
Un ordine esecutivo che potrebbe decretare la condanna a morte per l'intera popolazione di lupi grigi in Usa e anche per il lupo messicano, entrambe specie a rischio di estinzione. E' quello che ha firmato Donald Trump, revocando in buona sostanza la protezione di cui godevano questi animali nel paese a stelle e strisce.
Importante per capire la portata di questa decisione è sapere quanti individui esistono sul territorio statunitense che ora rischiano di essere spazzati via dalle doppiette. I lupi grigi sono stimati in un numero che si aggira intorno ai 18.000 esemplari. Si tratta di cifre che secondo gli esperti di fauna selvatica sono in calo drastico rispetto al passato soprattutto per le attività antropiche, in particolare la distruzione dell'habitat operata dagli esseri umani. Questi animali sono classificati come a rischio di estinzione, proprio per le condizioni in cui versa il loro aerale a causa dei danni causati dall'uomo. La loro salvaguardia è da tempo oggetto di scontri tra le associazioni di protezione animale e le lobby agricole e di allevatori che invece vogliono sterminarli. Nel 2022 ci fu infatti un'aspra battaglia per fermare il tentativo di rimuovere la specie tra quelle protette a livello federale.
Ancora più delicata è la situazione del raro lupo messicano. "La sopravvivenza del lupo grigio messicano non è dovuta semplicemente alla crescita della popolazione – spiega alla BBC Claire Musser, direttrice esecutiva del Grand Canyon Wolf Recovery Project – Indebolire ora le protezioni federali metterebbe a rischio decenni di lavoro per la sua salvaguardia". Questo carnivoro era scomparso in natura a causa della caccia ed è ritornato solo grazie ad un programma di reintroduzione nel 1998. Il suo aerale è molto limitato, i pochi esemplari liberi vivono infatti solo nelle aree protette del sud-ovest, come la foresta nazionale Apache in Arizona e la foresta nazionale Gila nel Nuovo Messico. Si stima che ad oggi siano solo 319 i lupi messicani in libertà, secondo i dati dello United States Fish and Wildlife Service (FWS), il Servizio per la pesca e la fauna selvatica degli Stati Uniti. Nel 1998 ne erano rimasti sono 4.
L'ordine esecutivo firmato dal Presidente Usa consente agli allevatori di abbattere i lupi come forma di protezione del bestiame. La salvaguardia degli animali è ora appesa al filo delle proteste, soprattutto perché c'è ancora del tempo per arginare gli esiti di una tale attuazione dovendo passare del tempo per l'attuazione effettiva del provvedimento: il decreto infatti non permette immediatamente di imbracciare i fucili. Secondo la legge locale, infatti, toccherà al Segretario degli Interni Doug Burgum entro 90 giorni di stabilire se le popolazioni di lupo grigio e lupo messicano comprendano un un numero tale di individui tali da giustificarne la rimozione dalla lista delle specie in via di estinzione.
Il nodo centrale della questione in ogni caso è da ritrovare nel consumo di carne bovina che fanno gli americani. Il legame con il lupo è puntualmente attribuito alle predazioni sul bestiame degli allevatori, ma le associazioni animaliste e ambientaliste americane su questo argomento sottolineano diversi aspetti contraddittori, mettendo in evidenza il fatto che Trump in questo modo strizzi l'occhio ad una lobby che lo sostiene politicamente. L'amministrazione attuale sta da tempo cercando di contenere i prezzi record della carne bovina per i consumatori che sono a livelli altissimi per motivi ben diversi dalla convivenza con il lupo, in primis a causa dalla siccità e pure di un'epidemia di parassiti negli allevamenti. Il Wolf Conservation Center ad esempio ha sottolineato che secondo il sistema attuale, gli allevatori hanno diritto a un risarcimento fino al 100% per le perdite di bestiame causate dai lupi, con i singoli Stati che forniscono finanziamenti per programmi di dissuasione dagli attacchi. Ciò significa che una forte protezione rispetto ai casi di predazione è già prevista e che allargare le maglie significa solo mettere in atto una campagna di sterminio che ha effetti a livello mediatico per dimostrare alla lobby di riferimento di volerle essere accanto a livello politico a fronte, chiaramente, di una strage di animali che non è giustificata da esigenze reali.