
Heloderma horridum è una specie di lucertola, nota anche il nome di lucertola perlinata messicana, che vive esclusivamente nel paese nord americano. Si tratta di uno dei soli due rettili, insieme al mostro di Gila (Heloderma suspectum), in grado di produrre un morso velenoso.
Da due mesi lungo il fiume Adige, nella zona di Barbona in provincia di Padova, un esemplare era stato più volte avvistato e nessuno era ancora riuscito a catturarlo. A farlo, o meglio a segnalarlo e a fare in modo di poterlo recuperare, è stata Stella, una meticcia che ha notato la presenza dell'ospite indesiderato nell'aia dell'azienda agricola della sua umana di riferimento, Monica Polonio, come riportano fonti locali. Da quel momento è scattato l'intervento delle forze dell'ordine che, in presenza di un veterinario esperto in specie esotiche, ha messo in sicurezza l'esemplare.
L'animale esotico chiaramente non è endemico nel nostro paese e, sebbene non si sappia ad oggi a chi apparteneva, sicuramente era tenuto da un privato e si presume che sia stato abbandonato. La specie è inserita nell'Appendice II della Convenzione CITES e nell'Allegato B del Regolamento CE n. 338/97. In Italia la sua detenzione da parte di privati non è consentita liberamente, poiché è classificata come animale pericoloso in quanto velenoso. Il rettile recuperato a Barbona misura intorno agli 80 centimetri di lunghezza e rientra perfettamente nelle misure tipiche della specie i cui esemplari possono raggiungere una lunghezza compresa tra i 57 e i 90 centimetri e un peso medio che supera gli 800 grammi.
La lucertola perlinata messicana si chiama così perché una delle sue caratteristiche è che il corpo è ricoperto da osteodermi, ovvero delle squame emisferiche non sovrapposte che ricordano la trama di un ricamo di perline. Per quanto riguarda il veleno che produce si trova nelle ghiandole velenifere che sono posizionate nella mascella inferiore. Questo animale, a differenza dei serpenti, non usa il suo veleno per uccidere le prede ma fondamentalmente per difendersi e il morso causa un dolore lancinante anche agli esseri umani, sebbene non sia letale. La funzione biologica, infatti, è quella di far "ricordare" a chi viene in contatto con il rettile, che è elusivo e non cerca in alcun modo di stringere le distanze con i predatori ovviamente, del pericolo che si corre entrandoci in contatto.
Il problema della presenza di animali esotici in Italia non regolarmente detenuti è sempre più evidente. Spesso ci ritroviamo a scrivere di serpenti, soprattutto, abbandonati nelle zone di campagna ma che vengono trovati anche nei centri abitati. In generale abbiamo sempre sconsigliato e provato a stimolare un dibattito etico sul possedere animali esotici a prescindere dalla detenzione anche legale, ricordando che nessun individuo può vivere bene in situazioni di cattività, a maggior ragione specie che come la lucertola perlinata messicana hanno il loro aerale in regioni climaticamente molto differenti dalla nostra e che non possono vivere vite tali di essere definite quando sono confinate in terrari, anche i migliori che possono essere loro dedicati. Poi queste notizie raccontano proprio della incapacità di chi dice pure di "amare" queste specie nel saper dare loro davvero un minimo di supporto anche solo nel saperle curare, tanto che poi vengono appunto abbandonate.