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18 Aprile 2026
16:18

19 aprile, una giornata nazionale dedicata all’educazione cinofila. Vaira: “Bisogna ripensare la relazione con il cane”

Attraverso la scuola di formazione cinofila Think Dog, l'educatore Angelo Vaira lancia il 19 aprile, per il secondo anno consecutivo, la Giornata Nazionale dell’Educazione del Cane. Centri aperti e possibilità di partecipare alle attività insieme al proprio cane in tutta Italia.

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Angelo Vaira

Angelo Vaira è un dog trainer molto noto in Italia. Da anni lavora nel campo dell'educazione cinofila e il suo approccio cognitivo relazionale ha cambiato la modalità attraverso la quale molte persone oggi si rapportano ai loro compagni a quattro zampe.

Ora l'educatore, attraverso la sua scuola di formazione Think Dog, per il secondo anno consecutivo ha voluto dare vita il 19 aprile alla Giornata Nazionale dell’Educazione del Cane.

L'evento nasce per "ripensare a un modello di società più responsabile e sicura nella relazione con il cane valorizzando la centralità della leva dell’educazione e, di conseguenza, l’attenzione alla formazione caratteriale dell’animale, la prevenzione dei problemi comportamentali, il miglioramento dei livelli di sicurezza nella convivenza tra uomo e cane e la promozione del benessere del cane a 360°".

Sono questi gli obiettivi principali su cui l'esperto in etologia, scienze cognitive animali e psicologia umana intende spingere anche quest'anno, proponendo una formula che consente a chi interessato di entrare in diretto contatto con gli educatori cinofili della sua scuola, sparsi su tutto il territorio nazionale: ogni centro aprirà le porte e fa divulgazione diretta con le persone e i loro cani.

Tra le attività che avranno luogo nel corso della giornata, i gruppi saranno coinvolti in attività di gioco, socializzazione e contagio emozionale, passeggiate esperienziali di gruppo in piena natura o in città e, ancora, in incontri di sensibilizzazione ai bisogni del cane e alla cultura cinofila.

Vaira ha di recente creato il "Manifesto per una Cultura della Responsabilità nella Relazione col Cane" e come ha spiegato a Kodami "la mancanza di sicurezza, cura, ascolto, rispetto e crescita comune, ovvero le nostre cinque parole chiave del Manifesto, sono evidenti e possono salvare i cani da stress e frustrazione".

In un quotidiano in cui l'aumento della presenza dei cani nelle famiglie italiane determina talvolta incidenti più o meno gravi, sempre dettati dall'incoscienza e l'ignoranza delle persone rispetto all'individualità del cane, “avere a cuore l’educazione di un cane significa supportarlo nella gestione domestica e pubblica – aggiunge ora Vaira – attraverso lo sviluppo delle sue competenze sociali, cognitive e comunicative, promuovendone il benessere a 360° e prevenendo gli episodi di aggressione".

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