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1 Settembre 2026
11:50

Non ci sono mai stati così tanti kakapo: nascite record per il minacciato pappagallo che non sa volare

Dopo 75 anni di sforzi di conservazione, i kakapo superano per la prima volta i 300 individui: la stagione riproduttiva record porta la popolazione del minacciato pappagallo neozelandese a 325. Merito della produzione abbondante di frutti del rimu, l'albero da cui dipende il kakapo per riprodursi.

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Il kakapo (Strigops habroptilus), l’unico pappagallo incapace di volare, vive solo in Nuova Zelanda ed è a un passo dall’estinzione

Per la prima volta dopo almeno 75 anni di sforzi di conservazione i kakapo hanno superato quota 300 individui. La popolazione del pappagallo più pesante del mondo, una specie notturna e incapace di volare e che vive solo in Nuova Zelanda, è arrivata a 325 individui, grazie a una stagione riproduttiva eccezionale. Si tratta di risultato particolarmente importante per una specie ancora classificata come in pericolo critico di estinzione.

Il nuovo bilancio include ben 90 pulcini (38 femmine e 52 maschi) nati quest'anno e che hanno raggiunto l'età necessaria per essere considerati ormai indipendenti e quindi inseriti ufficialmente nel conteggio della popolazione. "È fantastico vedere finalmente la popolazione aumentare", ha spiegato al Guardian Deidre Vercoe, responsabile operativo del Kākāpō Recovery Programme del dipartimento neozelandese per la conservazione, l'iniziativa che sta salvando dall'estinzione questo singolare pappagallo.

I kakapo si riproducono solo quando ci sono i frutti del rimu

Questo importante risultato è arrivato dopo una lunga attesa. I kakapo, infatti, non si riproducono ogni anno. La loro stagione riproduttiva è strettamente legata alla disponibilità di cibo e, in particolare, alla produzione di frutti del rimu (Dacrydium cupressinum), un albero che cresce solo in Nuova Zelanda. Quando questi alberi producono grandi quantità di bacche, i pappagalli entrano in riproduzione. Possono però passare anche diversi anni prima che si verifichino nuovamente condizioni favorevoli.

Questa volta l'attesa è durata quattro anni. L'abbondanza di frutti del rimu ha dato così il via alla stagione riproduttiva e ha permesso la nascita di un numero record di piccoli. "Nei primi anni del programma di recupero ci sono voluti 16 anni per produrre un numero simile di pulcini", ha infatti spiegato Vercoe. Il precedente record, da quando sono iniziati gli sforzi di conservazione, era stato raggiunto nel 2023, quando la popolazione aveva toccato i 252 individui.

Il kakapo, un pappagallo unico al mondo e a un passo dall'estinzione

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Il kakapo è notturno, emana un odore fortissimo e si riproduce solo quando la produzione di frutti del rimu è abbondante, cosa che può non accadere per anni. Foto da Wikimedia Commons

Il kakapo (Strigops habroptilus) è un pappagallo molto particolare e piuttosto unico. È notturno e, soprattutto, l'unico incapace di volare. Può pesare fino a circa quattro chilogrammi (record tra tutte le specie di pappagalli conosciute) e può vivere anche fino a 80 anni. È un uccello perlopiù solitario e, nonostante l'aspetto apparentemente goffo e l'incapacità nel volo, è un grande arrampicatore: il suo forte becco e le zampe robuste per scalare gli alberi. Emana inoltre un odore acre muschiato, dolciastro e molto forte, paragonato talvolta a quello della muffa.

Un tempo era diffuso in gran parte della Nuova Zelanda, ma la situazione è cambiata radicalmente con l'arrivo degli esseri umani e soprattutto dei predatori introdotti, come gatti ed ermellini. Per un animale incapace di volare e abituato a vivere in assenza di predatori, questi nuovi arrivi si sono rivelati devastanti. All'inizio del Novecento il kakapo era ormai vicino all'estinzione.

Nel 1995 è stato quindi avviato un programma molto ambizioso per salvarlo. All'epoca rimanevano circa 50 individui, tra cui Soltice, una delle femmine più prolifiche scomparsa purtroppo nel 2025. Da allora tutti gli uccelli sopravvissuti sono stati trasferiti su piccole isole dove non sono presenti predatori introdotti e la loro riproduzione viene seguita praticamente giorno e notte. Oggi l'intera popolazione è distribuita in tre isole-rifugio al largo dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda.

La strada è ancora lunga per considera fuori pericolo il kakapo

Salvare il kakapo, però, non significa semplicemente far nascere più pulcini. La popolazione è ancora molto piccola e questo comporta problemi di diversità genetica. Una variabilità ridotta può infatti rendere una specie molto più vulnerabile alle malattie e diminuire le possibilità di adattarsi ai cambiamenti ambientali. Gli esperti devono inoltre affrontare problemi di fertilità e di schiusa delle uova, ricorrendo anche all'inseminazione artificiale. A complicare ulteriormente le cose c'è anche il recente arrivo dell'influenza aviaria, contro cui si sta testando un vaccino.

Anche la riproduzione del kakapo è decisamente fuori dal comune. I maschi si riuniscono in aree chiamate lek, dove scavano piccole conche nel terreno e producono un profondo richiamo di corteggiamento. Il caratteristico "boom" viene generato sfruttando sacche d'aria presenti nel corpo e può viaggiare per diversi chilometri nella foresta. Le femmine osservano l'esibizione e scelgono poi il maschio con cui accoppiarsi.

Dopo l'accoppiamento, però, il maschio non partecipa all'allevamento dei piccoli. La femmina depone generalmente da uno a quattro uova e si occupa da sola della cova e dei pulcini per circa sei mesi. A circa 150 giorni di vita i giovani vengono considerati sufficientemente grandi e indipendenti per essere aggiunti al conteggio ufficiale della popolazione. L'ultimo pulcino della stagione 2026 è stata una femmina, chiamata Awarua-A3 e nata lo scorso 30 marzo.

La prossima stagione riproduttiva potrebbe arrivare nel 2028

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Ora la popolazione complessiva ha raggiunto il numero record di 325 individui, tutti accuditi quotidianamente da ricercatori e conservazionisti. Foto da Wikimedia Commons

Gli esperti e i volontari che si prendono cura di tutti i kakapo stanno ora già guardando alla prossima stagione riproduttiva. Secondo le previsioni, potrebbe arrivare nel 2028, se gli alberi di rimu torneranno a produrre frutti in grandi quantità. Il record appena raggiunto rappresenta quindi una vittoria importante, ma non ancora la fine della storia.

Passare da circa 50 individui a 325 in poco più di trent'anni dimostra quanto sia stato fondamentale ed efficace il Kākāpō Recovery Programme. Allo stesso tempo, però, il numero ancora così ridotto di uccelli e la loro particolare biologia non permettono di abbassare la guardia. La specie è estremamente fragile, richiede azioni di tutela e supporto costante ed è ancora in serio pericolo di estinzione. Il futuro di questo pappagallo unico al mondo è sicuramente più incoraggiante oggi, ma è ancora tutto da scrivere.

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