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4 Novembre 2026
19:52

Le iconiche strolaghe che abbiamo sentito tutti nei film fanno sempre più fatica ad allevare i loro piccoli

I loro inquietanti richiami sono famosi anche grazie al cinema, ma le strolaghe nordamericane fanno sempre più fatica a riprodursi e ad allevare i loro pulcini. Un nuovo studio rivela un declino allarmante legato soprattutto alle attività umane.

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In Nord America, le strolaghe maggiori fanno sempre più fatica a riprodursi e a crescere i loro pulcini

C'è un verso che chiunque abbia visto un film horror o una scena notturna ambientata nella natura selvaggia conosce molto bene, anche se probabilmente non sa a quale animale appartenga. È un richiamo lungo, un po' inquietante e quasi spettrale, che sembra a metà strada tra un lamento umano e un ululato. È il verso della strolaga maggiore, uno degli uccelli più iconici del Nord America, protagonista di innumerevoli film e profondamente radicato nell'immaginario comune di Stati Uniti e Canada.

Eppure, questo suono così familiare potrebbe diventare sempre più raro.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista FACETS ha infatti scoperto che le strolaghe maggiori stanno allevando sempre meno piccoli in gran parte del loro areale riproduttivo nordamericano. La ricerca, coordinata da Birds Canada, ha analizzato quasi mezzo secolo di dati, documentando un declino costante e diffuso del successo riproduttivo. E tra le principali cause ci sono ancora una volta le attività umane, i cambiamenti climatici e le trasformazioni degli ambienti lacustri.

La strolaga maggiore, il simbolo dei laghi nordamericani che abbiamo sentito tutti al cinema

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La strolaga maggiore (Gavia immer) è l’uccello che emette quel verso ululato, e un po’ inquietante, che tutti abbiamo sentito almeno una volta in film e serie TV

La strolaga maggiore (Gavia immer) è un grande uccello acquatico dal piumaggio bianco e nero, con la testa scura, il becco appuntito e inconfondibili occhi rossi. È una straordinaria nuotatrice e soprattutto un'abilissima tuffatrice, in grado di immergersi in profondità per catturare pesci e altre prede. Durante la stagione riproduttiva frequenta soprattutto i laghi del Canada e degli Stati Uniti settentrionali, dove costruisce il nido vicino all'acqua e alleva generalmente uno o due piccoli.

In Nord America, però, le strolaghe sono molto più che semplici uccelli iconici. Sono un autentico simbolo della natura selvaggia, dei grandi laghi circondati dalle foreste e delle lunghe estati trascorse in campeggio. La specie è persino l'uccello simbolo del Minnesota e in Canada compare sulla moneta da un dollaro, chiamata proprio loonie dal nome inglese delle strolaghe, loon. Questi uccelli occupano inoltre un posto di rilievo anche nelle tradizioni e nei racconti di diverse popolazioni indigene nordamericane.

Ma ciò che le rende davvero indimenticabili è soprattutto la loro voce. Le strolaghe emettono diverse vocalizzazioni, tra cui il cosiddetto wail, un lungo lamento utilizzato per mantenere il contatto con il partner, e una sorta di risata tremolante emessa invece in situazioni di allarme. Sono richiami che possono propagarsi per grandi distanze sull'acqua, anche durante la notte, creando un'atmosfera particolarmente suggestiva.

Ed è proprio per questo che i loro richiami sono diventati uno degli effetti sonori più utilizzati e riconoscibili del cinema, soprattutto nelle scene notturne, nei thriller e nei film horror. Quando sullo schermo compare un lago avvolto nella nebbia, una foresta buia o una casa abbandonata nel bosco, spesso il verso inquietante che sentiamo in sottofondo appartiene proprio a una strolaga. Il suo richiamo viene usato persino in ambientazioni dove questi uccelli non vivono affatto ed è diventato una sorta di scorciatoia sonora per evocare mistero, isolamento e natura selvaggia. Un suono che abbiamo ascoltato probabilmente decine di volte senza sapere chi lo emettesse.

