
Cinque cuccioli di lupo, una stessa cucciolata rimasta orfana e una situazione diventata rapidamente drammatica. È la storia che in questi giorni sta tenendo impegnato il Centro recupero animali selvatici (CRAS) gestito da WildUmbria a Pietralunga, in provincia di Perugia.
Uno dei lupetti è morto dopo essere stato investito, un altro, chiamato Twin, non è sopravvissuto nonostante le cure. Zira, invece, è la sorella ancora in cura e sta affrontando un lungo percorso di recupero per poter tornare, se le sue condizioni lo permetteranno, alla vita selvatica. Nel frattempo, altri due fratelli sono ancora sul territorio.
"Sapevamo da tempo che c'erano questi cuccioli di lupi affetti da rogna che giravano in paese", racconta a Fanpage.it Francesca Vercillo, naturalista e responsabile del CRAS di WildUmbria. La rogna è una malattia parassitaria della pelle che può provocare perdita del pelo, irritazione e lesioni. "Ci sono arrivate numerose segnalazioni e video. La rogna è una condizione naturale e di solito non interveniamo se non è strettamente necessario, anche perché dal punto di vista nutrizionale sembravano stare bene. Poi però qualcosa è cambiato".
Il recupero di Zira, la lupetta affetta da rogna e con una zampa rotta

Uno dei cuccioli è stato trovato morto dopo essere stato investito in strada. Poco dopo è arrivata la segnalazione di un altro lupetto, una femmina, con una zampa fratturata e in evidente stato di malnutrizione: era Zira. "Non riuscendo a scappare, siamo riusciti a catturarla, mentre i fratelli si sono invece dati alla fuga. Era molto debilitata e prima di affrontare l'operazione alla zampa abbiamo dovuto curarla per permetterle di recuperare le forze".
La cucciola è stata quindi sottoposta a un intervento chirurgico. Ora si trova in degenza al CRAS, dove viene seguita quotidianamente dagli operatori e dove ha già iniziato anche la fisioterapia. Le sue condizioni restano delicate, ma ci sono segnali che lasciano aperta la possibilità di un ritorno in natura. "Ora sta meglio, sta recuperando e speriamo di poterla riportare in natura", spiega ancora Vercillo.
Un terzo lupetto non ce l'ha fatta, altri due sono ancora sul territorio

La situazione è diventata ancora più difficile pochi giorni dopo, quando i soccorritori sono stati chiamati per un altro cucciolo che si era rifugiato nel giardino di un albergo. Era Twin, un altro dei fratelli di Zira e del primo cucciolo trovato investito. Le sue condizioni erano però già gravissime. Per una settimana il personale ha tentato di sostenerlo con cure veterinarie, farmaci e alimentazione specifica, ma il piccolo era ormai troppo debilitato ed è morto.
Restano così due cuccioli ancora liberi sul territorio. Le segnalazioni continuano ad arrivare, ma finora non è stato possibile recuperarli e non è chiaro quali siano le loro condizioni. Secondo Vercillo, dietro al rapido peggioramento della cucciolata potrebbe esserci la perdita degli adulti. "Pensiamo sia successo qualcosa ai genitori, perché inizialmente nonostante la rogna erano tutti ben nutriti. Poi il loro stato è peggiorato rapidamente. Non possiamo dirlo con certezza, ma è possibile che siano rimasti orfani. Anche perché gli adulti non sono mai stati avvistati".
Per Zira, intanto, il recupero continua. E per il CRAS significa anche affrontare tante nuove spese per interventi veterinari, farmaci, alimentazione e assistenza quotidiana. "In pochi giorni questa emergenza ha già richiesto importanti risorse economiche per le cure e continueremo ad affrontare le spese per la cucciola che è attualmente con noi. Non riusciamo a farcela e per questo abbiamo deciso di lanciare una raccolta fondi per chiedere una mano".
Al CRAS ci sono anche due cuccioli di gatto selvatico

Quella di Zira, infatti, non è l'unica storia seguita in questo momento dagli operatori. Al CRAS ci sono naturalmente anche altri animali, tra cui due cuccioli di gatto selvatico: "Una femmina trovata in Umbria da una persona che inizialmente la credeva un gatto randagio e un maschio arrivato da un altro centro di recupero nel Lazio dopo lo svezzamento. L'obiettivo è farli crescere insieme e prepararli, quando sarà possibile, al ritorno nell'ambiente naturale", conclude Francesca Vercillo.
Nel frattempo Zira resta sotto attenta osservazione. Per lei la strada è ancora lunga: dovrà recuperare completamente le forze, proseguire la riabilitazione e dimostrare di poter tornare a vivere senza l'aiuto degli esseri umani. Solo allora si potrà pensare al momento più importante di tutti: quello in cui la porta del CRAS si aprirà e la lupetta potrà tornare a essere, semplicemente, un animale selvatico libero.