
Il Kamo Wildlife Sanctuary era uno zoo privato che si trovava nel sobborgo di Kamo della città di Whangārei, in Nuova Zelanda. La struttura ospitava diversi grandi felini ed era stata anche utilizzata come location per le riprese della serie televisiva, molto nota nel paese, "The Lion Man". La struttura, però, nel novembre 2025 è stata dismessa per "gravi difficoltà finanziarie" e secondo quanto l‘IFAW ha reso noto furono elaborati dei piani per la soppressione degli animali.
L'International Fund for Animal Welfare, grande organizzazione non governativa globale fondata nel 1969 che lavora in più di 40 paesi, ha ora diffuso la storia in particolare di quattro anziani leoni bianchi che erano stati condannati all'eutanasia e che sono stati invece salvati senza bisogno di spostarli da quello che è sempre stato il luogo in cui sono cresciuti. Si tratta di Themba, Timba, Shikira e Cleo che, grazie alla collaborazione con Helping You Help Animals (HUHA) e ai fondi stanziati da donatori privati hanno visto la trasformazione del vecchio "zoo" in un rifugio che adesso si chiama "Lionhearts Project Trust".
Le condizioni di salute dei quattro animali non erano delle migliori e sono state necessarie cure veterinarie per garantire loro una serena vecchiaia. Thimba, in particolare, ha dovuto subire la rimozione di un tumore aggressivo sotto l'occhio e c'è stato bisogno di eseguire esami di diagnostica per immagini per comprendere meglio i problemi legati all'età che interessano la sua colonna vertebrale.
La storia di Themba, Timba, Shikira e Cleo, i quattro leoni salvati
Themba, Timba, Shikira e Cleo sono nel santuario insieme ad un altro grande felino. Sul sito del rifugio viene così raccontato l'attuale assetto organizzativo: "Gli investitori hanno acquistato la proprietà e, sotto la supervisione dei nostri amministratori, abbiamo trovato un modo per permettere ai leoni di rimanere sul terreno che conoscono da tutta la vita, ora chiamato Roar Retirement Village. Il progetto Lionhearts si impegna a far sì che questi animali rimangano nel loro ambiente familiare, fornendo loro cure veterinarie specialistiche, un'alimentazione di alta qualità e la tranquillità che meritano".

La storia di questi leoni mette in luce un problema ben più ampio che riguarda molte realtà in tutto il mondo che vengono spacciate come riserve per gli animali ma rappresentano poi luoghi di attrazione turistica in cui il benessere delle specie coinvolte è del tutto in secondo piano. "Molti dei grandi felini precedentemente ospitati nel santuario erano stati allevati per la loro rara colorazione bianca – spiegano dall'IFAW – una caratteristica spesso apprezzata negli allevamenti in cattività. Secondo chi ora si occupa della cura dei leoni, a molti di loro erano stati anche rimossi gli artigli".
La colorazione di questi esemplari non rappresenta una specie a sé ma si tratta di una caratteristica genetica e c'è chi pratica un allevamento mirato proprio ad ottenere questo aspetto che risulta molto attrattivo per i visitatori. Si tratta di un fenomeno noto come leucismo e poichè il tratto è recessivo, per ottenerlo in cattività viene praticata una stretta consanguineità che spesso causa gravi malformazioni, mortalità elevata e depressione genetica.