Le strolaghe fanno sempre meno piccoli: cosa hanno scoperto i ricercatori

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Lo studio ha analizzato quasi 50 anni di dati riproduttivi raccolti in migliaia di laghi nordamericani. Immagine da Fuirst et al., 2026

Per capire come stanno cambiando le popolazioni di strolaga maggiore, i ricercatori hanno analizzato 45.591 eventi riproduttivi raccolti nell'arco di ben 49 anni, in nove province canadesi e sette Stati americani. Si tratta del più ampio studio del successo riproduttivo (semplificando un po', il numero di pulcini nati che raggiungono l'età adulta) della specie mai realizzato, basato sul monitoraggio di migliaia di laghi.

I risultati mostrano purtroppo una tendenza molto preoccupante: il successo riproduttivo è diminuito in 11 delle 12 regioni analizzate. In alcune aree il calo è stato particolarmente allarmante. Nelle province atlantiche canadesi la riduzione stimata dal 1992 raggiunge il 74%, mentre in altre arriva al 65%. Il Maine è l'unica regione studiata a mostrare una sostanziale stabilità, con una variazione positiva stimata dello 0,17% all'anno.

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Le coppie fanno sempre più fatica a far schiudere le uova e a portare all'involo i loro piccoli

In passato, le nascite erano generalmente sufficienti a mantenere stabili le popolazioni, con circa un pulcino sopravvissuto ogni due coppie riproduttive. Oggi, invece, in molte regioni questo equilibrio rischia di venir meno.

Il dato è particolarmente grave anche perché le strolaghe sono uccelli piuttosto longevi, con tassi di sopravvivenza degli adulti relativamente elevati. Questo significa che una popolazione può apparire oggi ancora numerosa e in salute anche quando sono ormai anni che fatica a riprodursi e sempre meno giovani riescono a sopravvivere. Il declino del successo riproduttivo scoperto da ricercatori potrebbe quindi anticipare di molti anni una diminuzione più evidente della popolazione che si vedrà però solo in futuro, quando non ci saranno giovani a rimpiazzare gli adulti.

Cambiamenti climatici, inquinamento e attività umane: perché le strolaghe non riescono più a riprodursi

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In alcune località, il successo riproduttivo si è ridotto di quasi il 75%

Secondo gli autori, il declino dipende dall'effetto cumulativo e combinato di diversi fattori, molti dei quali direttamente o indirettamente legati alle attività umane. Uno dei principali è l'aumento delle precipitazioni estreme, favorito dai cambiamenti climatici. Le piogge particolarmente intense possono infatti provocare improvvisi innalzamenti del livello dei laghi, sommergendo i nidi con le uova all'interno costruiti lungo le sponde.

Le condizioni più umide possono inoltre favorire le infestazioni di insetti ematofagi, come le mosche che tormentano gli adulti durante la cova fino a spingerli, in alcuni casi, ad abbandonare il nido. C'è poi un problema meno evidente, ma altrettanto importante: la perdita di trasparenza dell'acqua. Le piogge intense trascinano nei laghi sedimenti e materia organica, rendendo l'acqua più torbida. Le strolaghe cacciano soprattutto grazie alla vista e, quando la visibilità diminuisce, diventa più difficile individuare e catturare i pesci. Questo può tradursi in pulcini meno nutriti, più leggeri e con minori probabilità di sopravvivere.

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Cambiamenti climatici, inquinamento e urbanizzazioni sono tra le cause principali di questo declino

A questi fattori si aggiungono poi altre pressioni che variano da regione a regione: l'avvelenamento da piombo usato per la pesca, la contaminazione da metilmercurio, l'acidificazione delle acque e la progressiva urbanizzazione delle rive. Anche la predazione delle uova da parte delle aquile di mare testabianca contribuisce in alcuni casi a ridurre il successo riproduttivo. Naturalmente, non significa che la strolaga maggiore sia destinata a scomparire dal Nord America, ma nel tempo potrebbe diventare sempre più rara. È un segnale molto preoccupante, perché dimostra anche quanto possa essere difficile accorgersi del declino di una specie osservando soltanto il numero degli adulti.

Per invertire la rotta sarà quindi fondamentale individuare le minacce più urgenti nelle diverse regioni e intervenire sulla qualità delle acque, sulla cementificazione delle rive e su altre pressioni. Altrimenti, in futuro, gli iconici versi delle strolaghe potrebbero continuare a risuonare in film e serie TV molto più spesso che lungo le sponde dei grandi laghi del Nord America.

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