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4 Novembre 2026
9:53

Il caso del canile di Luogosano. Le volontarie: “Adozioni bloccate”. Zabatta: “Non ostacolare chi aiuta i cani”

Le volontarie denunciano casi di adozioni bloccate al canile di Luogosano, in provincia di Avellino, per ostacoli burocratici. A Kodami parla l'assessora regionale Fiorella Zabatta, che annuncia una richiesta di chiarimenti all'Asl.

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Uno dei cani del canile di Luogosano

Il canile di Luogosano, in provincia di Avellino, si chiama La Casa di Billy S.r.l.. E' una struttura gestita da un privato, come tante che ci sono in diverse parti d'Italia e che, soprattutto al Sud, rappresenta un luogo a cui afferiscono i cani senza persone di riferimento di moltissimi Comuni dell'area. A Luogosano arrivano animali di oltre 50 cittadine della zona e anche del Salernitano e basta scorrere il sito della struttura per capire quanti animali che sono lì rischiano di passare dentro dei box il resto della loro vita.

A dare supporto agli operatori e al gestore per garantire il benessere degli almeno 300 cani presenti, a Luogosano operano volontarie di diverse associazioni come la Lega del Cane, l'Oipa e Paola Guarino di "Ciotole piene, pance felici". E' stata lei a contattare Kodami per raccontare quello che sta succedendo: un blocco burocratico da parte di alcuni veterinari dell'Asl locale delle adozioni a causa dell'interpretazione della Legge regionale numero 3 della Campania dell'11 aprile 2019 che regola le "Disposizioni volte a promuovere e a tutelare il rispetto ed il benessere degli animali d'affezione e a prevenire il randagismo".

Le volontarie: "Adozioni bloccate per questioni burocratiche, così si impedisce ai cani di avere una famiglia"

"Si stanno verificando sempre più casi in cui la Asl, in particolare quella di Ariano Irpino, nega il trasferimento di proprietà agli adottanti effettivi di cani che ci siamo fatte intestare per garantire loro un futuro in famiglie del Nord da noi già valutate come adatte – spiega Guarino – Ci dicono che così abbiamo aggirato la legge e che è il ‘proprietario' finale che deve venire di persona a prendere il cane. Ora chiaramente questa cosa significherebbe obbligare le persone a lunghi viaggi e di fatto impedisce che si possa dare un futuro a animali condannati a una vita in canile. Il paradosso è che noi siamo anche d'accordo a cercare una soluzione diversa che sia garanzia di trasparenza ma che consenta però realmente di velocizzare i processi di adozione e non di bloccarli come sta avvenendo, considerando poi che ci sobbarchiamo di tutti gli oneri con tanto di organizzazione del viaggio, accompagnando i cani, garantendo la buona riuscita dell'adozione e tutelando gli animali e le famiglie di destinazione che invece rimangono bloccate in un limbo in cui appunto non possono poi ottenere la proprietà del cane che hanno scelto".

A sostegno delle volontarie è intervenuto anche Michele Visone, Presidente Nazionale di “Assocanili”, l'Associazione Nazionale dei Gestori delle strutture di ricezione degli animali domestici che ha inviato una nota molto dettagliata all'Unità Operativa Dirigenziale Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria della Direzione Generale per la Tutela della Salute ed il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale. Nella pec, Visone solleva la questione in base alle segnalazioni che ha ricevuto e sottolinea che "la struttura subordinerebbe la consegna degli animali alla presenza personale dell'adottante, escludendo la possibilità che il ritiro materiale venga effettuato da un volontario o da altro soggetto appositamente delegato, che effettua puntualmente nei giorni successivi la consegna del cane, anche quando quest'ultimo sia munito di delega scritta, copia dei documenti di identità dei soggetti interessati e regolare documentazione relativa all'affido. Secondo quanto riferito dai segnalanti, tale modalità operativa determinerebbe rilevanti difficoltà organizzative, soprattutto nei casi in cui l'adottante risieda a notevole distanza dalla struttura, ostacolando di fatto la conclusione di percorsi adottivi già avviati. È stato altresì rappresentato che analoghe difficoltà potrebbero essere riconducibili, in tutto o in parte, a indicazioni o prassi riconducibili al servizio veterinario dell'ASL competente".

L'assessora regionale al benessere degli animali: "Le regole e le procedure non devono essere un ostacolo per chi vuole offrire a un cane una nuova famiglia"

Abbiamo contattato l'Asl di Avellino e siamo ancora in attesa di risposta, ma nel frattempo ci siamo rivolti direttamente a Fiorella Zabatta, Assessora della Regione Campania con delega alla Tutela degli animali e al Benessere animale per chiederle come e se ritiene intervenire su un caso che sembra atipico ma che purtroppo invece rappresenta uno dei tanti ostacoli che i volontari devono affrontare ogni giorno. "Le difficoltà segnalate intorno alle adozioni dei cani del canile di Luogosano meritano attenzione e un approfondimento. Le regole e le procedure devono avere un obiettivo chiaro: tutelare gli animali, garantire la sicurezza delle adozioni e assicurare trasparenza. È altrettanto importante, però, che non diventino un ostacolo per chi vuole offrire a un cane una nuova famiglia".

Zabatta dunque non ha dubbi rispetto a quanto sollevato dalle stesse volontarie e a loro si rivolge, ma anche a chiunque operi sul territorio locale per il benessere degli animali, quando aggiunge che "il loro lavoro è prezioso e merita il sostegno delle istituzioni. Sono spesso proprio la loro dedizione e il loro impegno a offrire a tanti animali la possibilità di una nuova vita".

Rispetto alle leggi che diventano un ostacolo, anche il presidente di Assocanili, sempre nella sua nota inviata alla Regione, ricordava nello specifico di quello che sta accadendo che "dall'esame delle disposizioni della Legge regionale n. 3/2019 non risulta individuato un espresso divieto generale di effettuare la consegna materiale di un cane all'adottante finale per il tramite di un soggetto munito di regolare delega. La disciplina regionale in materia di adozione appare, invece, orientata a garantire la destinazione definitiva dell'animale a una famiglia, la corretta custodia e il rispetto delle condizioni di benessere, oltre alla regolare identificazione e registrazione dell'animale. Si ritiene pertanto necessario chiarire se l'obbligo di presenza personale dell'adottante costituisca una prescrizione espressamente prevista da una disposizione normativa o regolamentare, da un provvedimento dell'autorità sanitaria competente, da un regolamento comunale o da una specifica clausola della convenzione che disciplina la gestione della struttura".

In buona sostanza, la regola non è chiara e ciò consente che ognuno la interpreti poi a suo modo. Ma nulla giustifica una chiusura tale che impedisce a una famiglia di accogliere un cane e a chi opera nel volontariato di vedersi ostacolato a fronte di impegni che si prendono solo e soltanto per dare una vita dignitosa a animali che rimarrebbero confinati nei box per tutta la vita.  "Per questo mi sono attivata per chiedere chiarimenti alla ASL di competenza e agli uffici interessati – aggiunge a Kodami l'Assessora – così da comprendere meglio le procedure adottate e verificare eventuali criticità. Su una cosa non ci possono essere dubbi: la tutela degli animali deve restare la priorità. Le regole sono necessarie, ma devono essere sempre al servizio del loro benessere e favorire adozioni sicure e responsabili. Perché ogni cane e ogni animale merita la possibilità di trovare una famiglia".

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