
La stagione riproduttiva della cicogna bianca in Calabria si è chiusa quest'anno con un nuovo record: sono ben 112 i piccoli nati nella regione, cinque in più rispetto allo scorso anno e uno in più rispetto al precedente primato, stabilito nel 2022 con 111 nascite. Il risultato arriva al termine del consueto monitoraggio annuale condotto nell'ambito del progetto Cicogna bianca in Calabria, portato avanti dalla Lipu per favorire il ritorno e la diffusione della specie. Quest'anno sono inoltre state 38 le coppie che si sono riprodotte, tre in più rispetto all'anno scorso.
Le coppie nidificanti si sono distribuite in tre principali aree: 21 nella Piana di Sibari, 15 nella Valle del Crati e 2 nella Valle dell'Esaro. La maggior parte, 36 su 38, ha scelto di costruire il proprio nido sulle piattaforme artificiali installate dalla Lipu proprio per offrire agli uccelli siti adatti alla riproduzione. Si tratta di strutture piane e solitamente in legno, installate su pali della luce dismessi o su altri supporti, per permettere agli uccelli di costruire in sicurezza il proprio nido.

Dietro questi numeri c'è infatti un lungo lavoro di progettazione e monitoraggio, che viene portato avanti da ornitologi e volontari per supportare il ritorno di una specie un tempo estinta come nidificante in Italia e oggi in rapida e costante espansione in tutto il paese. Ogni anno vengono dedicate oltre 600 ore all'installazione di nuove piattaforme, alla sorveglianza dei nidi e all'osservazione di tutto il ciclo riproduttivo, dalla deposizione delle uova fino all'involo dei piccoli.
"Ci auguriamo che negli anni la popolazione in Calabria possa crescere e ampliare gli areali riproduttivi della specie", ha dichiarato in un comunicato Alessandro Polinori, presidente Lipu, sottolineando il ruolo chiave della regione, che ospita oggi la popolazione più numerosa di cicogne bianche (Ciconia ciconia) dell'Italia peninsulare dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Quest'ultima stagione riproduttiva ha anche permesso di proseguire il lavoro di studio scientifico iniziato nel 2019 con l’ISPRA. Alcune giovani cicogne sono stati inanellati, ovvero marcati con un piccolo anello identificativo che consente di riconoscerli nel tempo e seguirne gli spostamenti. A quattro di queste cicogne sono stati inoltre applicati GPS satellitari, che permettono di seguirne in tempo reale i movimenti e raccogliere così dati utili per ricostruire le rotte migratorie e individuare le aree utilizzate per la sosta durante il lungo viaggio verso l'Africa.
Tutti questi numeri raccontano non soltanto una stagione riproduttiva da record per la Calabria, ma anche una delle storie di conservazione di maggior successo del nostro paese. Un tempo scomparsa come nidificante in Italia, oggi la cicogna bianca è tornata in maniera quasi prepotente. Dalla prima nidificazione accertata nel 1985 in Piemonte, oggi si stimano circa 350-400 coppie distribuite in tutto il paese. Un risultato straordinario ottenuto anche grazie a progetti come questo.