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9 Settembre 2026
10:28

La convivenza tra iene e leoni: lo studio che ribalta l’idea che le prime arrivino dopo i secondi per consumare il pasto

Uno studio in Africa condotto con l'utilizzo di collari GPS ha rivelato che le iene non seguono sempre i leoni per cibarsi delle loro prede ma sono soprattutto i maschi di quest'ultima specie a inseguirle e costringerle ad allontanarsi.

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Nel Parco Nazionale di Etosha in Namibia, al Parco Nazionale di Chobe e nella vicina Riserva di Linyanti in Botswana convivono iene e leoni. Il rapporto tra queste due specie è basato su una storia antica che vede le popolazioni di carnivori condividere lo stesso aerale e puntualmente misurarsi l'un l'altro rispetto all'accesso alle risorse.

Si è sempre pensato che le iene arrivassero sulle prede dopo il "passaggio" dei leoni, ma ora uno studio condotto attraverso l'uso di collari GPS ha concesso agli esperti di poter seguire le abitudini di entrambi gli animali, scoprendo che le iene non arrivano dopo che il "re della foresta" ha consumato il pasto ma anzi sono proprio i leoni, specialmente i maschi, ad avvicinarsi agli altri animali e a costringerle ad allontanarsi.

I leoni maschi allontanano le iene: la novità della ricerca

Dalla ricerca emerge dunque che quanto da sempre ipotizzato, ovvero che le iene seguissero i leoni in attesa di divorare quello che i grandi felini lasciavano dopo aver predato, non avviene sempre. "I dati raccolti dai nostri collari GPS dimostrano che i leoni africani e le iene maculate lasciano una traccia chiara e misurabile nel modo in cui si muovono l'uno intorno all'altro – ha sottolineato la ricercatrice Nancy Barker dell'Università del KwaZulu-Natal, autrice principale dell'articolo pubblicato su Frontiers in Ethology – Le iene maculate si allontanano costantemente dai leoni, mentre i leoni maschi tendono ad avvicinarsi alle iene".

Secondo i dati raccolti,  il segnale di ritirata delle iene riflette uno schema comportamentale ripetibile che appunto ha permesso agli esperti di stabilire che questo tipo di interazioni è stabile da parte delle due popolazioni, con un ruolo attivo da parte dei leoni maschi che tendono a far allontanare le iene.

Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno applicato i collari GPS a 17 leoni (13 femmine e 4 maschi) e 14 iene maculate (10 femmine e 4 maschi) , installato foto trappole per il monitoraggio e hanno seguito i movimenti degli animali scelti per quattro anni. Dai dati raccolti sono state individuate 23 coppie di animali monitorati simultaneamente, tra cui 10 coppie leone-iena. Classificando la direzione dei movimenti di ogni individuo all'interno di ciascuna coppia, i ricercatori sono riusciti a monitorare ed analizzare migliaia di interazioni.

Il Gps come strumento per la conservazione delle specie in Africa

L'uso del collare GPS è recente in questo tipo di osservazioni volte alla tutela e alla conservazione delle specie che popolano l'Africa. Lo strumento consente di conoscere la posizione degli animali ogni cinque minuti e la raccolta dei dati non avviene tramite satellite, ma secondo un software che memorizza i dati localmente e li trasmette attraverso una rete a basso consumo energetico quando è disponibile una connessione. Questa tecnologia rende il sistema più economico e significativamente più efficiente dal punto di vista energetico rispetto ai tradizionali collari satellitari ma fornendo un quadro estremamente preciso degli spostamenti nel tempo e sul territorio, comprese le variazioni stagionali e i percorsi giornalieri dei leoni e delle iene.

Dallo studio emerge anche una considerazione molto importante, di cui decisamente ci rendiamo poco conto. Al di là del comportamento "collettivo" di una determinata popolazione di individui, ciò che ha un grande impatto sulla convivenza è anche il comportamento del singolo. Baker sottolinea infatti quanto sia stato dirimente l'apporre il collare a determinati soggetti che occupavano una posizione più elevata nella gerarchia sociale, essendo quelli che con meno probabilità si sarebbero allontanati dal territorio del loro branco o clan e riuscendo così a capire sia le singole decisioni che quelle legate appunto all'appartenenza a un gruppo.

"Per ogni istante in cui sia un leone che una iena avevano un segnale GPS contemporaneamente, ci siamo posti una semplice domanda: ciascun animale si stava muovendo verso l'altro, si stava allontanando o si stava spostando lateralmente? – ha concluso l'esperta – Ripetendo l'esperimento su migliaia di posizioni simultanee e su numerose coppie di animali, emerge uno schema chiaro: le iene si allontanano per lo più, mentre i leoni, soprattutto i maschi, si muovono per lo più verso di loro".

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