
In questi giorni, al tramonto, il cielo e i vicoli dei borghi del Salento, in Puglia, si riempiono di rondini. Migliaia di uccelli si radunano tra le strade, sui tetti, sui cavi e sui cornicioni dei centri storici, prima di fermarsi per la notte. Le segnalazioni arrivano da Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Gagliano del Capo, Specchia e da diverse altre località, sia costiere che dell'entroterra.
È uno spettacolo molto suggestivo, ma anche un comportamento insolito e piuttosto recente. È da soli circa tre anni, infatti, che in Salento alcune grandi concentrazioni di rondini stanno scegliendo come dormitorio notturno i luoghi urbani o addirittura le imbarcazioni ormeggiate nei porti, invece dei tradizionali canneti delle zone umide.
"È un fenomeno che merita di essere studiato", spiega a Fanpage.it l'ornitologo della Stazione Zoologica Anton Dohrn Rosario Balestrieri, che ha documentato il dormitorio di Gallipoli. "Le rondini utilizzano da sempre i canneti come luoghi sicuri dove trascorrere la notte durante la migrazione, ma negli ultimi anni in Salento stanno emergendo comportamenti diversi. I centri abitati sembrano offrire un'alternativa più valida".
Perché in questi giorni le rondini si radunano a migliaia al tramonto

La spiegazione va cercata nel comportamento migratorio della rondine (Hirundo rustica). Tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, soprattutto ad agosto e settembre, le rondini si preparano infatti ad affrontare la migrazione post-riproduttiva, il viaggio che le porterà dai territori europei di nidificazione verso quelli africani dove trascorreranno l'inverno, a sud del Sahara.
Prima e durante gli spostamenti devono però alimentarsi intensamente per mettere su grasso, il "carburante" per la migrazione, ma anche trovare un luogo sicuro dove trascorrere la notte durante viaggio. Per questo formano grandi dormitori comuni, chiamati roost, nei quali possono riunirsi anche decine di migliaia di individui.

"L'obiettivo è trovare posatoi sicuri e difficilmente raggiungibili dai predatori terrestri", spiega l'ornitologo. "Storicamente questa condizione è stata garantita soprattutto dai canneti delle zone umide. Le rondini arrivano al tramonto, si concentrano progressivamente nel dormitorio, trascorrono lì la notte e al mattino presto ripartono".
Nei borghi salentini, però, stanno trovando un'alternativa più che valida alle paludi e alle zone umide costiere: tetti, antenne, fili, cornicioni, ponti e altre strutture sopraelevate e persino le imbarcazioni ormeggiate nei porti possono infatti offrire posatoi altrettanto protetti e difficili da raggiungere per molti predatori.
Dai canneti ai centri storici: perché è successo?

Non esiste ancora una spiegazione certa del perché negli ultimi anni le rondini scelgono sempre più spesso le aree urbane. Il fenomeno è relativamente recente e, proprio per questo, servono maggiori osservazioni e studi specifici per capire che cosa stia spingendo le rondini a dormire sempre più spesso nei centri abitati.
Una delle ipotesi riguarda la trasformazione degli ambienti naturali. "La spiegazione più plausibile è che i territori tradizionalmente utilizzati per i roost, in particolare i canneti, stiano subendo un forte declino a causa di estati sempre più torride, periodi di siccità prolungata e incendi ricorrenti", spiega ancora Rosario Balestrieri. Le rondini potrebbero quindi essere semplicemente alla ricerca di alternative.

