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5 Agosto 2026
9:02

L’importanza del reinserimento in natura: la storia degli 11 elefanti che hanno ritrovato la libertà

Uno studio sudafricano su 11 elefanti liberati dopo anni di cattività mostra che, dopo cinque anni, comportamento e livelli di stress sono risultati simili a quelli degli elefanti selvatici, confermando un adattamento riuscito alla vita in natura e mettendo in dubbio la pratica del non rilascio rispetto alle specie nate e cresciute nei giardini zoologici che preservano la conservazione degli animali.

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Spesso si parla di progetti di conservazione delle specie e di realtà come i giardini zoologici dove ci sono animali che vengono mantenuti in cattività perché sono nati in quelle condizioni e "non potrebbero adattarsi ad una vita in natura". Uno studio adesso dimostra che non è sempre così e che, anzi, può capitare che individui reinseriti nel loro habitat naturale si adeguino perfettamente,  dimostrando comportamenti del tutto simili ai conspecifici che hanno sempre vissuto in libertà.

E' quanto accaduto in Sudafrica a 11 elefanti che avevano trascorso anni in cattività e che sono stati trasferiti in alcune riserve protette: dopo cinque anni di monitoraggio hanno dimostrato di essersi perfettamente integrati all'ambiente naturale. I ricercatori hanno valutato le risposte comportamentali e fisiologiche degli animali e ognuno di loro è stato osservato per tre settimane consecutive almeno una volta all'anno per un periodo di cinque anni. Il team ha cercato indicatori comportamentali che potessero suggerire un disagio degli elefanti nel loro ambiente naturale, come una maggiore diffidenza, e comportamenti che potessero essere retaggi del periodo di cattività, come conflitti e scontri, nonché un aumento del contatto fisico con se stessi.

Gli esperti hanno così scoperto che il comportamento degli elefanti reintrodotti in natura era molto simile a quello dei selvatici, anche attraverso la raccolta di campioni fecali per analizzare i livelli di stress che sono risultati essere in linea con i conspecifici che mai sono stati in cattività.

Tenisha Roos, co autrice e ricercatrice dell'Elephant Reintegration Trust del Sudafrica, ha così commentato i risultati ottenuti: "Nel complesso, gli elefanti reintrodotti in natura hanno mostrato modelli comportamentali e fisiologici paragonabili a quelli degli elefanti selvatici, nonostante alcune differenze individuali legate all'età e al sesso. Sebbene alcuni elefanti abbiano mostrato biomarcatori di stress leggermente elevati, tutti i valori sono rimasti entro i limiti normali per le popolazioni selvatiche, indicando un adattamento riuscito senza alcuna evidenza di stress cronico".

Questo studio è molto importante rispetto al far scaturire una riflessione più alta sui progetti di tutela delle specie che non prevedono poi l'inserimento nell'ambiente d'origine. "La maggior parte degli elefanti che risiedono in strutture di cattività in Sudafrica sono stati catturati in natura – precisano i ricercatori – per motivi diversi dalla conservazione. Quando gli animali vengono catturati in natura, il trauma subito dagli individui può portare a problemi fisiologici, con conseguente stress cronico". Il punto infatti è trovare un equilibrio tra chi opera davvero per la salvaguardia degli animali e chi invece specula per motivi che riguardano poi un business che gira intorno agli zoo che ancora risultano essere delle valide attrazioni turistiche.

E' chiaro che ci sono strutture che operano secondo principi etici verificati e che hanno certificazioni ufficiali, come il riconoscimento dell'EAZA (European Association of Zoos and Aquaria) o nel nostro paese dell'UIZ (Unione Italiana Zoo e Acquari). Ma il punto è che lì dove è assolutamente necessario preservare soprattutto le specie a rischio di estinzione, sono molti i soggetti di diverse tipologie che perché nati in cattività rimangono in tali condizioni vita natural durante. I centri di conservazione, perché tali sono i "giardini zoologici" o i "bioparchi", sono concepiti proprio per la salvaguardia e la tutela delle specie e sul benessere animale, distanti dalla vecchia idea dello zoo come luogo di solo intrattenimento ma uno studio come questo apre il fronte a nuove possibilità rispetto al ridare agli animali ciò che è loro di diritto: la libertà, lontano da gabbie e confini umani e, soprattutto, anche dai nostri occhi indiscreti.

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