
C'era una coppia sul lungomare di Camogli, una mattina di giugno di qualche anno fa. Vivevo in Liguria, dove a fronte di una sorta di innata diffidenza verso le persone, i liguri sono molto legati ai loro animali domestici, in particolare i cani, tanto da aver avuto la fortuna di creare le mie amicizie più profonde a Genova proprio grazie alla presenza del mio meticcio, Frisk, che è al mio fianco da ormai dieci anni.
Ritornando al ricordo di quella coppia, le due donne passeggiavano mano nella mano, e tra loro c'era un cane color oro che le “obbligava” a fermarsi ogni tre metri per annusare pezzi di vita che solo lui poteva percepiretra le stradine del borgo marinaro.
Mi fermai a parlare con le due donne, proprio accennando alla bellezza della scena cui avevo potuto essere testimone, soprattutto per aver ammirato il modo in cui entrambe aspettavano senza alcun fastidio che il cane si facesse gli affari suoi, godendosi la passeggiata.
Si chiamava Ulisse, me lo confermò lui stesso quando le sue umane di riferimento me lo presentarono, alzando le orecchie nel momento in cui aveva sentito il suo nome. Carla e Antonia, lei di Genova e l’altra leccese, erano in vacanza nel levante ligure e ci intrattenemmo a condividere la bellezza di andare a “passo di cane” nella vita: senza tirare, senza affrettare, con quella pazienza che si impara solo quando si smette di pensare al tempo che scorre e non lo si insegue più. Ecco: conoscevamo tutt'e tre uno dei grandi insegnamenti che la vita ti fa quando la condividi con un cane e decidi di passare la vacanza non con il tuo compagno a quattro zampe, ma davvero insieme a lui.
“Con” e “insieme”, la differenza non è solo semantica: è ciò che cambia davvero la prospettiva e ti consente di dare un valore diverso, appunto, a quei giorni lontani dallo stress della vita quotidiana in cui dentro lo scorrere delle ore c’è la cura e il rispetto della relazione che hai voluto, e devi aver voluto, nel momento in cui hai scelto di adottare un cane.
Eppure ogni anno, con l'avvicinarsi dell'estate, la domanda che si legge ovunque sulle piattaforme sociali in cui si parla di animali domestici è sempre la stessa: dove posso portare il cane in vacanza? Le risposte si accavallano ma sono, in linea di massima, tutte simili: elenchi di strutture pet-friendly, dritte su spiagge attrezzate e per non parlare di chi si lamenta della presenza stessa dell’animale che impedisce l’organizzazione di viaggi in aereo, ad esempio. I suggerimenti la maggior parte delle volte sono anche utili, non lo nego, ma ciò che viene messo sempre al centro è più il problema logistico che la possibilità che le vacanze siano un momento per rafforzare la relazione.
Pensare al cane come a una parte del bagaglio da portarsi indietro è il “peccato d’origine” di chi vive il momento delle ferie come una manna caduta dal cielo in cui l’animale diventa un impedimento. Il nostro compagno canino è parte integrante della nostra vita: non un appendice ma un soggetto con la sua unica personalità e le sue necessità specie specifiche che, credetemi, già conduce una vita segnata dai nostri ritmi. E merita senz’altro anche lui o lei una bella vacanza che lo liberi da routine che, seppure ben organizzate per il suo benessere psicofisico, rappresentano una costante che gli farà solo bene spezzare. Come del resto vale anche per noi.
Come Ulisse che passeggiava nelle stradine di Camogli, ogni cane vorrebbe andare dietro a nuovi odori che lo fanno fermare di volta in volta e che potrà “portare a casa” tra i ricordi di un’esperienza, un po' come noi che collezioniamo souvenir dai viaggi che facciamo.
Viaggiare insieme al proprio cane ci riporta ad annusare, a nostro modo, la bellezza dei posti che visitiamo. Ecco, affidarci al suo naso in questo senso è una cartina di tornasole per capire quanto sia bello fare le vacanze con Fido: ogni paesaggio che incontriamo, ogni vista che ci si apre di fronte diventa una scoperta anche per noi grazie anche solo a quell’attendere che ci chiede un cane mentre legge il mondo attraverso il suo naso. E negli incontri, nelle soste, nello stare nel presente in cui il nostro compagno di vita a quattro zampe ci “costringe” può diventare in realtà una liberazione dal peso della vita frenetica che ci portiamo dietro.
C'è qualcosa che accade poi molto spesso a chi viaggia con il proprio cane per la prima volta: lo guarda davvero. Lontano dalle abitudini consolidate del quartiere, dal solito giro mattutino, dalla stessa panchina su cui si fa la sosta al parco, Fido si mostra per quello che è in maniera diversa perché noi siamo, in questi momenti di ritrovata libertà, persone diverse. Nel caldo di una mattinata in riva al mare che ancora deve diventare il solleone estivo, potremmo così scoprire nuovi aspetti del suo carattere, approfondire le sue preferenze, scoprire i suoi timori e vivere insieme le cose che lo entusiasmano.
Un cane ci aiuta a rallentare, al punto tale che finalmente ci accorgiamo di avere anche noi la necessità di non dover sempre “ricaricare le pile” ma semplicemente lasciarci andare anche alla stanchezza, trasformando quella sensazione di scarico in qualcosa che sarà foriera di nuova energia per il rientro: è forse questo il dono più inaspettato di un viaggio fatto insieme al proprio amico animale.
Ma va detto chiaramente: non tutte le vacanze sono adatte a tutti i cani, e non tutte le mete lo sono per tutte le età e le differenti personalità. Un Pastore Maremmano abituato agli spazi aperti soffrirà in una città caotica e rumorosa; un cane anziano non trarrà nessun beneficio da un trekking in montagna. Bisogna scegliere la meta tenendo conto di chi è davvero il cane che ci vive accanto, e questo è già il primo atto di rispetto verso un individuo che non può dirci ovviamente cosa preferisce ma che ce lo fa capire benissimo solo, davvero, lo osserviamo.
E poi c'è la questione dei tempi. In vacanza tendiamo a fare le cose di fretta, soprattutto quando scegliamo come meta un luogo che mai abbiamo visitato prima. Invece, come accennavamo, la vera svolta è quella di entrare in un flusso in cui si cammina a sei zampe e accettare che non tutto sarà nelle nostre possibilità e, soprattutto, non tutto vale la pena di essere vissuto. Sì, perchè il rischio è invece di non vivere realmente le emozioni che una maggiore calma ci concederebbe. Vale per noi, dunque, e a maggior ragione per il cane con cui condividiamo la bellezza della scoperta.
In questo periodo in cui le persone dovrebbero già iniziare a pensare come organizzare la vacanza insieme al proprio cane e ancora di più dovrebbe farlo chi invece non riesce a portarlo con sé per la scelta del posto giusto dove lasciarlo, penso spesso a quella coppia sul lungomare di Camogli. Ricordo la loro amorevole e rispettosa attenzione nei confronti di Ulisse, concentrato e divertito nel crearsi il suo album di odori della vacanza.
Ripenso al nostro saluto, una stretta di mano e una carezza al cane e al passo leggero con cui tutti e tre hanno poi ripreso a camminare verso un futuro che ho immaginato felice e sereno anche al ritorno a casa.
Perché solo così può essere un viaggio a misura di relazione tra cane e persona, come nella fotografia che nella mia mente conservo di Antonia, Carla e Ulisse: tre anime che facevano la stessa cosa nello stesso momento, vivere un’esperienza in un posto lontano da casa. Insieme.