
La caccia al trofeo è ancora molto praticata e del tutto legale in diversi paesi del mondo. La praticano principalmente i turisti occidentali, soprattutto provenienti dagli Stati Uniti e dall'Europa, che vanno in paesi dell'Africa soprattutto a uccidere animali selvatici usufruendo di veri e propri pacchetti viaggio che offrono di tutto, anche dei menu in cui si può scegliere di ammazzare elefanti, leoni, giraffe e qualsiasi altra specie.
La storia che adesso arriva dal Sudafrica, dunque, non è così eccezionale purtroppo se non fosse altro che per il numero consistente di animali che sono stati uccisi.
Grootvallei African Safaris è una riserva in cui si svolgono queste atroci e impari cacce al trofeo, considerando che gli animali sono confinati nell'area e alcuni anche messi in quelle che sono chiamate "box", vere e proprie gabbie da cui sono liberati nel momento in cui il cacciatore è pronto a sparare. Il "game" si trova a Boshof, una provincia del Free State in Sudafrica e funziona come un'agenzia di viaggi, appunto. Viene offerto ai clienti tutto il necessario per uccidere gli animali e passare quelle che sono presentate come delle "belle giornate" in natura. Tutto è fatto alla luce del sole, infatti il record di un tale "signor Don", un ex militare di Los Angeles, è stato dettagliatamente pubblicizzato sul profilo Facebook della struttura. Le sue foto si alternano a quelle di altri clienti, sempre accompagnati negli scatti dai cadaveri degli animali che hanno ucciso. Don è riuscito, però, a collezionare un numero enorme di prede, incluso due specie molto rare come un Felis lybica, ovvero il gatto selvatico africano, e un maestoso esemplare di Royal Wildebeest. Sono 14 gli animali che ha ammazzato in totale a colpi di fucile, tra cui due leonesse e un leone maschio e diverse antilopi. Il catalogo della sua "impresa" è tutto visibile online, post dopo post, dove si alterna il faccione del cacciatore alle spalle dei cadaveri che ha collezionato.
Il Gatto Selvatico Africano è un piccolo felide originario di Africa, Medio Oriente e Asia. È considerato a livello globale l'antenato diretto di tutti i gatti domestici, E'diventato raro allo stato selvatico trovare un esemplare geneticamente puro a causa dell'ibridazione.
Il Royal Wildebeest è la variante cromatica più rara del comune gnu striato. Si stima che ne esistano soltanto tra i 20 e i 30 esemplari in tutto il mondo, allevati prevalentemente in Sudafrica da pochissimi allevatori specializzati e spesso fatti nascere e crescere proprio per essere uccisi durante la caccia al trofeo. Data l'eccezionale scarsità numerica, infatti, è considerato un trofeo ambitissimo nel "trophy hunting", con pacchetti e permessi che raggiungono cifre altissime per poterlo uccidere.
Il punto, infatti, che poco traspare dalle cronache su questo episodio gravissimo, è che il signor Don ha speso migliaia di dollari per ottenere questi risultati di cui ha ben poco di cui vantarsi, pure dal punto di vista della sua abilità da cacciatore. La caccia al trofeo avviene in riserve come quella in cui si è recato, luoghi chiusi in cui le prede non hanno alcuna speranza di salvarsi, considerando anche che queste persone sono accompagnate dagli operatori della struttura che provvedono loro, qualora il cacciatore non riesca, a far tornare comunque a casa i clienti soddisfatti con il loro "bottino". Per capire le cifre, un “semplice” uccello generico e non particolarmente protetto può valere anche solo 5 euro, cacciare un bufalo può costare fino a 8000 dollari, mentre un leopardo arriva anche a 20 mila e un leone a 50 mila. E non serve saper sparare o avere esperienza con la caccia: in Namibia, per esempio, tutti possono farlo anche senza aver mai toccato un’arma prima.

Normalmente su Kodami non pubblichiamo immagini che ledono la dignità di qualsiasi specie vivente, ma in questo caso il volto di quest'uomo fieramente in posa dietro gli animali che ha ucciso è un messaggio forse ancora più potente delle parole che possono accompagnare o commentare una pratica che stenta a diventare illegale nel mondo. Intorno alla caccia al trofeo c'è un business di nicchia ma da milioni di euro, come abbiamo scoperto durante la nostra inchiesta sotto copertura a Dortmund, dove si svolge la Jagd&Hund la più grande fiera dedicata al mondo venatorio in cui un intero padiglione è dedicato alla "caccia grossa". Lì abbiamo avuto a che fare con i tour operator che offrono viaggio, soggiorno e prede con tanto di listini prezzi e anche premi come la ruota della fortuna dove si può vincere, ad esempio, di sparare gratis a una giraffa.
Sono migliaia gli animali protetti e a rischio estinzione che vengono uccisi in tutto il mondo solo per divertimento e persino noi europei siamo coinvolti, Italia compresa. Anche se tutti questi animali vengono uccisi in Africa, Nord America o Asia, sono i ricchi cacciatori occidentali a sostenere e finanziare questo tipo di attività: tra il 2014 e il 2020. Siamo i primi in Europa per numero di trofei di ippopotami importati e quarti invece per i leoni.