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Registrato per la prima volta il verso dell’atelocino, il misterioso “cane fantasma” dell’Amazzonia

Per la prima volta è stato registrato il verso di un atelocino (Atelocynus microtis), soprannominato anche "cane fantasma" dell'Amazzonia per la sua elusività: un richiamo breve e che potrebbe servire a comunicare su lunghe distanze.

2 Settembre 2026
10:21
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L'atelocino ripreso dalla fototrappola mentre emette il primo verso mai documentato per questa specie. Foto da O'Donnell & Champagne, 2026

Per la prima volta in assoluto i ricercatori hanno registrato il verso di un atelocino (Atelocynus microtis), conosciuto anche come "cane dalle orecchie corte". Questo piccolo canide vive nelle foreste dell'Amazzonia ed è uno dei mammiferi più elusivi e meno conosciuti di tutto Sud America. La sua capacità di sfuggire all'osservazione gli è infatti valsa anche il soprannome di "cane fantasma".

La registrazione, descritta in una nota pubblicata su Mammalogy Notes, è stata effettuata nel maggio 2025 nel sud-est del Perù, nei pressi della stazione di ricerca sulla biodiversità di Las Piedras. La fototrappola ha ripreso un maschio adulto mentre emetteva una breve sequenza di vocalizzazioni che nessuno era mai riuscito a documentare prima dora.

Il primo verso di un atelocino catturato da una fototrappola

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L'atelocino (Atelocynus microtis) è un cane dall’aspetto compatto, le orecchie piccole e le zampe corte. Foto da Wikimedia Commons

Il richiamo comincia con un leggero lamento e prosegue con una serie di vocalizzazioni acute, simili a piccoli ululati, che aumentano progressivamente sia di intensità sia di altezza. Al termine della breve sequenza, il maschio ha poi marcato con il proprio odore un piccolo albero, prima di allontanarsi e scomparire dalla visuale della fototrappola.

Naturalmente, non è ancora possibile stabilire con certezza quale sia la funzione di questo verso. I ricercatori ipotizzano però che possa trattarsi di un richiamo per comunicare su lunghe distanze, forse legato alla riproduzione. La struttura del suono potrebbe infatti essere particolarmente adatta a propagarsi attraverso la vegetazione molto fitta della foresta amazzonica. Per ora si tratta soltanto di un'ipotesi: una singola registrazione non basta per capire a cosa serva realmente questa vocalizzazione.

Il cane "fantasma" dell'Amazzonia

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Si sa ancora molto poco sulle abitudini e il comportamento dell'atelocino. Foto da Wikimedia Commons

L'atelocino appartiene alla famiglia dei canidi, la stessa di lupi, volpi, sciacalli e cani domestici. Ha però un aspetto piuttosto particolare: il corpo è allungato, le zampe sono relativamente corte, le orecchie sono molto piccole e arrotondate e la coda è lunga e folta. Il mantello può variare dal grigio scuro al marrone rossiccio. Le dita delle zampe sono inoltre parzialmente palmate, una caratteristica molto insolita tra i canidi e che potrebbe aiutarlo a muoversi più facilmente sui terreni umidi della foresta e in acqua.

È un animale estremamente schivo, con olfatto e udito molto sviluppati, e passa gran parte della sua vita lontano dagli esseri umani. Vive soprattutto nelle foreste integre e poco disturbate, preferendo le aree che non vengono sommerse del tutto dalle piene stagionali dei grandi fiumi amazzonici. Caccia soprattutto pesci e piccoli mammiferi.

Le fototrappole piazzate nelle foreste hanno permesso recentemente di scoprire qualcosa in più su questa enigmatica specie. Si è scoperto per esempio che l'atelocino potrebbe essere molto più diffuso di quanto si pensasse, che è soprattutto diurno e che risulta particolarmente attivo nelle prime ore del mattino. Nonostante questo, incontrarlo rimane estremamente difficile e gran parte delle sue abitudini e del suo comportamento rimangono perlopiù sconosciuti.

Uno strumento in più per studiare una specie enigmatica

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Grazie alle fototrappole, gli scienziati stanno finalmente scoprendo qualcosa in più su questa enigmatica specie. Foto di G. Ayala e M. E. Viscarra

La prima registrazione del suo verso in natura rappresenta quindi un nuovo punto di partenza per conoscere meglio questo mammifero predatore. I ricercatori potranno ora confrontare il suono con eventuali future registrazioni e cercare di capire quando e perché gli atelocini lo utilizzano.

In prospettiva, queste informazioni potrebbero essere utilizzate anche per sviluppare sistemi di monitoraggio bioacustico, ovvero tecniche che permettono di cercare, individuare e studiare gli animali attraverso i loro suoni, senza nemmeno doverli catturare o osservare direttamente. Per un animale che per decenni è stato quasi invisibile, anche una singola vocalizzazione può finalmente offrire un elemento in più per seguire meglio le sue tracce tra il fitto della foresta amazzonica.

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