
Una proposta di legge che vieta sia l'importazione che l'esportazione di trofei di caccia provenienti da specie protette. La Francia punta a bandire per sempre una pratica che ogni anno genera un business da centinaia di milioni di dollari: la caccia al trofeo. Solo nell'Africa subsahariana si stima un indotto diretto di circa 200-250 milioni di dollari annui, mentre l'Unione Europea importa in media quasi 3.000 trofei di specie protette ogni anno di cui anche l'Italia è parte del commercio.
I legislatori francesi devono fare i conti, infatti, con il dato di fatto che la Francia è uno dei maggiori importatori europei di trofei di caccia provenienti da specie protette negli ultimi anni, puntando ad un provvedimento concreto per la conservazione della fauna selvatica. Secondo Humane World for Animals, organizzazione internazionale capofila della battaglia contro la caccia da trofeo, la proposta di legge è il risultato di "oltre tre anni di attività di sensibilizzazione coordinata da parte di Humane World for Animals Europe, in collaborazione con Convergence Animaux Politique (CAP) e altre organizzazioni per la protezione degli animali, al fine di promuovere restrizioni più severe sull'importazione di trofei di caccia in Francia".
La caccia al trofeo è una pratica crudele in cui si uccidono animali selvatici per svago e per conservarne e poi esporre parti come le corna o la pelle. Su Kodami abbiamo realizzato un'inchiesta sotto copertura alla Jagd&Hund, la più grande e importante fiera della caccia d’Europa che ogni anno si tiene a Dortmund, in Germania, mostrando come si comprano pacchetti di viaggio per uccidere animali.
In Francia è stato Mathieu Lefèvre, Ministro delegato per la transizione ecologica, ad annunciare sui social media la sospensione dell'elaborazione di tutte le richieste di permessi per l'importazione di trofei di caccia. La misura ha carattere precauzionale e mira a garantire l'immediata efficacia della decisione, anche prima della pubblicazione del testo definitivo della legge che dovrà essere discussa in Parlamento. L'azione è sostenuta dal Primo Ministro, Sébastien Lecornu, ed è previsto un decreto che impone prove scientifiche e ambientali sulla tracciabilità e sullo stato di conservazione delle specie in questione, al punto che la Francia intende estendere questa stessa normativa anche a livello europeo.
Il fenomeno, infatti, riguarda tutto il Vecchio Continente: solo tra il 2014 e il 2020 sono stati importati 20.678 trofei di caccia, per una media di circa 3000 importazioni l'anno e l’Unione Europea è il secondo più importante importatore di trofei dopo gli Stati Uniti. Secondo i dati di Humane World for Animals, tra il 2015 e il 2024 la Francia ha importato 827 trofei di caccia appartenenti a specie di mammiferi elencate nella CITES tra cui leopardi, elefanti africani e ippopotami. In tutta Europa, tra il 2015 e il 2024, sono stati importati 27.361 trofei di caccia di mammiferi inclusi negli elenchi CITES. Il Parlamento Europeo ha chiesto nel 2022 l’introduzione di un divieto di importazione a livello UE ma la normativa dell’Unione continua a consentire l’ingresso dei trofei di caccia come “effetti personali”, purché siano accompagnati dalle necessarie autorizzazioni.