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10 Maggio 2026
12:44

Scoperta una nuova specie di pinguino Papua nascosta tra le remote isole Kerguelen: è la prima da oltre un secolo

Scoperta una nuova specie di pinguino Papua che vive tra le remote isole Kerguelen, nell’OCeano Indiano: è la prima specie completamente inedita descritta da oltre 100 anni.

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Secondo un nuovo studio il pinguino Papua è in realtà un gruppo composto da quattro specie diverse, di cui una completamente inedita

Tra tutti i pinguini, quello imperatore – tra l'altro inserito recentemente tra le specie in pericolo di estinzione – è probabilmente il più famoso: alto più di un metro, vive tra i ghiacci dell'Antartide ed è diventato il simbolo degli ambienti polari. Eppure esistono almeno altre 17 specie di pinguini, molte delle quali vivono su isole remote e difficili da raggiungere. Ed è proprio in uno di questi luoghi isolati che i ricercatori hanno scoperto una nuova specie rimasta nascosta fino a oggi.

Un gruppo internazionale molto numeroso di biologi guidato da ricercatori cileni e dell'Università della California di Berkeley ha infatti identificato una nuova specie di pigoscelide o pinguino Papua, chiamata Pygoscelis kerguelensis. Lo studio, pubblicato sulla rivista Communications Biology, rappresenta la prima descrizione di una specie completamente nuova di pinguino in oltre un secolo.

La nuova specie vive sulle isole Kerguelen, situate nell'Oceano Indiano meridionale ma appartenenti alla Francia, a quasi 3.000 chilometri lontano da qualsiasi terra abitata in modo permanente. I francesi chiamano queste isole "Îles de la Désolation", cioè "Isole della Desolazione", un nome che rende bene l'idea di quanto siano remote.

Un pinguino "nascosto" tra gli altri

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La nuova specie è stata chiamata Pygoscelis kerguelensis e vive alle isole Kerguelen, nell’Oceano Indiano meridionale

Per molto tempo gli scienziati hanno pensato che i pinguini Papua (Pygoscelis papua) fossero un'unica specie distribuita in varie regioni del Sud del mondo. Le nuove analisi genetiche hanno invece dimostrato che si tratta di ben quattro specie differenti. La più sorprendente è proprio quella appena descritta, perché a differenza delle altre non era neppure considerata una sottospecie ed è per questo completamente inedita.

All'apparenza sembra quasi identica agli altri: dorso nero, ventre bianco e una fascia chiara sopra la testa, tra gli occhi. Questa colorazione, comune a molti pinguini, serve sia a sfuggire ai predatori sia a mimetizzarsi durante la caccia in mare.

Eppure il DNA racconta un'altra storia. I ricercatori in questi casi parlano infatti di "specie criptica", cioè una specie geneticamente distinta, ma molto difficile da riconoscere solo osservandone l'aspetto esterno. Le differenze principali riguardano soprattutto dimensioni, richiami vocali e adattamenti ecologici. Le altre due specie identificate oltre a quella nominale da cui tutte sono state separate, invece, sono Pygoscelis taeniata e P. ellsworthi, fino a oggi considerate "solo" sottospecie.

Come è stata fatta la scoperta

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Le analisi del DNA hanno permesso di identificare le quattro specie distinte

Gli scienziati hanno confrontato il genoma completo di 64 individui provenienti da 10 diverse colonie riproduttive distribuite quasi in tutto l'areale dei pinguini Papua. In pratica, hanno analizzato milioni di informazioni genetiche per capire quanto fossero realmente imparentate le diverse popolazioni.

Oltre al DNA, il team ha studiato anche comportamento, alimentazione, vocalizzazioni e periodo riproduttivo. Tutti questi dati messi insieme hanno mostrato che le varie popolazioni erano separate da molto tempo e si erano adattate a condizioni ambientali differenti.

Secondo i ricercatori, la separazione tra le specie sarebbe avvenuta tra 300.000 e 500.000 anni fa, favorita dall'isolamento geografico delle isole sub-antartiche e dalla cosiddetta Convergenza Antartica, una barriera naturale dell'oceano dove cambiano bruscamente temperatura e salinità dell'acqua. Per molti animali marini è un confine difficile da attraversare e che quindi separa da un punto di vista riproduttivo le varie popolazioni, favorendo la speciazione, ovvero l'evoluzione di nuove specie.

Pinguini molto adattabili

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Ognuna delle specie mostra adattamenti genetici specifici al proprio ambiente e al proprio stile di vita

A differenza di altre specie di pinguini più specializzate, i Papua hanno una dieta molto varia. Mangiano krill, pesci, calamari e altri piccoli animali marini, adattandosi facilmente a ciò che trovano. Questa flessibilità ecologica e comportamentale oggi rappresenta un vantaggio molto importante, soprattutto mentre i cambiamenti climatici stanno modificando gli ecosistemi antartici e minacciando molte altre specie.

Secondo gli studiosi, proprio questa strategia alimentare avrebbe contribuito alla diversificazione di queste specie. I pinguini Papua tendono infatti a restare vicino alle colonie dove si riproducono e a tornare ogni anno negli stessi siti di nidificazione. Col tempo, le popolazioni isolate sulle diverse isole hanno così sviluppato adattamenti specifici al proprio ambiente, differenziandosi geneticamente.

Le analisi hanno mostrato, per esempio, che la specie più meridionale e che vive in Antartide – P. ellsworthi – possiede geni legati alla produzione di calore corporeo, all'accumulo di grasso e all'adattamento alla luce estrema delle regioni polari. Altre specie hanno invece sviluppato adattamenti più legati all'immersione in profondità – in P. kerguelensis – o a un metabolismo più efficiente  – per P. papua.

Una scoperta importante anche per la conservazione

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Come per altre specie, anche quelle appena riconosciute potrebbero essere minacciate presto dai cambiamenti climatici

La disperazione del pinguino Papua in quattro specie diverse non riguarda solo la tassonomia e la classificazione di questi uccelli, ma potrebbe avere conseguenze importanti anche per la loro protezione. Riconoscere una sottospecie o un popolazione come specie a parte – oltre a dividere il numero totale di individui stimati fino a quel momento – significa infatti anche poterla monitorare e tutelare in modo più efficace e preciso.

Ed è particolarmente urgente perché le ultime simulazioni climatiche mostrano uno scenario estremamente preoccupante. Entro il 2050 molte isole sub-antartiche potrebbero diventare inadatte alla sopravvivenza dei pinguini a causa del riscaldamento globale. E per animali che si riproducono su isole remote e isolate, trovare nuovi habitat non è semplice.

Secondo i ricercatori, alcune di queste specie potrebbero quindi essere in pericolo nei prossimi decenni, proprio come altri pinguini – oltre all'imperatore, un altro caso eclatante riguarda anche il pinguino africano – già minacciati dai cambiamenti climatici, dalla pesca industriale, dalla distruzione degli habitat e dall'arrivo di specie aliene invasive come ratti e cani, che sulle piccole isole possono fare razzie di uova e pulcini.

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