
Un turista di 57 anni è stato ferito da un cervo dopo essersi avvicinato all'animale per scattare una foto. È successo a Villetta Barrea, in provincia dell'Aquila, all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. L'uomo è stato soccorso e trasportato in eliambulanza all'ospedale dell'Aquila, dove gli è stato riscontrato un trauma addominale.
Purtroppo non si tratta di un episodio isolato. Solo poche settimane fa, a Scanno, due persone erano state caricate da alcuni cervi dopo essersi avvicinate agli animali per dare loro da mangiare, accarezzarli o fotografarli. In entrambi i casi gli uomini erano stati scaraventati a terra senza fortunatamente riportare ferite. I due episodi avevano costretto il Comune di Scanno a richiamare l'attenzione sul divieto di avvicinarsi alla fauna selvatica e su quanto possono essere pericolosi questi comportamenti.
Il problema è che un cervo, anche quando appare tranquillo e si lascia avvicinare dalle persone, rimane un animale selvatico, grosso e potenzialmente molto pericoloso. Non è un animale domestico o un'attrazione turistica e la sua tolleranza nei confronti degli esseri umani non deve mai essere interpretata come un invito ad avvicinarsi.
In questo periodo i cervi sono ancora più suscettibili

L'episodio di Villetta Barrea è avvenuto tra l'altro proprio nel periodo in cui i cervi entrano nella stagione degli amori. Tra settembre e ottobre i maschi emettono il caratteristico bramito, un verso rauco e profondo utilizzato per attirare le femmine e comunicare la propria presenza ai rivali. In questo periodo possono anche verificarsi scontri violenti tra gli stessi maschi, che utilizzano i palchi per combattere e guadagnarsi l'accesso alle femmine.
Questo non significa che ogni cervo maschio incontrato in questo periodo sia aggressivo. Significa però che gli animali stanno vivendo una fase particolarmente importante del loro ciclo biologico, sono più suscettibili e devono perciò essere osservati con ancora maggiore cautela e distanza.
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise lo dice chiaramente: i cervi sono ormai una presenza fissa anche in alcuni centri abitati, soprattutto a Villetta Barrea e Civitella Alfedena, ma non bisogna comunque mai avvicinarli, disturbarli o offrire loro cibo. La raccomandazione è sempre la stessa: osservarli in silenzio e da lontano. Non bisogna mai inseguirlo, toccarlo, nutrirlo o cercare di scattare una fotografia a distanza ravvicinata.
Un selfie non vale il rischio: mai avvicinarsi troppo agli animali selvatici

Avvicinarsi a un qualsiasi animale selvatico per scattare un selfie da pubblicare sui social espone infatti sempre a un rischio inutile, oltre che facilmente evitabile. Un cervo, anche se appare tranquillo, rimane un animale grande e potente e può reagire in maniera imprevedibile se si sente minacciato. Lo stesso vale per il cibo: dare da mangiare agli animali selvatici può renderli ancora più confidenti verso le persone, aumentando così il rischio di incidenti e di conseguenze negative per gli stessi animali.
Purtroppo però, episodi del genere si ripetono con una frequenza preoccupante, non solo con i cervi. I social media sono pieni di foto e video di persone che si avvicinano troppo o danno da mangiare a volpi, uccelli e persino cinghiali. Poi, quando l'animale reagisce, la responsabilità ricade quasi sempre sulla stessa fauna selvatica. E si ricomincia a parlare di animali "aggressivi", "pericolosi" o "impazziti", dimenticando che quasi sempre quella reazione è stata innescata da un comportamento umano inappropriato.

Anche a Villetta Barrea, come Scanno, ancora una volta emerge sempre lo stesso problema: persone che sottovalutano questi rischi, considerano gli animali selvatici attrazioni turistiche da immortalare e finiscono poi per farsi male. E non servirebbe chissà quale cultura naturalistica per evitare che ciò accada. Basterebbe seguire una sola regola semplicissima: non avvicinarsi mai a un animale selvatico. Non importa che si tratti di un cervo, di una volpe, di un uccello, di un anfibio o di un piccolo animale apparentemente innocuo.