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16 Luglio 2026
11:57

Scoperta una nuova specie di scimmia in Africa: è il rarissimo e già minacciato colobo del Congo

Scoperto in Congo il Colobus congoensis, una nuova specie di scimmia africana. Vive in un'area molto ristretta ed è già considerata in serio pericolo di estinzione.

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La nuova specie si chiama Colobuis congoensis e vive in un’area molto ristretta della Repubblica Democratica del Congo. Foto di Daniel Rosengren, Frankfurt Zoological Society

Nelle foreste pluviali della Repubblica Democratica del Congo è stata appena scoperta una nuova specie di scimmia. Si chiama Colobus congoensis, ma le comunità locali la conoscono già come Likweli. Si tratta di una scoperta eccezionale, poiché raramente vengono scoperto nuove specie di mammiferi: è infatti solo la quinta nuova specie di scimmia scoperta in Africa negli ultimi 75 anni.

Lo studio in cui viene descritto e presentato il colobo del Congo, pubblicato sulla rivista PLOS One, conferma che questo primate appartiene a una linea evolutiva distinta, separatasi dal suo parente più prossimo circa 4-5 milioni di anni fa. Tuttavia, gli autori avvertono anche che la specie potrebbe essere già minacciata dalle attività umane e perciò in pericolo di estinzione.

Una scoperta iniziata per caso nel lontano 2008

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Una delle caratteristiche distintive di Colobus congoensis è la mascherina arancione–crema intorno a naso, bocca e labbra. Foto di Daniel Rosengren, Frankfurt Zoological Society

Il colobo del Congo vive in una remota area di foresta compresa tra i fiumi Congo e Lomami, nel cuore del Bacino del Congo, una delle regioni più ricche di biodiversità del pianeta. Proprio l'isolamento geografico avrebbe contribuito a isolarlo dalle altre specie di colobi africani a mantenerlo al tempo stesso nascosto alla scienza fino a oggi.

La storia della scoperta è iniziata già nel lontano 2008, quando alcuni ricercatori riuscirono a fotografare per caso una scimmia quasi nascosta dalla vegetazione. Tuttavia, solo dieci anni dopo è stato possibile riuscire a ottenere fotografie e immagine più nitide di questo primate, dando così il via a uno studio più approfondito che ha previsto analisi genetiche, ricerche comparate sull'anatomia e indagini sulle sue vocalizzazioni.

Le analisi del DNA hanno subito confermato che il nuovo primate appartiene al genere Colobus, ma anche che si tratta di una specie distinta da tutte quelle già conosciute. Il suo parente evolutivamente più vicino è il colobo nero (Colobus satanas), che vive però a oltre 1.200 chilometri di distanza, nell'Africa centro-occidentale.

Una scimmia con le labbra arancioni, vocalizzazioni uniche e diversa da tutte le altre

Anche l'aspetto rende il colobo del Congo facilmente riconoscibile dalle altre specie. Ha un mantello nero lucido, una lunga coda, spalle ricoperte da lunghi peli che ricordano un mantello e soprattutto una caratteristica mascherina arancione-crema intorno a naso, bocca e labbra. È inoltre più piccolo degli altri colobi africani e pesa circa 7 chilogrammi.

Per dimostrare che si trattava davvero di una nuova specie, gli scienziati hanno poi confrontato crani, denti e pelli con quelli conservati nei musei e appartenenti ad altre specie di colobi, rilevando l'esistenza di differenze anatomiche e morfologiche nette e distintive con le altre specie. Anche le vocalizzazioni sono uniche rispetto a quelle degli altri colobi: i suoi potenti "ruggiti", usati per comunicare nella foresta, hanno infatti una struttura acustica peculiare.

Il ruolo fondamentale delle popolazioni locali per scoprire una specie già in pericolo

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Secondo gli autori, tuttavia, la specie è già in serio pericolo di estinzione. Foto di Daniel Rosengren, Frankfurt Zoological Society

I ricercatori hanno coinvolto nelle ricerca anche studiosi e popolazioni locali che, come accade molto spesso quando si scopre una nuova specie, conoscevano già questo primate e lo chiamano Likweli oppure kasaba nkoni, un nome che significa  più o meno "colui che scuote i rami". Ed è stato solo grazie al supporto delle persone che conoscevano la foresta che tra il 2018 e il 2022 è stato possibile ottenere gli appena 114 avvistamenti in un'area di circa 1.700 chilometri quadrati, una distribuzione purtroppo molto limitata per una scimmia di questo gruppo.

Ed è proprio questo areale così tanto ristretto a preoccupare già gli scienziati che hanno appena descritto questa nuova specie. Secondo gli autori, infatti, il colobo del Congo sopravvive con una popolazione probabilmente molto piccola e in area già sotto pressione per la deforestazione – e quindi la perdita di habitat -, dalla caccia e dal bracconaggio. Per questo i ricercatori propongono di inserire Colobus congoensis già all'interno della categoria "In pericolo (EN)" della Lista Rossa IUCN delle specie minacciate.

La scoperta del colobo del Congo dimostra ancora una volta che il bacino del fiume omonimo e le foreste dell’Africa centrale continuano a custodire una biodiversità straordinaria e specie ancora completamente sconosciute alla scienza. Allo stesso tempo, però, conferma anche ciò che ormai sappiamo da tempo: alcuni degli animali più rari del pianeta rischiano scomparire prima ancora di essere conosciuti. Occorre quindi fare in fretta per arrestare la crisi della biodiversità. Prima che sia troppo tardi.

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