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4 Novembre 2026
16:53

Una mostra a Napoli sulla relazione con gli animali. La Garante: “Allargare lo sguardo oltre cani e gatti”

Dalla mostra antispecista “Il Cantico delle Creature” alle criticità nella tutela animale: Francesca Rusciano racconta due anni da Garante dei diritti degli animali del Comune di Napoli, tra volontari senza sostegno e interventi ancora insufficienti.

Intervista a Francesca Rusciano
Garante dei diritti degli animali Comune di Napoli
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L'arte come veicolo per avvicinarsi agli animali, alla natura e all’antispecismo. E' il fine della mostra collettiva a Giugliano, in provincia di Napoli, intitolata “Il Cantico delle Creature”, una collettiva che ha curato Francesca Rusciano, Garante degli animali del comune partenopeo che si avvicina alla fine del suo mandato. Le opere sono state scelte in collaborazione con l’associazione "Arte nei Campi Flegrei", di cui è anche presidente: inaugurata il 31 ottobre, la mostra è visitabile fino al 6 novembre nella Chiesa conventuale Santa Maria delle Grazie e poi si sposterà a Napoli al Maschio Angioino.

Dopo due anni di mandato, Rusciano sta per terminare l'incarico e oltre a parlare dell'iniziativa che ha curato, condivide con Kodami un bilancio relativo al suo ruolo come Garante degli animali del Comune di Napoli.

Perché la scelta di sensibilizzare le persone attraverso delle opere artistiche?

E' un percorso di sensibilizzazione attraverso l’arte che porto avanti da maggio. Siamo partiti nell’ambito del Festival Vegano, insieme a Veganapoli. Abbiamo pensato che l’arte è uno strumento per avvicinare le persone al rispetto degli altri animali, riconoscendone il valore e l’individualità, indipendentemente dall’utilità che possono avere per l’essere umano.

Che tipo di opere sono in mostra?

La mostra riunisce oltre venti artisti intorno al rapporto tra essere umano, animali, natura e spiritualità. Nell’anno dell’VIII Centenario del Transito di San Francesco, il suo messaggio di fraternità con le altre creature diventa un’occasione per riflettere su come ci rapportiamo agli animali e sulla responsabilità che abbiamo nei loro confronti.

Che tipo di riscontro avete avuto ad oggi da questo tipo di iniziativa?

Il riscontro più significativo è stato vedere come l’arte riesca ad avvicinare al tema anche persone che non frequentano abitualmente il mondo animalista. Davanti a un’opera ci si ferma, si fa una domanda, si racconta un’esperienza: da lì può nascere una riflessione sul nostro rapporto con gli altri animali. Il percorso ha coinvolto artisti con sensibilità e linguaggi diversi e questa partecipazione è già un risultato importante. Non abbiamo dati per misurare un cambiamento nei comportamenti, ma abbiamo creato occasioni di incontro e confronto. L’obiettivo è far riconoscere gli animali come individui con bisogni propri, capaci di provare dolore, piacere e di costruire relazioni.

L'esposizione arriverà poi a Napoli, in concomitanza con la fine del suo mandato come Garante degli animali del Comune

Sì: la tappa di Giugliano fa da ponte verso l’evento conclusivo che sto preparando al Maschio Angioino di Napoli, in occasione della conclusione del mio mandato come Garante per la tutela degli animali. Sarà un ulteriore momento di incontro con la cittadinanza attraverso l’arte, per dare continuità a questo impegno e coinvolgere artisti, associazioni e cittadini.

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Francesca Rusciano

Che bilancio fa?

È un bilancio di impegno intenso, ma anche di consapevolezza di quanto resti da fare. Ho cercato di essere un punto di ascolto per cittadini e volontari e di portare le loro segnalazioni all’attenzione degli uffici e degli enti competenti, sollecitando risposte e favorendo il confronto.

Una parte importante del lavoro riguarda situazioni poco visibili: una colonia felina a cui vengono tolte le ciotole, animali per i quali manca un intervento tempestivo, volontari che non sanno più a chi rivolgersi. Sono problemi che incidono concretamente sulla vita degli animali e di chi li accudisce.

Ho toccato con mano anche i limiti del ruolo: il Garante può proporre, segnalare e sollecitare, ma l’attuazione degli interventi dipende dagli enti competenti. Per questo considero essenziale dare continuità al dialogo e costruire procedure che funzionino anche oltre la singola persona che ricopre l’incarico. Il percorso artistico che si concluderà al Maschio Angioino nasce anche da questa volontà di lasciare un messaggio culturale duraturo.

Quali sono i temi su cui è necessario puntare ancora l’attenzione rispetto alla tutela e al benessere degli animali?

La prevenzione deve diventare una priorità: sterilizzazioni programmate e accessibili, contrasto all’abbandono, educazione alla convivenza e interventi tempestivi sulle situazioni di incuria. Occorre sostenere concretamente le colonie feline e chi le accudisce, garantendo condizioni adeguate, possibilità di alimentare e abbeverare gli animali e supporto nelle catture necessarie per le sterilizzazioni. Anche l’accesso alle cure veterinarie per le persone in difficoltà economica merita maggiore attenzione: la mancanza di risorse può trasformare una patologia curabile in una situazione grave.

È necessario inoltre allargare lo sguardo oltre cani e gatti, includendo gli animali selvatici e quelli impiegati nelle attività produttive, nel lavoro e nell’intrattenimento. La sensibilizzazione antispecista serve proprio a interrogarci sul diverso valore che attribuiamo alle vite degli animali a seconda della specie.

Quali sono le maggiori difficoltà che le sono state rappresentate dal mondo del volontariato durante il mandato?

La difficoltà che emerge più spesso è il senso di essere lasciati soli. Molti volontari sostengono spese per cibo, cure, trasporti ed emergenze, mettendo a disposizione tempo e risorse personali. Mi vengono segnalate difficoltà nell’ottenere catture in sicurezza per le sterilizzazioni, nell’individuare un interlocutore per un animale ferito o malato e nel ricevere risposte in tempi adeguati. A questo si aggiungono i conflitti con chi ostacola la gestione delle colonie, rimuove le ciotole o contesta la presenza degli animali.

La disponibilità dei volontari è preziosa, ma ha bisogno di un sostegno organizzato. Servono referenti chiari, procedure comprensibili e una collaborazione stabile tra amministrazione, servizi veterinari e associazioni. Chi si prende cura degli animali deve poter contare su una rete, senza dover ricominciare da zero a ogni emergenza.

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