aveva anche già deposto un proprio uovo. Tuttavia, durante un momento di assenza di entrambi i rapaci, una femmina di oca egiziana è riuscita a entrare nel nido e a deporre due uova.

Quando le aquile sono tornate, apparentemente non si sono accorte di nulla e non hanno mostrato alcun comportamento di rifiuto. La femmina ha semplicemente iniziato a covare tutte e tre le uova come se appartenessero alla propria covata. Secondo gli autori dello studio, si tratta del primo caso documentato di questo tipo nell'aquila coronata.

Le oche egiziane e "l'usurpazione" di nido

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Le oche egiziane (Alopochen aegyptiaca) spesso si impossessano dei nidi altrui e talvolta depongono le uova in quelli occupati da altri uccelli

Le oche egiziane hanno un comportamento riproduttivo estremamente flessibile e adottano diverse strategie di nidificazione. Possono costruire un proprio nido come la maggior parte degli uccelli, deporre all'interno di cavità già esistenti o possono impossessarsi in maniera aggressiva dei nidi altrui. Questo comportamento è noto anche come "nest usurpation", ma a differenza del parassitismo di cova, come quello praticato dal cuculo, non prevede necessariamente che i piccoli vengano allevati in maniera sistematica da altri uccelli.

Piuttosto, l'oca egiziana approfitta dei nidi altrui occupandoli temporaneamente, oppure deponendo le proprie uova quando i proprietari sono assenti. I piccoli di questa specie, infatti, una volta schiusi sono già in grado di cavarsela da soli e non hanno bisogno di grosse cure parentali da parte dei genitori e sanno già nutrirsi appena nati.

Le oche egiziane, come del resto quasi tutte le oche, sono inoltre uccelli estremamente aggressivi e territoriali e riescono quasi sempre a "usurpare" i nidi altrui occupandoli definitivamente. Nelle aree dove la specie è stata introdotta dagli esseri umani, come qui in Europa, questo comportamento può perciò creare non pochi problemi problemi ad altri rapaci di medie dimensioni, costretti a competere (e spesso a perdere) per i siti di nidificazione.

L'aquila ha trattato i piccoli come fossero suoi

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L'aquila mentre osserva il pulcino di oca egiziana appena uscito dall'uovo. Foto da Sumasgutner et al., 2026

Alla fine di agosto le due uova di oca si sono poi schiuse. Le immagini riprese dalle telecamere mostrano l'aquila mentre cerca di offrire loro del cibo, un comportamento del tutto normale nei confronti dei propri pulli, spinto dall'innato desiderio di prendersi cura dei piccoli nel proprio nido. I pulcini di oca, tuttavia, non reagiscono come farebbe un giovane rapace. Le oche sono infatti una specie nidifuga: appena nati i piccoli sono già ricoperti di piumino, vedono, camminano e di solito seguono i genitori quasi subito.

I rapaci, al contrario, nascono completamente dipendenti dai genitori e rimangono nel nido per molte settimane. Per questo motivo i due paperotti rifiutavano il cibo portato dall'aquila e cercavano invece di muoversi autonomamente.

Il tragico finale: alla fine l'aquila ha predato uno dei paperotti

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Il secondo pulcino di oca mentre si arrampica sulla schiena dell'aquila. Foto da Sumasgutner et al., 2026

Il primo piccolo ha lasciato il nido dopo appena due giorni, lanciandosi nel vuoto da circa 30 metri di altezza. Può sembrare impressionante, ma è un comportamento del tutto normale per molte specie di anatre e oche: i genitori di solito richiamano i piccoli da terra e il soffice piumino attutisce l'impatto della caduta. Non è chiaro poi che fine abbia fatto, ma almeno per lui ci piace pensare che sia in qualche modo riuscito a cavarsela.

Il secondo paperotto, invece, è rimasto più a lungo nel nido. L'aquila continuava a raccoglierlo sotto il proprio corpo, come farebbe con un proprio piccolo per proteggerlo. Quando poi il piccolo è salito sulla schiena dell'aquila, il comportamento della femmina è cambiato improvvisamente. Lo ha attaccato e ucciso, probabilmente perché quel comportamento anomalo e imprevisto (un suo pullo non l'avrebbe mai fatto) ha fatto scattare l'istinto predatorio che normalmente riserva verso le prede.

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Il primo pulcino di oca ha lasciato il nido e on è chiaro che fine abbia fatta. Il secondo, invece, è stato infine predato dall'aquila

Per gli studiosi questo episodio mostra quanto i comportamenti innati degli animali – quelli che venivano una volta chiamati istinti – possano essere allo stesso tempo molto rigidi e sorprendentemente flessibili. L'aquila ha accettato e covato uova appartenenti a una specie completamente diversa senza riconoscerle come estranee, dimostrando una notevole tolleranza. Allo stesso tempo, però, il caso evidenzia anche i possibili effetti negativi della crescente diffusione dell'oca egiziana sulle altre specie.

Dove è presente soprattutto come specie aliena invasiva (come qui in Europa), l'usurpazione dei nidi può rappresentare un problema serio per diversi rapaci, costretti a condividere o addirittura perdere i propri siti di riproduzione. Alla fine, infatti, l'unico vero uovo dell'aquila si è rotto, decretando il fallimento della nidificazione.

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