Ma non è l'unica possibilità. Potrebbero essere cambiati i percorsi migratori, potrebbero essere aumentati i flussi di rondini che attraversano il Salento oppure potrebbe esserci stata una crescita nella popolazione nidificante locale. Anche la trasformazione del paesaggio agricolo salentino, compresa la progressiva scomparsa degli oliveti colpiti da Xylella, potrebbe avere avuto un ruolo, anche se al momento si tratta soltanto di ipotesi ancora tutte da verificare.
"Ci sono diverse spiegazioni possibili, ma non possiamo ancora stabilire quale sia quella corretta", sottolinea l'esperto. "Servono indagini mirate che mettano in relazione la presenza delle rondini con la disponibilità e la qualità dei dormitori naturali, le condizioni ambientali e i cambiamenti avvenuti nel territorio negli ultimi anni".
A Gallipoli potrebbero esserci almeno 10mila rondini
Contare con precisione gli uccelli che trascorrono la notte nei vicoli del centro storico di Gallipoli non è però affatto semplice. Gli stormi si dividono tra le diverse strade e la presenza degli edifici impedisce di avere una visuale completa. La stima effettuata da Balestrieri, basata sull'esperienza maturata studiando la specie, è comunque impressionante: "Ritengo che a Gallipoli possiamo parlare di almeno 10mila individui".
Del resto non è una specie che l'ornitologo conosce soltanto attraverso le osservazioni sul campo. La rondine è infatti uno degli uccelli che ha studiato più a lungo durante la fase di roosting durante la migrazione. Nei progetti di monitoraggio condotti tra il Matese e Fondi ne ha inanellate personalmente oltre 30mila. "L'inanellamento consiste nell'applicazione di un piccolo anello identificativo sulla zampa dell'uccello e permette di raccogliere informazioni sui suoi spostamenti, sulla sopravvivenza e sulla biologia della specie", spiega ancora l'esperto.
Uno spettacolo che può diventare anche occasione di educazione ambientale

Il fenomeno, visto anche il periodo estivo di vacanza, non sta naturalmente passando inosservato. A Gallipoli, durante le osservazioni serali, diversi turisti si fermano a guardare gli stormi e sui social ci sono numerosi video girati proprio in Salento e in altre zone della Puglia. Qualcuno ha persino scambiato le rondini per pipistrelli, colpito dalla velocità e dalla quantità degli animali che attraversano i vicoli.
"È un appuntamento che rinnovo ormai ogni anno e che crea una vera dipendenza per chi ama la natura", racconta l'ornitologo. "Ma può essere anche una straordinaria occasione di divulgazione". Un fenomeno naturale può infatti diventare un stimolo per conoscere meglio la fauna selvatica e il modo in cui gli animali reagiscono ai cambiamenti del territorio: "A settembre, quando la pressione turistica sarà inferiore, o nei borghi meno conosciuti, questi dormitori potrebbero attirare birdwatcher, fotografi, appassionati di natura e semplici curiosi".
Una convivenza va però gestita, soprattutto a causa delle deiezioni

La convivenza, però, non è priva di criticità. Il principale problema non è il rumore: le migliaia di rondini sono particolarmente "chiacchierone" all'imbrunire, durante l'arrivo nel dormitorio, e poco prima dell'alba, quando si preparano a ripartire. Durante la notte, invece, rimangono sostanzialmente silenziose mentre dormono.
La difficoltà maggiore riguarda soprattutto il guano, cioè le feci degli uccelli che si concentrano sotto i posatoi. "In base ai dati disponibili, ogni rondine può produrre circa 1,5-4 grammi di guano al giorno, a seconda dell'alimentazione", spiega l'ornitologo. "Se consideriamo almeno 10mila individui, possiamo arrivare a oltre 20 chili di deiezioni depositate ogni notte negli stessi punti". Il fenomeno può protrarsi per diverse settimane e trasformarsi quindi in un problema concreto per chi vive nei vicoli interessati dai dormitori.

I residenti, racconta l'ornitologo, non mostrano necessariamente ostilità verso gli uccelli. Emerge piuttosto la comprensibile difficoltà di dover ripulire quotidianamente ingressi, strade e facciate. "Se i cittadini vengono lasciati soli a gestire il problema delle deiezioni, la convivenza rischia di diventare col tempo sempre più difficile", osserva infatti Balestrieri.
Il fenomeno delle rondini che invadono al tramonto i borghi salentini racconta però anche qualcosa di molto più ampio: il modo in cui gli animali possono adattarsi a un ambiente che sta cambiando molto rapidamente. Se i luoghi tradizionalmente utilizzati diventano meno disponibili o meno sicuri, una specie migratrice può cercare nuove soluzioni, anche dentro città e paesi.
"A chiunque si trovi in Salento in questo periodo consiglio vivamente di alzare gli occhi al cielo al tramonto", conclude l'ornitologo. "È uno spettacolo naturale straordinario ed emozionante".