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5 Giugno 2026
9:51

In Danimarca nasce il Ministero per la Natura e il Benessere degli animali

L'annuncio della premier danese la premier Mette Frederiksen durante la presentazione del nuovo governo. Abolito il ministero dell’Agricoltura e creato un dicastero dedicato alla tutela delle altre specie viventi.

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La premier danese Mette Frederiksen ha presentato il nuovo governo della Danimarca, in cui dal 3 giugno è presente un ministero dedicato interamente alla natura e al benessere degli animali. L'annuncio contestualmente ha portato alla notizia della fine del tradizionale ministero dell'Agricoltura a fronte di una nuova esigenza: tutelare tutte le specie viventi.

Christian Rabjerg Madsen, membro del Parlamento danese dal 2015 e già Ministro dell'Interno e dell'Edilizia abitativa, è il titolare del nuovo dicastero la cui missione è principalmente quella di creare aree naturali incontaminate e investire sulla biodiversità.

Il governo si era infatti precedentemente impegnato a istituire 15 parchi naturali nazionali entro il 2030. L'accordo da cui nasce il Ministero aveva già stanziato fondi per ampliarne la superficie.Ora secondo il programma di governo verranno istituiti altri sei parchi naturali nazionali e un parco nazionale, portando il numero totale a sei in tutto il Paese. Inoltre, verrà ulteriormente valorizzata la natura selvaggia di Kalvebod Fælled, nella parte occidentale di Amager. Per l'acquisto e la conversione di quasi mezzo milione di ettari di terreni agricoli, un'area complessivamente molto estesa, sono stati stanziati ulteriori 3 miliardi di corone danesi.

Il programma del Ministero per la Natura e il Benessere degli animali

Il compito più importante del nuovo dicastero è quello di realizzare tutti gli obiettivi del cosiddetto "Accordo Tripartito Verde". Si tratta di questioni molto complesse, che richiedono significative conversioni e distribuzioni di terreni e l'utilizzo di un'ampia gamma di misure e strumenti di supporto. Nel paese sono diversi i conflitti di interesse tra proprietari terrieri, autorità e associazioni ambientaliste. Un esempio è il rispetto della Direttiva Quadro sulle Acque e, di conseguenza, il miglioramento dello stato naturale di corsi d'acqua, fiordi e mari. "Questo obiettivo viene perseguito da decenni, senza tuttavia ottenere miglioramenti significativi", è stato annunciato con la creazione del Ministero della Natura e del Benessere animali.

"Una cosa è mettere tutto nero su bianco dopo tante negoziazioni. Un'altra è farlo funzionare nella realtà. È su questo che dobbiamo essere giudicati. Il compito di realizzarlo è attualmente suddiviso tra troppe agenzie e ministeri. Ecco perché ora li stiamo riunendo tutti", ha affermato la premier che ha poi spiegato anche la funzione relativa proprio alla tutela degli animali.

Si tratta di un programma complesso ma mirato alla cura del benessere delle altre specie viventi e il motivo di mandare in pensione il vecchio ministero dell'Agricoltura è legato anche alla campagna elettorale che si è appena conclusa  in cui le accuse di scarso rispetto del benessere animale nell'allevamento suino erano diventate un tema centrale nei media e tra molti partiti politici.

La questione dei suini in Danimarca: uno dei nodi centrali

La questione dei suini in Danimarca, che ne "produce" circa 25–30 milioni all'anno, è uno dei casi più citati in Europa quando si parla di allevamento intensivo e benessere animale, perché il paese è tra i maggiori esportatori mondiali di carne suina ma anche uno dei più criticati sul piano del welfare.

Nel paese c'è una forte concentrazione di allevamenti intensivi in cui, ad esempio, ancora si pratica il taglio della coda ai piccoli per prevenire una problematica tipica di luoghi in cui gli animali sono costretti a stare in condizioni pessime dal punto di vista del loro benessere e soffrono di "tail biting", ovvero si mordono la coda per lo stress.

Sebbene questa pratica sia vietata nei paesi dell'Unione europea, viene ancora molto utilizzata e dati recenti confermano che in Danimarca la maggioranza dei maiali ha la coda tagliata. Ma non è l'unica problematica riscontrata negli allevamenti danesi. Il Danish Animal Ethics Council ha riscontrato e denunciato che gli standard minimi non sono sufficienti, le condizioni degli animali sono note e critiche da decenni e che sono vigenti ancora pratiche inaccettabili come il tenere le scrofe in gabbie minuscole e spazi molto ridotti.

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