
Dall'estate scorsa sui social circolano diversi video di serpenti avvistati al mare sull'isola di Ibiza. Alcuni nuotano in acqua, altri vengono avvistati sempre più spesso in spiaggia. Le immagini e gli avvistamenti hanno alimentato il racconto di una presunta "invasione" che ha spaventato non poco i turisti e chi frequenta l'isola in estate, ma dietro queste segnalazioni crescenti c'è una storia ecologica decisamente più complessa e che inizia molti anni fa.
Di recente se n'è tornato a parlare di nuovo dopo la pubblicazione di una nota scientifica che descrive proprio questo comportamento relativamente nuovo: secondo gli autori, i serpenti stanno probabilmente nuotando più spesso in mare per colonizzare altri isolotti vicini, spinti dalla crescita della popolazione e dalla competizione il cibo.

Il protagonista di questa vicenda è il colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis), una specie non velenosa originaria della Penisola Iberica e del Nord Africa. Il problema principale, però, non riguarda tanto la sicurezza delle persone, ma l'impatto sulla biodiversità locale, in particolare sulle piccole lucertole endemiche delle Baleari: la lucertola delle Pitiuse (Podarcis pityusensis), una specie che vive solo a Ibiza, Formentera e in altri isolotti vicini.
E per fare il punto della situazione e comprendere davvero la storia e le conseguenze di questa invasione biologica, ne abbiamo parlato con Antonio Romano, erpetolgo, ricercatore del CNR e vicepresidente della SHI, la Societas Herpetologica Italica.
Perché si parla così tanto di "invasione" di serpenti a Ibiza?
Più che di una vera invasione improvvisa, si tratta di un processo iniziato da tempo. Nelle Baleari sono state introdotte diverse specie aliene nel corso dell'ultimo secolo, ma il colubro ferro di cavallo è quello che ha avuto il maggior successo. Sono arrivati accidentalmente insieme agli ulivi ornamentali importati dalla terraferma. I serpenti possono facilmente nascondersi tra le radici, nei tronchi cavi o nei vasi durante il trasporto. Le prime segnalazioni di una popolazione ormai stabilizzata sull'isola risalgono al 2003.
Perché oggi si vedono così tanti serpenti anche in mare?
Il colubro ferro di cavallo è una specie termofila, quindi molto amante del caldo e abbastanza grande, quindi è anche più facile da osservare. Le immagini che hanno colpito di più sono quelle dei serpenti che nuotano in mare, ma probabilmente questo comportamento comune a molte specie presenti anche in Italia è legato al tentativo di raggiungere nuovi isolotti. L'aumento della popolazione e della competizione può spingere alcuni individui a spostarsi verso nuovi terriotri dove trovare spazio e prede disponibili.
Qual è il principale problema ecologico legato a questi serpenti?
Le lucertole sono le vere vittime di questa invasione. Ibiza e le altre Baleari ospitano infatti una piccola lucertola endemica chiamata lucertola delle Pitiuse, presente solo su queste isole. Si tratta di una specie di grande valore naturalistico e conservazionistico. Purtroppo però, le lucertole non si sono evolute insieme ai serpenti introdotti dall'uomo e quindi non hanno sviluppato difese efficaci contro questi predatori e sono perciò molto vulnerabili.
Perché questi serpenti stanno avendo tanto successo?
Gli studi recenti mostrano che i colubri di Ibiza si stanno adattando molto rapidamente al nuovo ambiente. Le femmine raggiungono la maturità sessuale prima rispetto alle popolazioni della terraferma, il periodo riproduttivo dura più a lungo e sembrano raggiungere dimensioni maggiori. Probabilmente accade perché hanno trovato un clima molto favorevole e una grande disponibilità di cibo. Sull'isola non hanno predatori e le lucertole sono una preda facile da catturare. Stanno mostrando una notevole "plasticità fenotipica", cioè la capacità di modificare rapidamente alcune caratteristiche biologiche in risposta all'ambiente. E la cosa sorprendente è la velocità con cui sta avvenendo: appena una ventina d'anni.
Questi serpenti sono pericolosi per le persone?
No, i serpenti presenti oggi a Ibiza non sono velenosi e non rappresentano un pericolo per l'uomo. Il vero problema riguarda la biodiversità dell'isola. L'arrivo di un nuovo predatore in un ecosistema isolato e chiuso può alterare profondamente le dinamiche naturali, soprattutto quando la popolazione cresce rapidamente e non ha predatori naturali come in questo caso. Per questo motivo le autorità delle Baleari hanno avviato programmi di monitoraggio e contenimento per limitare l'espansione dei serpenti e proteggere le lucertole endemiche.