
Un abbraccio, una mano stretta, un bacio. Per noi esseri umani questi sono gesti che aiutano a rassicurare, ridurre le tensioni e rafforzare i legami e l'affetto con le persone a cui teniamo di più. Eppure, non siamo gli unici primati a usare il contatto fisico in questo modo. Anche scimpanzé e bonobo, i nostri parenti viventi più stretti, ricorrono a carezze, abbracci e altri gesti di affetto per rassicurare gli altri e mantenere la pace all'interno del gruppo.
È quanto emerge da uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, che descrive come questi comportamenti, già noti agli scienziati, abbiano una funzione sociale ben precisa: rassicurare, ridurre la tensione e favorire la cooperazione nei momenti di maggiore nervosismo.
Scimpanzé e bonobo usano il contatto fisico per evitare i conflitti

Per capire il ruolo di questi gesti, un gruppo di ricercatori dell'Università di Durham, in Regno Unito, ha osservato cinque gruppi di scimpanzé e bonobo che vivono in due santuari della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia. Gli studiosi hanno creato una situazione in cui le scimmie dovevano competere per una risorsa limitata: dopo aver richiamato i primati con un segnale ormai familiare, hanno messo a disposizione un contenitore pieno di arachidi, una ricompensa molto apprezzata, ma non sufficiente per tutti.
Nei minuti che precedevano l'arrivo del premio, i ricercatori hanno registrato tutti i comportamenti sociali tra i vari individui ed è emerso che gli animali che si erano scambiati più spesso gesti rassicuranti, come abbracci, tenersi per mano o altri contatti fisici, trascorrevano poi molto più tempo a mangiare insieme e meno tempo a litigare per conquistare il posto migliore.
L'effetto era ancora più evidente nei gruppi già caratterizzati da rapporti più tolleranti, pacifici e meno aggressivi, cosa che suggerisce ancora di più come questi gesti contribuiscono a rafforzare i legami sociali proprio quando la tensione sale e aumenta il rischio di un conflitto.
Dai baci alle dita in bocca: gesti che richiedono tanta fiducia

Gli autori descrivono anche alcuni comportamenti particolari osservati soprattutto negli scimpanzé. In alcuni casi, infatti, i maschi infilavano volontariamente le dita nella bocca di un compagno. Può sembrare un gesto curioso, ma per i ricercatori rappresenta una chiara dimostrazione di una forte fiducia reciproca.
Gli scimpanzé, del resto, possono travolta essere tra loro molto aggressivi e violenti, arrivando persino a mettere in atto ciò che più si avvicina al concetto umano di "guerra". Hanno inoltre un morso molto potente e non è così raro che si arrivi persino alla perdita di un dito. Esporre deliberatamente una parte così vulnerabile significa perciò affidarsi completamente all'altro individuo.
Anche alcuni particolari comportamenti assimilabili a un bacio – comparso per la prima volta nei nostri antenati primati circa 20 milioni di anni fa – erano più frequenti nei gruppi più pacifici. Secondo i ricercatori, questi contatti rassicuranti funzionano perciò come uno strumento flessibile per allentare la tensione nell'immediato, disinnescare il nervosismo e favorire così una maggiore tolleranza reciproca tra i vari membri del gruppo.
Un linguaggio fisico condiviso da milioni di anni

Scimpanzé e bonobo condividono con noi una parte molto importante della loro storia evolutiva. Il ramo evolutivo che ha portato a noi si è separato da quello di scimpanzé e bonobo "appena" 6-7 milioni di anni fa. Questo significa che osservando queste specie così simili a noi è un po' come guardare indietro nel tempo e riuscire a osservare – almeno in parte – tutti quei comportamenti che noi e loro abbiamo ereditato da un antenato in comune.
Tutto questo è vero per molti aspetti della biologia e della vita di scimpanzé e bonobo, dalle abilità sociali a quelle cognitive, passando per la capacità di fabbricare e utilizzare strumenti, saper provare empatia, avere cultura e identità propri e tanto altro. Ora, tra tante cose in comune che abbiamo potrebbe quindi esserci anche l‘uso del contatto fisico per rassicurare gli altri.
Secondo gli autori dello studio, infatti, anche questo "linguaggio del contatto" potrebbe essersi evoluto milioni di anni fa nel nostro antenato comune, molto prima della comparsa della nostra specie. Abbracci, baci e mani strette, quindi, non sono soltanto espressioni tipicamente umane, ma parte di un patrimonio comportamentale condiviso e che ancora oggi aiuta le grandi scimmie antropomorfe umane e non a vivere insieme riducendo tensioni e conflitti.