
Il fenomeno dell'abbandono degli animali domestici non riguarda solo i cani o i gatti. Coinvolge anche altre specie, perfino le oche e le anatre come avevamo raccontato su Kodami descrivendo i casi dovuti a chi prende i pulcini per fare i video su TikTok e poi li abbandona quando diventano grandi. Ma c'è un'altra specie, molto diffusa nelle famiglie italiane, che ora paga lo scotto di adozioni inconsapevoli: i conigli.
Due sono le storie che arrivano dalla sezione di Monza dell'Enpa, di cui una molto particolare che però rappresenta un caso positivo. Si tratta della storia di un coniglio nano, chiamato Renatino, individuato da diversi passanti sotto una macchina parcheggiata di fronte ad una banca nel centro della città. Le segnalazioni sono arrivate al centralino dell'associazione e due volontari si sono recati sul posto per recuperare l'animale. L'esemplare di coniglio d'Angora era immobile sotto il veicolo, dal quale si intravedeva la sua sagoma e il colore rossiccio della sua pelliccia. Federica, una degli operatori, lo ha chiamato a sé e il coniglietto si è avvicinato subito, lasciandosi prendere in braccio e dimostrando così una certa familiarità con l'essere umano.
La storia a lieto fine di Renatino

Renatino è stato portato al rifugio di Monza e gli operatori dell'Enpa avevano supposto che si trattasse di un abbandono estivo. Ma per fortuna la realtà era diversa: il giorno dopo il ritrovamento le persone di riferimento del coniglio si sono messe in contatto con il centro di recupero. Quello che era accaduto è che il coniglio era fuoriuscito dal giardino di casa e si era posizionato sotto la macchina di famiglia, parcheggiata appunto davanti alla banca dove lavora una delle persone che fanno parte della sua famiglia. Non sia, chiaramente, come abbia fatto l'animale a rimanere indenne e quale tragitto abbia fatto per raggiungere, praticamente, il veicolo dove poi si è rifugiato.
Il caso del coniglio d'Angora abbandonato in pessime condizioni
Per una storia finita bene, però, come accennavamo all'inizio, ce ne sono molte altre che riguardano i lagomorfi che si concretizzano in puri abbandoni. Enpa Monza infatti ricorda anche il caso più recente che hanno dovuto affrontare, il ritrovamento in un campo sulle sponde del Canale Villoresi di un maschio di coniglio ariete. L'animale era in pessime condizioni fisiche, sporco a tal punto da aver sviluppato una grave dermatosi, determinata proprio dalla scarsa igiene in cui era stato tenuto per molto tempo. "Sicuramente questo animale ha vissuto a lungo chiuso in una gabbietta con l’impossibilità di muoversi", sottolineano dall'associazione.
Ora è ricoverato nel reparto lagomorfi dell’Enpa di Monza ed è stato sottoposto alle visite veterinarie necessarie, nonché ripulito e soprattutto alimentato correttamente. "Il tempo di riprendersi e verrà messo in adozione per trovargli una famiglia che lo possa accudire correttamente e con amore per il resto della sua vita", concludono da Enpa.
La vita con un coniglio: una scelta che deve essere responsabile
La vita con un coniglio sembra a molti una scelta "facile" rispetto a quella di adottare un cane o un gatto, ma quest'ultimo caso è rappresentativo di quanto ancora le persone siano lontane dal rispetto che si deve a chiunque appartenga a una qualsiasi altra specie. Spesso conigli e anche criceti vengono appunto preferiti dalle famiglie che prendono un animale in casa solitamente per accontentare un bambino che ne fa richiesta. L'accompagnamento nella crescita di un minore di un individuo di un'altra specie può avere decisamente un alto valore educativo, ma se poi si risolve in un abbandono l'esempio è decisamente pessimo e ha conseguenze anche sui piccoli umani.
Per quanto riguarda le attenzioni e le cure che bisogna rivolgere a questa tipologia di animali, ce ne sono diverse e non vanno affrontate con superficialità. Come ha precisato la veterinaria ed etologa Federica Pirrone su Kodami, "l'isolamento sociale è causa di forte stress per il coniglio e lo porta a diventare pauroso e diffidente, favorendo la manifestazione di comportamenti aggressivi di difesa, anche nei confronti del suo pet mate". Un punto fondamentale dunque è proprio il tipo di relazione che si instaura con i lagomorfi, spesso lasciati perennemente dentro le gabbie in cui vengono posti dal primo giorno che entrano in famiglia. "In natura, i conigli lasciano piste odorose che li aiutano, quando si allontanano, a ritrovare le tane – sottolinea ancora l'esperta – Avere almeno un compagno con cui condividere la vita gli permette di esprimere la naturale socialità di notte, quando invece la sua persona di riferimento, almeno di solito, dorme".
In generale bisogna dunque conoscere bene le abitudini della specie e capire quali azioni mettere in campo e quale impegno ci vuole quando se ne adotta uno. Fondamentale, ad esempio, è lasciarli liberi di esplorare l'ambiente e preferire una gabbia metallica rispetto al terrario che "dovrebbe essere abbastanza grande da consentire a un coniglio di completare tre saltelli ed essere almeno abbastanza alta da consentirgli di stare in piedi sulle zampe posteriori".