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30 Luglio 2026
16:39

Nepal, le tigri sono aumentate del 20% in quattro anni: è record di 429 esemplari in natura

Il Nepal raggiunge il numero record di 429 tigri in natura, il 20% in più in quattro anni. Un successo della conservazione in linea con altri paesi asiatici che porta però anche nuove sfide legate alla convivenza con uno dei più grandi e iconici predatori del pianeta.

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Secondo l'ultimo censimento, in Nepal vivono 429 tigri, 74 in più rispetto al 2022

Il Nepal è sempre più un paese per tigri. Secondo infatti l'ultimo censimento nazionale, nel Paese vivono oggi 429 tigri, 74 in più rispetto al 2022, quando ne erano state censite "solo" 355. In appena quattro anni la popolazione è quindi cresciuta di circa il 20%, confermando il successo delle strategie di conservazione adottate negli anni per proteggere uno dei più grandi e iconici predatori del pianeta.

I nuovi dati sono stati diffusi il 29 luglio, in occasione della Giornata mondiale della tigre, dal Dipartimento dei Parchi nazionali e della Conservazione della fauna del Nepal. Il censimento è stato realizzato tra la fine del 2025 e la primavera del 2026 utilizzando una rete di fototrappole per individuare i singoli animali e stimarne la popolazione.

Il principale rifugio per la specie resta il Parco Nazionale di Chitwan, il più antico del Nepal, che ospita 145 tigri, seguito da Parsa, Banke e Shuklaphanta, dove la crescita della popolazione è stata più marcata. Solo il Parco Nazionale di Bardiya ha registrato una lieve diminuzione. Questi risultati confermano il successo delle politiche di conservazione nepalesi, iniziate ormai oltre venti anni fa.

Il ritorno della tigre in Nepal, un successo costruito in oltre 20 anni

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In Asia il numero delle tigri è in aumento in molti paesi, grazie a politiche di conservazione pianificate nel corso di molti anni

La crescita della popolazione non è infatti un successo costruito in pochi anni. All'inizio degli anni Duemila nel solo Parco di Chitwan vivevano appena una sessantina di tigri. Da allora il Nepal ha investito parecchio nella lotta al bracconaggio, nel ripristino delle foreste, nella tutela delle prede, come cervi e cinghiali, e nella creazione di corridoi ecologici, aree naturali che collegano habitat diversi permettendo agli animali di spostarsi e mantenere popolazioni geneticamente sane.

Questi sforzi avevano già permesso al Nepal di raggiungere nel 2022 l'obiettivo internazionale TX2, un ambizioso programma globale coordinato del WWF lanciato nel 2010 durante il Summit sulla tigra di San Pietroburgo, che puntava a raddoppiare la popolazione entro il 2022.

Il caso del Nepal, inoltre, si inserisce in un trend positivo che si sta osservando in diverse aree dell'Asia. Negli ultimi anni anche India, Cina, Bhutan, Thailandia e Russia hanno registrato un aumento significativo delle loro popolazioni di tigri grazie al rafforzamento delle aree protette e delle misure contro il bracconaggio. La specie, che fino a pochi decenni fa sembrava destinata a un inesorabile declino, sta mostrando ora segnali di recupero persino a Sumatra – dove vivono le ultime Panthera tigris sondaica – e in diverse altre parti del suo areale storico.

Più tigri significa anche nuove sfide per la convivenza

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La sfida più grande resta quella della convivenza con le attività umane

L'aumento della popolazione porta però con sé anche nuove difficoltà legate alla convivenza. Più tigri significano infatti una maggiore pressione sugli habitat disponibili e un aumento delle occasioni di incontro con le persone che vivono vicino ai parchi, con una crescita inevitabile anche dei conflitti con le attività umane come l'allevamento e gli attacchi agli esseri umani.

Nell'ultimo anno in Nepal dieci persone sono infatti morte in seguito ad attacchi di tigre, interrompendo un trend in calo del numero di vittime umane che andava avanti da quattro anni consecutivi. Gli esperti sottolineano però che questi episodi sono ancora relativamente rari e coinvolgono spesso individui anziani, feriti o che si spingono nei villaggi quando le prede naturali scarseggiano.

Per ridurre il rischio di incidenti, le comunità locali stanno adottato diverse misure, come l'adozione di fasce orarie e prestabilite per chi lavora nella foresta, aree vietate a persone e animali domestici, territori sicuri portare al pascolo i propri animali. Naturalmente, tutto questo è accompagnato da costanti campagne di sensibilizzazione. Nel Parco Nazionale di Chitwan, grazie a queste misure, nell'ultimo anno non è stato registrato alcun decesso causato dalle tigri nell'area cuscinetto che circonda il parco.

La tigre resta il simbolo di un ecosistema in salute e della conservazione che funziona

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L'aumento delle tigri in diversi paesi dell'Asia rappresenta un grande traguardo per la conservazione

Il ritorno della tigre in diversi territori da cui era ormai scomparsa o in calo, è una buona notizia anche per la salute e il funzionamento degli ecosistemi. Essendo un predatore apicale, cioè posto al vertice della catena alimentare, la tigre può sopravvivere solo dove esistono foreste ben conservate e popolazioni abbondanti di prede. Questi trend positivi, quindi, significano che gli ecosistemi possono di nuovo ospitare numeri elevati di tigri perché funzionali e in salute.

Negli ultimi anni, inoltre, i successi raggiunti in diverse aree dell'Asia stanno spingendo diversi Paesi a prendere in considerazione l'ipotesi di reintrodurre la specie. Il Kazakistan, per esempio, è quello che più di tutti si sta impegnando in tal senso. Grazie soprattutto ai buoni rapporti con la Russia di Putin, qui la tigre sta tornando a distanza di 70 anni dall'estinzione locale.

Tutti questi risultati positivi rappresentano quindi una buona notizia non solo per la conservazione della tigre in Asia. Dimostrano infatti che la tutela degli habitat, il coinvolgimento delle comunità locali e una pianificazione a lungo termine possono produrre risultati concreti se si vuole davvero agire. La sfida più grande, ora, sarà consolidare questi successi, garantendo spazio sufficiente alle tigri e riducendo al minimo i conflitti con le persone e le attività umane.

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