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11 Giugno 2026
9:59

Gli scimpanzé non accettano le ingiustizie, soprattutto se sono gli amici a ottenere di più: lo studio sulle disuguaglianze e i legami sociali

Gli scimpanzé reagiscono alle ingiustizie, soprattutto quando coinvolgono compagni con cui hanno legami stretti. Uno studio rivela come amicizia e competizione influenzino le loro scelte su ciò che è "giusto" o "ingiusto"

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Anche gli scimpanzé una certa sensibilità verso ciò che considerano "giusto" o "ingiusto", soprattutto se ricevono del cibo poco gradito rispetto agli altri

Per vivere in gruppo non basta essere forti o intelligenti: bisogna anche saper collaborare. È una regola che vale per noi esseri umani, ma anche per molti altri primati. Condividere risorse, costruire alleanze e mantenere relazioni stabili sono aspetti fondamentali della vita sociale. E proprio come noi, anche gli scimpanzé sembrano avere una certa sensibilità verso ciò che considerano "giusto" o "ingiusto".

A suggerirlo è un nuovo studio condotto da ricercatori della Georgia State University e del National Center for Chimpanzee Care negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B. I risultati mostrano che gli scimpanzé reagiscono negativamente quando ricevono una ricompensa peggiore rispetto a quella ottenuta dai loro compagni, soprattutto se tra questi ci sono individui con cui hanno un legame sociale stretto.

Quando il premio non è uguale per tutti

Da anni gli psicologi studiano il modo in cui gli esseri umani reagiscono alle disuguaglianze. In genere, se due persone svolgono lo stesso compito ma una riceve una ricompensa di valore inferiore, tendiamo a percepire la situazione come ingiusta e a manifestare insoddisfazione.

Un fenomeno simile era già stato osservato anche in altri primati. Qualcuno forse ricorderà il celebre studio condotto da Sarah Brosnan e Frans de Waal, in cui due cebi ricevevano ricompense diverse per lo stesso compito: uno otteneva un pezzo di cetriolo, l'altro un acino d'uva, molto più apprezzato. Quando la scimmia "penalizzata" si accorgeva della disparità, spesso rifiutava il cetriolo e lo lanciava via, in una scena diventata virale e considerata uno degli esempi più noti di possibile percezione dell'ingiustizia negli animali.

Gli scimpanzé, tuttavia, vivono in società molto grandi e complesse, caratterizzate da amicizie durature, cooperazione, ma anche forte competizione. Per questo i ricercatori hanno deciso di studiarli non a coppie, come avveniva nella maggior parte degli esperimenti precedenti, ma all'interno di gruppi sociali più ampi e vicini alla realtà.

L'esperimento: un gettone in cambio di cibo

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Gli scimpanzé potevano scambiare gettoni con diverse tipologie di cibo, alcune meno gradite di altre, soprattutto se gli altri ricevevano un premio più appetitoso

L'esperimento ha coinvolto 27 scimpanzé che vivevano da tempo in gruppi sociali stabili. Le scimmie potevano consegnare un gettone a un ricercatore in cambio di cibo. A cambiare era il tipo di ricompensa ricevuta. In alcune prove tutti ricevevano lo stesso premio in cibo, mentre in altre, invece, un individuo otteneva una ricompensa meno apprezzata rispetto a tutti gli altri del gruppo.

I ricercatori hanno anche effettuato esperimenti di controllo (tutti ricevevano lo stesso premio) per verificare che gli animali non reagissero semplicemente perché vedevano un cibo migliore disponibile, ma perché percepivano effettivamente una differenza di trattamento rispetto ai propri compagni.

I risultati sono stati molto chiari: quando uno scimpanzé riceveva una ricompensa di scarso valore mentre gli altri ottenevano cibo molto più gradito, aumentavano i comportamenti di rifiuto. Le scimmie lasciavano cadere il cibo, lo respingevano attraverso la rete o semplicemente si mostravano meno propense ad accettarlo. Lo studio ha però evidenziato un aspetto importante: non tutte le ingiustizie vengono percepite allo stesso modo.

A volte le disuguaglianze sono più accettabili

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La reazione al senso di ingiustizia era più forte in presenza di individui con cui lo scimpanzé aveva instaurato legami stretti

Gli scimpanzé reagivano "male" soprattutto quando il divario tra le ricompense era molto marcato. Se ricevevano un alimento di valore medio, come un'arancia, mentre altri ottenevano il premio preferito, per esempio l'uva, spesso accettavano comunque il risultato senza protestare troppo. Quando invece ricevevano cibi poco appetitosi, come sedano o carote, mentre gli altri ricevevano uva, le reazioni negative aumentavano sensibilmente.

In altre parole, anche per gli scimpanzé il contesto conta parecchio: una situazione svantaggiosa può essere tollerata se la ricompensa resta comunque sufficientemente interessante.

Gli amici rendono l'ingiustizia più evidente

L'aspetto più sorprendente emerso dallo studio riguarda però le relazioni sociali. Negli esseri umani e nei bonobo, nostri parenti strettissimi, se a ricevere di più o di meglio è un amico di solito le disuguaglianze sono più tollerate o accettate. Negli scimpanzé accade invece il contrario: le reazioni all'ingiustizia diventavano più frequenti e intense quando nel resto del gruppo che riceveva un premio migliore erano presenti individui con cui la scimmia aveva rapporti particolarmente stretti.

Si tratta di un risultato inatteso che potrebbe riflettere una caratteristica tipica della società degli scimpanzé, dove amicizia e competizione convivono costantemente. Monitorare ciò che ottengono i propri alleati potrebbe quindi avere un'importanza maggiore per mantenere equilibri e relazioni all'interno del gruppo.

Cosa ci insegna questo studio

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Alcune emozioni e comportamenti che associamo alla giustizia potrebbero avere radici evolutive molto più antiche

Lo studio mostra ancora una volta quanto sia complesso e articolato il mondo sociale degli scimpanzé. Le loro reazioni non dipendono soltanto dalla quantità o dalla qualità del cibo ricevuto, ma anche da chi li circonda e dal tipo di relazione che hanno instaurato con gli altri membri del gruppo.

I ricercatori sottolineano che saranno necessari ulteriori studi per capire meglio perché gli scimpanzé reagiscano in questo modo e quali effetti possano avere queste percezioni sulle relazioni e le dinamiche sociali nel lungo periodo. Nel frattempo, i risultati aggiungono un nuovo importante tassello alla comprensione delle origini evolutive del senso di equità, suggerendo che alcune delle emozioni e dei comportamenti che associamo alla giustizia potrebbero avere radici biologiche molto più antiche di quanto pensassimo.

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