
C'è una specie sul Pianeta che decisamente è poco nota ai più. Si tratta degli opilioni, creature simili ai ragni che ora possono aiutarci a svelare le sorprendenti origini della paternità.
Questi animali appartengono alla classe degli aracnidi ma, per quanto siano molto simili per aspetto e caratteristiche, non sono ragni e la loro fisiologia è di grande interesse per gli scienziati soprattutto per come mettono in pratica le cure parentali nei confronti delle loro uova.
Un team di ricercatori, grazie all'utilizzo della cosiddetta citizen scienze, ovvero il contributo che viene dato alle scoperte attraverso il coinvolgimento delle persone comuni, ha ora scoperto in cosa consiste il particolare comportamento che hanno gli opilioni nel proteggere le loro uova.
Nello studio curato da alcuni esperti della Linnean Society è stato reso noto che le cure materne e paterne di questi aracnidi si sono evolute secondo percorsi evolutivi differenti. Il progetto, completato in pochi giorni grazie all'aiuto di dati pubblici utilizzando la piattaforma iNaturalist, dimostra come la scienza partecipativa stia trasformando la ricerca biologica su scala globale. L'insieme di dati raccolti dai ricercatori e ampliato dalle segnalazioni ha infatti permesso di ricostruire, per la prima volta, il comportamento delle femmine e dei maschi rispetto alla prole all'interno della superfamiglia Gonyleptoidea.
Ciò che è emerso è che mentre le cure materne si sono evolute solo da specie che non mostravano cure parentali, in linea con i modelli precedentemente osservati negli insetti, quelle paterne hanno seguito due percorsi evolutivi differenti. Sono sorte o direttamente da specie prive di cure parentali o da specie in cui le femmine proteggevano già le uova.
Questo risultato significa che le femmine, nel corso del tempo, hanno scelto di accoppiarsi solo con maschi capaci di badare alla prole, con maggiore attitudine praticamente alle cure parentali, rendendo inutili quelli che invece non avevano questa caratteristica.
Glauco Machado, autore principale dello studio, ha spiegato: "In natura, le cure parentali sono molto rare e questo comportamento si è evoluto più volte in modo indipendente. Pertanto, studiando gli opilioni possiamo esplorare questioni relative ai fattori che hanno portato all'evoluzione di questo comportamento. In molte specie in cui i maschi si prendono cura della prole da soli, l'attività di cura è un comportamento selezionato sessualmente, il che significa che le femmine preferiscono i maschi che si prendono cura delle uova".
La ricerca sugli opilioni mette ancora una volta in risalto l'importanza della partecipazione delle persone comuni ai progetti di ricerca tanto che la stessa rivista su cui lo studio è stato pubblicato ha intitolato così l'articolo: "Un piccolo passo per i cittadini, un grande passo per la scienza: i dati di iNaturalist migliorano la nostra comprensione dell'evoluzione delle cure parentali in un clade di aracnidi".