
Era in stato di ipotermia, in pessime condizioni di salute. Così è stato trovato nelle campagne di Lugo, nel ravennate, un pitone di oltre un metro appartenente alla specie Python regius. Il recupero dell’animale è stato fatto dai Carabinieri del reparto Biodiversità di Punta Marina e il rettile è stato ricoverato al Centro territoriale di accoglienza degli animali confiscati o sequestrati a Marina di Ravenna.
Ogni volta che si ha a che fare con una specie così particolare la cronaca locale e anche nazionale non possono fare a meno di parlarne. Ma ogni volta è fondamentale farlo purché si ribadiscano quali sono le condizioni legali, che evidentemente non vengono rispettate, per detenere questa tipologia di animali esotici.
Il pitone reale, in particolare, è una delle specie più diffuse nel commercio di rettili domestici, tanto quello legale che quello clandestino. Per detenere questi animali, bisogna fare riferimento alla Convenzione Cites che obbliga il “proprietario” a doversi dotare di una particolare documentazione che attesta la provenienza e la tracciabilità degli esemplari. Il riferimento normativo in Italia è la legge 150 del 1992 in cui sono previste sanzioni e anche si configurano ipotesi di reato per determinate fattispecie.
L’assenza di questa documentazione e la “passione” per gli animali esotici, nella completa ignoranza delle loro esigenze psicofisiche, portano le persone a creare terrari improvvisati negli appartamenti e poi a procedere a veri e propri abbandoni. Solo su Kodami negli ultimi mesi abbiamo riportato casi avvenuti a Bergamo, a Torino o anche a Mantova due anni fa.
L’habitat naturale dei Python regius è l’Africa subsahariana, dove preferisce uno stile di vita riservato ed elusivo in cui è fondamentale che sia nella dimensione climatica giusta. Questo rettile ha bisogno di un contesto in cui l’elevata umidità è fondamentale per il suo benessere e in cui la presenza di piccoli roditori gli consnete un’alimentazione adeguata alla sua natura di predatore carnivoro.