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7 Luglio 2026
17:29

Lupetti morti nell’area faunistica di Civitella Alfedena, la posizione del PNALM: “Una vicenda dolorosa da cui imparare”

Il Parco d'Abruzzo chiarisce la morte dei cuccioli di lupo nati nelle scorse settimane nell'area faunistica di Civitella Alfedena: individuate criticità che saranno corrette.

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I quattro cuccioli di lupi nati nelle scorse settimane nell’area faunistica di Civitella Alfedena. Foto di PNALM

Prima di tutto il dolore per la perdita dei cuccioli. Poi la ricostruzione di quanto accaduto e l'impegno a correggere le criticità emerse. È questa, in sintesi, la posizione espressa dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise in un comunicato diffuso dopo la morte dei quattro lupetti nati nelle scorse settimane nell'area faunistica di Civitella Alfedena.

"Quanto accaduto impone di intervenire su quegli aspetti della struttura e della gestione interna che, alla luce di questa vicenda, richiedono un adeguamento", ha spiegato il Parco, sottolineando che l'episodio sarà utilizzato per migliorare la sicurezza e la gestione degli animali ospitati.

Secondo quanto spiegato dall'ente, dopo la nascita i piccoli erano stati sistemati insieme alla madre in uno spazio separato, una procedura già adottata in passato per garantire tranquillità durante le prime settimane di vita. In questa fase i controlli vengono svolti mantenendo una certa distanza per evitare di disturbare la lupa e alterarne il comportamento, ma proprio questo approccio ha reso più difficile verificare costantemente la presenza di tutti i cuccioli, che tendevano a nascondersi nelle aree più riparate.

Il Parco ha spiegato che alcuni lupetti sarebbero riusciti a raggiungere l'area occupata dagli altri lupi attraverso un punto della recinzione interna che non aveva mai dato problemi con gli individui adulti, ma che si è rivelato vulnerabile nel caso dei cuccioli. Una situazione che, secondo l'ente, non si era mai verificata nei circa cinquant'anni di storia dell'area faunistica.

L'ultimo cucciolo sopravvissuto è stato invece inserito nel branco dopo lo svezzamento, perché non poteva rimanere isolato a tempo indeterminato. Anche in questo caso, però, l'esito non era prevedibile. I lupi sono infatti animali altamente sociali, ma all'interno del branco esistono dinamiche complesse e imprevedibili: l'accettazione di un nuovo individuo non è mai garantita e, in alcuni casi, possono verificarsi comportamenti aggressivi. Secondo il Parco, il cucciolo non è stato accettato dal gruppo o da uno dei suoi componenti.

Nel comunicato l'ente ha definito la vicenda "un episodio doloroso" che ha colpito anche il personale impegnato quotidianamente nella cura degli animali. Ha ricordato inoltre che le aree faunistiche ospitano lupi che non possono essere reintrodotti in natura e che la gestione di animali selvatici in cattività provenienti da contesti e storie diverse presenta inevitabilmente difficoltà e situazioni non sempre prevedibili.

Il Parco ha concluso riconoscendo la legittimità delle richieste di chiarimento da parte del pubblico, ma invita a evitare ricostruzioni affrettate e processi sommari alimentati dai social network. Nei giorni scorsi, infatti, erano stati molti i post e i commenti – anche molto duri – che chiedevano una spiegazione al Parco dopo che la notizia della morte di lupetti aveva iniziato a circolare in Rete.

Le verifiche svolte in questi giorni, ha sottolineato infine l'ente, hanno permesso di individuare criticità che saranno corrette per ridurre il rischio che episodi simili possano ripetersi in futuro.

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